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Eventi | 22 marzo 2019, 07:56

"Periscano tutti i tiranni": le grandi battaglie del Finalese in una mostra

L'evento segna il debutto dell'associazione culturale "1795", che ha in serbo grandi progetti per il patrimonio storico militare del comprensorio

"Periscano tutti i tiranni": le grandi battaglie del Finalese in una mostra

Prenderà il via il 30 marzo alle 11, nell’Oratorio de’ Disciplinanti del complesso di Santa Caterina a Finale Ligure, per concludersi il 30 aprile, la mostra intitolata “Periscano tutti i tiranni – L’Europa in guerra nel Ponente Ligure”, ideata e organizzata dall’associazione culturale 1795 con il patrocinio di National Geographic Italia.

L’evento vanta anche il patrocinio dei Comuni di Finale Ligure, Calice Ligure, Orco Feglino e Rialto, della Marina Militare, della Soprintendenza Archeologica della Liguria, dell’Università parigina della Sorbonne , dell’ Università di San Pietroburgo e con la collaborazione del GUE (Global Underwater Explorers), del Consiglio d’Europa, della Federazione Europea delle città napoleoniche, dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, dello Zonta Club di Finale Ligure e delle associazioni Le souvenir napoléonien (Società francese di storia napoleonica) e Destination Napoleon.

Una mostra che già salta agli occhi per la bellezza del manifesto: come immagine è stato infatti concesso dall’autore un olio su tela di Geoff Hunt, il pittore ufficiale della Royal Navy, nonché uno dei più quotati “pittori di  scontri navali” al mondo. L’immagine raffigura l’attacco al Vascello Francese Ca Ira ad opera dell’Amemnon di Nelson, al largo delle acque finalesi il 13 marzo del 1795.

Di tutto questo (e di molto altro) parliamo con l’associazione 1795, costituitasi a Finale Ligure a fine 2018 per volontà di 12 persone.

Tra di essi incontriamo molti nomi che si erano adoperati per riportare alla giusta luce i reperti di quella che oggi viene ricordata come la prima vittoria navale dell’allora capitano Horatio Nelson, grazie a una serie di scoperte che hanno riscritto la storia.

Ci racconta Alessandro Garulla, di Associazione 1795: “Non esiste, oggi, in tutta l’Europa un campo di battaglia più ricco di informazioni preziose per i ricercatori di quello che si trova nei territori di Feglino, di Cascina Strà, della Colla di San Giacomo e del Melogno. Due battaglie come quella navale di Noli e terrestre di Loano furono decisive per il corso degli eventi in Europa. Già Luigi XV aveva scoperto che dall’attracco strategicamente fondamentale di Porto Vado, a salire su per la strada di San Giacomo, l’unica in grado di ospitare per dimensioni un treno d’artiglieria, si poteva creare un percorso capace di dettare le sorti del conflitto. Tanto che oggi possiamo vedere una stampa del 1744 di una precisa carta, tracciata a mano dai soldati delle truppe di Luigi XV nella quale questi comprensori sono definiti, senza le tecnologie satellitari di oggi, già con ottima approssimazione”.

Questa è la storia, ma con i 12 dell’associazione 1795 guardiamo al futuro: “Il nostro obiettivo è quello di realizzare un museo di mare e di terra incentrato su queste importanti vicende. Con la preziosa collaborazione di numerose realtà esterne, dalla Marina alla Soprintendenza, e coinvolgendo inizialmente i quattro Comuni di Finale Ligure, Calice Ligure, Rialto e Orco Feglino, nell’ottica di estendere il progetto nel tempo ad altre località vicine, possiamo puntare a un grande museo fisso in pianta stabile ed un altro, diffuso sul territorio. Inoltre – spiegano gli ideatori – costituendoci come Fondazione potremo avere accesso diretto a eventuali contributi snellendo la burocrazia e le tempistiche”.

La credibilità del progetto è attestata da un comitato scientifico che, in gran parte, presenzierà all’inaugurazione della mostra e che conta nomi di prestigio mondiale: Oleg Sokolov, dell’Università di San Pietroburgo in Russia, insignito della Legion d’Onore e riconosciuto come migliore storico napoleonico al mondo; Claudio Romano del Ufficio Storico della Marina Militare, massimo esperto di Marina Borbonica, David Chanteraume (uno degli storici più in voga al momento sulle vicende napoleoniche), ricercatore dell’Università Sorbonne di Parigi, Furio Ciciliot, presidente della Società Savonese di Storia Patria, Charles N. Bonaparte, discendente di Napoleone e a capo dell’Associazione Città Napoleoniche, Paolo Caracciolo, uno degli ultimi eredi di Giovambattista Caracciolo, Lilly Style, ultima discendente di Horatio Nelson, che presiede due tra le più importanti fondazioni inglesi dedicate alla memoria dell’Ammiraglio.

Venendo alla mostra, essa si articolerà su due piani: trenta tavole di grandi dimensioni, con dipinti di Elena Pongiglione, pittrice e vedova del grande critico cinematografico Claudio G. Fava, racconteranno per immagini le dinamiche della battaglia. Con Elena Pongiglione si è creato un feeling lavorativo straordinario e la donna, con la sua grinta, intraprendenza e creatività ha letteralmente conquistato i fondatori dell'Associazione 1795.

Il ricco materiale scritto a corredo riporterà le testimonianze “dal basso”, attraverso gli scritti e i diari della gente comune dei nostri luoghi e le lettere che i militari scrivevano alle famiglie, regalando uno spaccato completo e dettagliato non solo delle vicende belliche, ma di tutta la società di allora. Tra di esse, anche i testi di un “Anonimo Borghettino”, antenato dello scrittore Silvio Torre, da pochi anni scomparso, che aveva raccolto in un libro questi documenti di famiglia.

Su cinque teleschermi scorreranno i video realizzati in immersione dalla Soprintendenza, ma non è tutto: La GUE, l’associazione che raccoglie i migliori sub al mondo, presenterà in anteprima a Finalborgo una tecnologia “immersiva” in 3D; indossando gli appositi visori di una delle dieci postazioni che saranno ubicate nel chiostro, si potrà vivere in diretta un’immersione della durata di 3 minuti e mezzo effettuata dal personale GUE nel luogo dei ritrovamenti.

Molti manichini indosseranno le perfette riproduzioni di uniformi come quelle in uso tra i marinai  che perirono all’epoca nello scontro navale, realizzate dall’avvocato Gabriele Mendella, ad oggi il più grande riproduttore di divise storiche al mondo. Nella mano del manichino, il vero orologio “a cipolla” da taschino ritrovato sui fondali finalesi.

E non è ancora tutto: tanti, infatti, saranno gli eventi collaterali. La Macaja Film di Imperia realizzerà un cortometraggio sui luoghi delle battaglie terrestri con l’ausilio di camere a spalla e riprese aeree con il drone, mentre il Forte di San Giovanni, su gentile concessione dell’Associazione Centro Storico del Finale, ospiterà una rievocazione dei “feu de parade” (le parate militari con gli spari dei fucili d’epoca) e della “Festa del Tiranno”, la celebrazione che proprio nel 1795 si svolse a Finale Ligure per il ghigliottinamento di Luigi XV. Ed è proprio da questo episodio finalese che prende il nome la mostra: “Periscano tutti i tiranni”.

Alberto Sgarlato

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