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Cronaca | 10 maggio 2019, 10:46

Celebrati a Borgio Verezzi i funerali del Cavalier Giovanni Dentella: "Ha reso la sua vita utile all'umanità e al paese"

Il sentito omaggio del sindaco Dacquino: "Vorrei che restasse di lui il coraggio di provarci"

Celebrati a Borgio Verezzi i funerali del Cavalier Giovanni Dentella: "Ha reso la sua vita utile all'umanità e al paese"

La comunità di Borgio Verezzi questa mattina ha salutato per l'ultima volta, presso la Chiesa del Redentore, il Cavalier Giovanni Dentella scomparso nei giorni scorsi all'età di 88 anni. A lui, speleologo, si devono la riscoperta, l’apertura e la valorizzazione delle Grotte Valdemino di Borgio Verezzi.

"Esprimo le condoglianze a nome della comunità al figlio Massimo, alla nuora Barbara e a tutta la sua famiglia - il ricordo di Don Joy, sacerdote di Borgio Verezzi - Anche io ho avuto l'occasione di conoscerlo, abbiamo parlato a lungo: raccontava molte cose, aveva voglia di raccontare. La sua morte porta lutto non solo alla famiglia, ma a tutti i borgesi: era una risorsa per tutto il paese. La riscoperta, la riapertura e la valorizzazione delle Grotte si devono a lui. Ha dato molto al mondo, in molti modi ha reso utile la sua vita all'umanità e al paese. Dobbiamo rendere grazie a lui".

Nato ad Albino (BG) il 30/8/1930, Giovanni Dentella si era trasferito in Liguria nel 1932 (ad Albenga) con la famiglia. Promotore e artefice del progetto volto a realizzare il tratto turistico delle Grotte di Borgio Verezzi, è stato dipendente proprio del comune borgese dal 1962, svolgendo le funzioni di Capogrotta dal 1970 al 1998. Sempre nell’ambito speleologico, il 24 aprile 2000 la Regione Liguria gli conferii ufficialmente il titolo di Pioniere della Speleologia Ligure.

Oltre alla speleologia, Dentella ha operato in altri campi: nel 1948 ricevette la medaglia al valor civile per il salvataggio di naufraghi della motonave Annamaria al largo di Albenga, mentre nel 1968 si distinse anche nella pittura ricevendo dall’Accademia Tiberina di Roma il titolo di Gran Cavaliere Ufficiale. Fondatore dell’A.V.I.S. di Borgio Verezzi, venne inoltre insignito della Medaglia d’Oro dalla Croce Rossa Italiana. 

"Conoscevo bene Gianni, vorrei avere la capacità di dire ciò che avrebbe detto lui se fosse stato qui oggi - ha esordito il sindaco di Borgio Verezzi nel discorso che ha chiuso il rito funebre - Gianni avrebbe detto:  'Amici grazie di essere qua, è stata una bella avventura. La mia vita è stata una battaglia, in cui abbiamo fatto di tutto con il cuore. Credo che un uomo debba fare quello che crede e io ce l'ho messa tutta' ".

"Come sindaco si potrebbero dire mille cose - ha inoltre aggiunto il primo cittadino borgese - in questi giorni ho incontrato tanti amici che, ricordando Gianni, mi hanno detto che aveva un caratteraccio. Cosa vuol dire 'che caratteraccio'? Io credo che bisogna valutare i fatti, due milioni di persone hanno conosciuto Borgio Verezzi e le sue grotte grazie a lui, che non si è limitato a vedere le cose ma si è sporcato le mani. Io credo che le vere persone sono quelle che si sporcano le mani: in altri tempi sarebbe stato un garibaldino, oppure un indiano del far west. È un brutto carattere questo? Non posso accettarlo. Mi rivolgo agli amici, ma anche ai familiari: anche se si è litigato con lui, sappiate che è stata una sfida, un'occasione di crescita".

"Vorrei che restasse di lui il coraggio di provarci - ha infine concluso Dacquino - Gianni sarebbe stato amato da De André, perche come lui andava in direzione ostinata e contraria. E ce l'ha fatta".

Oltre al figlio Massimo, Gianni Dentella lascia la nuora Barbara, i nipoti Alena e Fabio e i parenti tutti.

Roberto Vassallo

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