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Attualità | 04 aprile 2019, 12:53

Udienza creditori Ata, voto favorevole da parte del 32% dei creditori, presidente Garassini: "Siamo moderatamente ottimisti" (VIDEO)

Questa mattina in Tribunale si è svolta l’adunanza dei creditori, entro 20 giorni i restanti creditori dovranno esprimere il proprio voto. Raggiunto e superato il 50% l’azienda savonese potrebbe dar via al piano concordatario.

Udienza creditori Ata, voto favorevole da parte del 32% dei creditori, presidente Garassini: "Siamo moderatamente ottimisti" (VIDEO)

Il 32% dei creditori di Ata ha espresso il proprio voto favorevole nell’udienza di questa mattina, ma per conoscere il futuro dell’azienda si dovranno attendere 20 giorni e il voto dei creditori mancanti per raggiungere almeno il 50%. L’azienda potrà dar via così al piano concordatario e il conseguente ingresso al 49% di un soggetto privato, una New.co.

Un’udienza durata circa mezz’ora, coordinata dal Giudice delegato Stefano Poggio, nel quale i creditori presenti hanno ricevuto tutte le spiegazioni dal commissario Provaggi che ha esposto un riassunto della relazione.

Siamo moderatamente ottimisti, il 32% è un numero abbastanza importante, mancano ancora alcuni creditori significativi stiamo attendendo che si esprimano e confidiamo che la proposta di voto sia a favore della proposta concordataria - le parole di Garassini, presidente Ata - Speriamo di superare il 50% dei votanti, puntiamo sull’impegno profuso, l’attenzione e il rispetto per i creditori che esprimono molta amarezza con ragione, chi contrae con il pubblico ha la presunzione che i suoi crediti vengano onorati ma in questo caso non avviene. Tutto ciò ci crea imbarazzo”.

Ata ha un debito di circa 7 milioni con i creditori in chirografo (11 milioni se si contano i creditori privilegiati che ottengono il 100% della cifra) che devono accontentarsi invece del 25%.

Ci sono più criteri che distinguono i creditori in chirografo dai privilegiati - conclude il presidente di Ata - la legge definisce quali crediti sono in privilegio come le cooperative, i lavoratori, il fisco, i coltivatori diretti, i professionisti, ad esempio i fornitori che invece sono privi di privilegio e solo questi ultimi hanno diritto di esprimere il voto”.

Luciano Parodi

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