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Gallery | 23 marzo 2019, 08:49

Finale ospita la partenza di tappa della "Gran Corsa di Primavera da Milano a Sanremo" (FOTO)

Tutte le foto della partenza delle rievocazione ciclo-storica, alla quale sono ammesse solamente biciclette costruite prima del 1930

Finale ospita la partenza di tappa della "Gran Corsa di Primavera da Milano a Sanremo" (FOTO)

La "Gran Corsa di Primavera da Milano a Sanremo", organizzata dalla "LCA Associazione Sportiva Dilettantistica" di Bassano del Grappa, si conclude oggi intorno alle ore 14.00 sotto lo striscione che dopo alcune ore accoglierà i corridori della "Milano-Sanremo" dei professionisti. L’ultima tappa attraverserà stupendi passaggi della costa del Ponente ligure della Liguria e percorrerà i passi che hanno reso celebre e famosa la corsa. Le biciclette utilizzate dai partecipanti alla rievocazione  hanno particolarità di non avere il cambio, perché nel 1930 non era ancora stato inventato e montavano una ruota posteriore con 2 rapporti, 1 per lato: uno per la pianura e uno per la salita.

Era il 14 aprile del 1907 quando si corse la prima “Milano–Sanremo”. Nasce dall’idea di un signore di nome Tullio Morgagni, che parla di un percorso che va da Milano a S.Remo (allora si scriveva così) a Eugenio Costamagna direttore de "La Gazzetta dello Sport".

Costamagna entusiasta dell'idea affida ad Armando Cougnet l’organizzazione della prima “Milano-Sanremo”, di 281 km. Iscritti in 62 partono in 33, è una giornata di pioggia e freddo, a Sanremo arriva per primo il francese Lucien Petit Breton, uomo della Bianchi, con una media di 26,206 km/h.

La gara diventa leggenda, tanto da diventare una delle 5 “classiche monumento”. Le biciclette di allora erano Peugeot, Alcyon, Legnano, Fiat, Bianchi, Atala, Otav, Christophe, J.B. Louvet, La Française, Maino, Stucchi, Dei, Wolsit, Opel, giusto peri citare le più importanti. Le “Milano-Sanremo” dei primi ‘900, erano la versione ciclistica della “Mille Miglia” che si correva in automobile.  Alla “Milano Sanremo” le ruote erano due, ed erano spinte dalla forza umana di quegli incredibili eroi che si chiamavano Petit-Breton, Van Hauewaert, Garrigou, Gerbi, Ganna, Girardengo, Belloni, Brunero, Binda, giusto per citare i più importanti.

L’idea della rievocazione storica è quella di far rivivere al pubblico le emozioni di quegli anni, attraverso l’utilizzo di biciclette ed abbigliamento rigorosamente d’epoca. La corsa partita da Milano ha fatto tappa a Tortona e a Finale prima di arrivare oggi a Sanremo.

Claudio Porchia

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