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Al direttore | 11 maggio 2019, 10:03

Tagli: per i pensionati la stangata del 2 giugno

Lettera al direttore di Bruno Spagnoletti

Tagli: per i pensionati la stangata del 2 giugno

È confermato. Con il cedolino mensile del mese di giugno 2019, i 69.977 pensionati savonesi e i 370.505 pensionati liguri, si vedranno tagliate di alcune decine di euro al mese gli assegni pensionistici, per effetto della piena applicazione delle misure adottate dal Governo nella Legge Finanziaria 2019; misure che prevedono “risparmi” nei conti pubblici a carico dei pensionati dovuti alla mancata rivalutazione delle pensioni rispetto al costo della vita.

Si potrebbe a ragione commentare con l’antico proverbio “fatta la festa, gabbatu lu santu”, dove “festa” è sinonimo delle elezioni europee e amministrative del 26 maggio prossimo e “lu santu” è l’equivalente dei pensionati italiani pari a 16.041.852 unità. Lo spostamento a giugno del ricalcolo, in diminuzione, delle pensioni rispetto agli altri provvedimenti varati con la legge di bilancio entrata a regime a gennaio, parrebbe evidente che sia dovuta a finalità strumentali non confessabili: tesaurizzare in consensi elettorali, voti ed eletti nel Parlamento europeo la serie infinita di "spot", fatti in questi mesi dal governo gialloverde e attutire, così, lo shock cardiogeno dei pensionati elettori. Con le misure di giugno non si colpiscono (come si va dicendo) solo le pensioni d’oro (magari!), ma la stragrande maggioranza dei pensionati (oro, argento, bronzo, alluminio e latta).

Infatti, mentre da aprile 2019, gli assegni pensionistici sono già stati allineati (ridotti) sulla base dei nuovi parametri di ricalcolo del recupero parzialissimo dell'inflazione (praticamente aumento zero); nel mese di giugno l’Inps opererà il taglio per compensare gli aumenti versati nel primo trimestre 2019 (gennaio, febbraio e marzo). Non avendo nulla da nascondere e, cosi agevolando la comprensione del ricalcolo in riduzione, facciamo l’esempio concreto del mio caso: il mio assegno mensile pensionistico, rispetto al 2018, aumenta di due euro mese (24 euro anno), passando da 1.848 a 1.850 euro; a giugno l’Inps opererà una trattenuta compensativa di 51 euro (17 euro per i tre mesi di gennaio, febbraio, marzo in cui avevo percepito 17 euro mese in più (da 1.848 a 1.865 euro mese) calcolati sulla base delle normative ex ante la Legge Finanziaria del Governo del cosiddetto cambiamento. Altro che non si metteranno mai le mani delle tasche degli italiani affermato – a più riprese – dal Presidente del Consiglio Conte e dalla coppia di Vicepresidenti Salvini e Di Maio.

È assai probabile, anzi certo, che per il trio di cui sopra, il 2019 “sarà un anno bellissimo”; per me e per i pensionati italiani, invece, lo sarà assai meno. Nel mio caso, la mia pensione verrà decurtata di 663 euro anno, di 1.989 euro in 3 anni, di 3.315 euro in 5 anni e per l'eternità davvero non saprei dire!

Bruno Spagnoletti

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