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Savona | 29 aprile 2019, 08:55

Bruno Spagnoletti: "Quella Savona che appare senza essere"

"L'effetto ormai certo è che le decisioni non più digeribili di condizionare le manifestazioni democratiche stiano dando una incredibile visibilità a un movimento di estrema destra"

Bruno Spagnoletti: "Quella Savona che appare senza essere"

Nel tempo del villaggio globale in cui “l’identità” è garantita più dall’apparire che dall’essere, Savona appare come colpita da uno strano e cinico destino: assurge a “laboratorio” e “notizia” nazionale per boutade e avvenimenti kafkiani al limite dell’inverosimile.

La lista è lunga! L’ordinanza pre- natalizia anti pipì e escrementi dei cani che ha fatto ridere mezza Italia nelle performance televisive di interesse; la sporcizia mai vista e crescente in una Città che pretende di concorrere tra le più accreditate in termini di turismo, di hub crocieristico e di valorizzazione dell’immenso patrimonio storico e culturale, mentre la Società di servizi è in liquidazione e la Tari ai massimi livelli; una dichiarazione di area di crisi complessa (dove la Città Capoluogo non ha svolto alcun ruolo attivo di regia relegata all’angolo come se non esistesse) che sembra nascondere la sorpresa che gli effetti negativi sull’occupazione saranno superiori alle marginali ricadute positive; un Porto nuovo (Piattaforma Multiservizi), tra i più importanti al mondo, che inizierà ad essere operativo prima che le vincolanti infrastrutture esterne siano fungibili con conseguenze neppure immaginabili sul sistema viario, sull’ambiente e sulla vivibilità.

Una Provincia (nel punto più alto della crisi) senza la Città Capoluogo (il Sindaco), presieduta da un Sindaco di una cittadina strategica come Coalizzano; il parto del nono assessore per una Città di poco più di 60mila residenti (Roma ne ha undici di assessori) durato oltre sette mesi tra comiche, litigi, riappacificazioni, rotture e giravolte nella maggioranza e tra le componenti della maggioranza; l’imbarazzante vicenda della lapide che avrebbe dovuto ricordare i caduti delle Forze Armate posta nel cimitero di Savona comprendente, a insaputa del Sindaco, del Prefetto e del Questore, anche il riferimento alla milizia fascista delle Camicie Nere; la nota di aggiornamento del documento unico di programmazione 2019-2021 e il Bilancio approvati in zona cesarini (senza l’immediata esecutività) per il rotto della cuffia e per l’effetto ritardato di una dose di sonnifero per un consigliere “dormiente” della opposizione eletto nella lista civica dell’ex candidata sindaco Cristina Battaglia; la sostanziale fine della composita e litigiosa maggioranza che sosteneva l’Amministrazione ancora formalmente in essere dopo le giravolte di alcuni consiglieri in cerca di gloria, le divisioni non più occultabili tra Vince Savona, Lista civica 2.0 Uniti per Savona - Caprioglio Sindaco da una parte e la Lega dall’altra, tra Sindaco e Vice Sindaco e….last but not least le divisioni binarie con relativa fame di spartizione che stanno per esplodere all’interno della Lega (Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano, inseparabili amori indivisibili, indissolubili) sotto la sapiente (?) regia delle nuove autorità del Ponente.

Ma la prematura agonia della maggioranza è stata certificata dall’uscita convinta e consapevole dalla sala del Consiglio delle due Consigliere del Gruppo Misto (Elda Olin Verney e Simona Saccone Tinelli) al momento del voto sul Bilancio 2019 - 2021, quasi a sancire la rottura politica, il rifiuto all’obbedienza dirigistica di appartenenza e l’ancoraggio al merito delle misure amministrative che si adotteranno di volta in volta!

Ma ciò che più stupisce, indigna e manda letteralmente in bestia è l’abitudine ormai inveterata di Autorità decentrate dello Stato di limitare l’esercizio della libertà di manifestare pacificamente e degli spazi di democrazia, persino sindacali, che hanno caratterizzato per 74 anni consecutivi la vita democratica di Savona, Medaglia d’oro della Resistenza dall’8 settembre del 1993 con la motivazione che “le genti di Savona, fedeli allo spirito che ne animò le gesta e l´impegno patriottico nel primo riscatto risorgimentale, reagirono alla occupazione da parte delle forze armate tedesche, opponendo alla prepotente sopraffazione nazifascista una lotta tanto coraggiosa quanto ostinata”.

“….Non valsero a frenare lo slancio generoso né la precarietà di mezzi, né la preponderanza delle forze avversarie, né la barbarie a cui queste ispirarono la loro spietata opera di repressione con arresti in massa, deportazioni, torture, fucilazioni, massacri di innocenti e distruzioni. Il grande contributo di sangue offerto dai volontari e dai cittadini vittime delle rappresaglie, i sacrifici e le sofferenze sopportate sono testimonianze di una assoluta ostinazione a non subire la vergogna della tirannide, di dedizione alla Patria, di tenacia nella fedeltà ai più alti ideali di libertà e di giustizia.”

Una storia esemplare di lotte e sacrifici non può essere messa in discussione o veder imporre modifiche dei percorsi storici delle Manifestazioni antifasciste e sindacali, per l’apertura di una sede di Casapound nel cuore del quartiere storicamente operaio, comunista, socialista e democratico di Villapiana.

Ma vogliamo scherzare davvero? Mi dicono che si tratta di 23 iscritti in tutta la Provincia e che la sede di via San Lorenzo sia occasionalmente frequentata da una dozzina di militanti (si fa per dire).

Non solo il rischio, ma l’effetto ormai certo è che le decisioni non più digeribili di condizionare le manifestazioni democratiche stiano dando una incredibile visibilità a un movimento di estrema destra fascistoide di nessun peso politico nella città di Pertini e nella Provincia.

Giuristi e Magistrati autorevoli e insigni come Fracantonio Granero e Adriano Sansa hanno ben argomentato le incongruità delle decisioni adottate dal sig. Prefetto e dal Questore per il 24 aprile scorso (speriamo non si ripetano per il primo maggio) e chiesto conto delle motivazioni; le risposte che abbiamo avuto modo di leggere sui quotidiani, francamente non ci convincono! Non ci resta che sperare che prevalga la ragione e il buon senso!

Bruno Spagnoletti

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