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Attualità | 16 aprile 2019, 18:33

Consegnati 78 defibrillatori semiautomatici esterni a 28 Comuni liguri dell’entroterra e a 22 stazioni del Corpo Nazionale Soccorso Alpino

Questi i Comuni della Provincia: Bardineto, Calizzano, Castelvecchio, Massimino, Murialdo, Osiglia e Urbe

Consegnati 78 defibrillatori semiautomatici esterni a 28 Comuni liguri dell’entroterra e a 22 stazioni del Corpo Nazionale Soccorso Alpino

Si è svolta presso la Sala della Trasparenza di Regione Liguria la cerimonia di consegna di 78 Defibrillatori Semiautomatici Esterni (DAE) a 28 Comuni dell’entroterra e a 22 tra stazioni del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e rifugi alpini liguri. La consegna è avvenuta nell’ambito del progetto regionale per l’ottimizzazione dell’assistenza sanitaria in emergenza nelle zone a ridotta accessibilità, elaborato dal Dipartimento Regionale Emergenza Sanitaria Territoriale 118 della Regione Liguria per il potenziamento del soccorso nelle zone disagiate. Il defibrillatore semiautomatico esterno è indispensabile per trattare l’arresto cardiaco improvviso. Questi dispositivi sono infatti in grado di individuare le anomalie nel battito cardiaco e di agire in maniera tempestiva, dimostrandosi efficaci nell’iter di pronto intervento anche grazie ai comandi vocali guida emessi.

“Agire con rapidità è indispensabile per salvare vite. La morte cardiaca improvvisa - spiega la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria - costituisce oltre il 10% dei decessi annuali nel nostro Paese, molti di più rispetto a quelli dovuti, ad esempio, agli incidenti stradali. Per la propria conformazione territoriale, le zone interne della Liguria sono difficilmente accessibili: dotare di un defibrillatore i Comuni dell’entroterra e i principali punti di snodo dei percorsi escursionistici, da cui si possa raggiungere un punto di primo intervento in un’ora al massimo, consentirà un più rapido ed efficace soccorso a chi è colpito da arresto cardiaco. Obiettivo del progetto regionale è anche la diffusione del suo utilizzo, con l’implementazione del ‘first responder’ attraverso la formazione dei cittadini sulle pratiche da seguire in relazione alle tecniche di primo soccorso e all’utilizzo dei defibrillatori”.

In Liguria, l’incidenza di arresti cardiaci è in linea con i dati della letteratura scientifica, ovvero di circa 100 casi per 100.000 abitanti. Questo significa che, ogni anno, nella nostra Regione 1.500 persone sono colpite da morte cardiaca improvvisa. Per salvare queste vite è necessario chiamare immediatamente il Numero Unico Emergenze 112. Inoltre, gli operatori delle Centrali Operative di Emergenza Sanitaria 118 della Liguria sono in grado di guidare telefonicamente nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare e nell’utilizzo del defibrillatore chi assiste la persona colpita da arresto cardiaco: oggi circa il 50% degli arresti sono rianimati già da chi chiama i soccorsi.

“Il potenziamento dell’assistenza di emergenza sanitaria nelle zone di difficile accesso della nostra Regione, con la distribuzione di Defibrillatori semiautomatici e la relativa formazione al personale - aggiunge Francesco Bermano, Direttore del Servizio di Emergenza territoriale – arricchisce il progetto di defibrillazione precoce sul territorio, che è universalmente riconosciuto strumento affidabile, sicuro ed efficace in caso di arresto cardiaco. Inoltre, nel 2017, la nostra Regione, tra le prime in Italia, ha adottato il Numero Unico Emergenza 112, che ha reso più efficiente l’attivazione di tutti i sistemi di soccorso. Questo di oggi – conclude - rappresenta quindi un successivo e importante passo del progetto di defibrillazione precoce sul territorio ligure, che impegna da molti anni tutti i Servizi di Emergenza Territoriale 118 e che ha visto inizialmente il coinvolgimento attivo delle Associazioni di Volontariato Sanitario, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco e della Guardia Costiera”.

Nell’ambito del progetto regionale, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Liguria ha individuato 16 rifugi dove collocare i Dae e 6 stazioni di soccorso alpino, oltre a 28 Comuni dell’entroterra. I rifugi sono: il Muzzerone alla Spezia sul nodo di collegamento tra i sentieri delle Cinque Terre e Portovenere; nel Tigullio, nel Parco di Portofino in località Batterie e Molini; Prato Cipolla a Santo Stefano d’Aveto; in provincia di Genova all’Albergo del Faiallo, agriturismo Chelina, Ostaia de Baracche, casette di Sant’Ilario, Argentea; in provincia di Savona alla base scout il Rostigliolo, Pian delle Bosse, Cascina Miera, Pratorotondo, decollo parapendio di Bergeggi; in provincia di Imperia al rifugio Allavena e a Monesi.

“Il personale del Cnsas – afferma il presidente del Cnsas Liguria Fabrizio Masella - è formato e aggiornato periodicamente sull’uso di questo importante dispositivo salvavita. È quindi fondamentale sapere che è presente in zone impervie, ma molto frequentate, per poter alleggerire le nostre squadre durante gli interventi di soccorso sanitario”.

I 28 Comuni che riceveranno ciascuno due defibrillatori sono:

  • provincia di Genova - Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Montebruno, Propata, Rezzoaglio, Rondanina, Rovegno
  • provincia di Imperia - Armo, Bajardo, Carpasio, Castel Vittorio, Cosio d’Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pornassio, Rezzo, Triora,
  • provincia della Spezia - Maissana, Varese Ligure, Vernazza,
  • provincia di Savona - Bardineto, Calizzano, Castelvecchio, Massimino, Murialdo, Osiglia e Urbe.

Per l’acquisto dei defibrillatori è previsto un finanziamento di circa 265 mila euro del ministero della Salute.

Comunicato stampa

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