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Cronaca | 14 maggio 2019, 12:40

Ex Mondomarine, i sindacati all'Autorità Portuale: "Chiediamo un ricorso al Consiglio di Stato, salvaguardiamo i posti di lavoro"

Questa mattina l'incontro tra Cgil e Uil e Port Authority, richiesto incontro urgente anche con Palumbo. Il Tar aveva approvato i ricorsi di Monaco Marine e Rodriguez Yacht.

Ex Mondomarine, i sindacati all'Autorità Portuale: "Chiediamo un ricorso al Consiglio di Stato, salvaguardiamo i posti di lavoro"

Entro il 30 maggio Palumbo e i curatori fallimentari devono richiedere la sospensiva da parte del Tar, in caso contrario dal primo di giugno l'azienda di Napoli che ha in concessione l'area di Savona non potrà operare sugli ex cantieri Mondomarine mettendo a serio rischio il futuro dei lavoratori.

Questa la richiesta urgente di questa mattina di Cgil e Uil nell'incontro con i funzionari dell'Autorità di Sistema Portuale per discutere degli ultimi sviluppi dopo l'approvazione dei ricorsi al Tar di Monaco Marine e di Rodriguez Yacht. 

"L'Autorità di Sistema ci ha messo a conoscenza della situazione, con la sospensiva Palumbo potrà lavorare dopo il 31 maggio e poi si aspetterà la sentenza del Consiglio di Stato, ci sarà così una concessione temporanea. C'è la volontà di provare a sistemare le questioni ma comunque ora chiederemo un incontro urgentissimo con Palumbo" spiega Franco Paparusso, Uil.

"Si sta mettendo i bastoni tra le ruote a chi sta rilanciando l'azienda e questo ci sembra paradossale - continua Lorenzo Ferraro, Cgil - Quando viene detto che costruzione e refitting sono le stesse cose rimango allibito - bisogna produrre una richiesta di sospensiva degli atti per poi fare ricorso al Consiglio di Stato. 37 su 51 lavoratori ex Mondomarine sono stati riassunti e 150 dipendenti dell'indotto sono impiegati sul cantiere, 30 aziende sono coinvolte, attendiamo risposte importanti".

Secondo i giudici amministrativi l’Autorità Portuale non avrebbe sufficientemente motivato perché il “rilevante interesse pubblico” posto al vertice dei criteri sulla base dei quali scegliere il concessionario, deve passare per la “rapida e integrale operatività del cantiere”: in altri termini, il TAR rimprovera alla Port Authority di non aver motivato compiutamente la decisione di affidare il titolo concessorio temporaneo alla Palumbo “a tutela dei lavoratori già della MondoMarine SpA”.

I giudici amministrativi, in sostanza, contestano all’Autorità Portuale di aver privilegiato la continuità aziendale e di non avere preso in considerazione, nel decidere a chi affidare lo spazio acqueo e il sedime circostante, anche la possibilità di attivare gli ammortizzatori sociali per gli ex dipendenti dello storico scalo savonese. A sua volta, nella decisione sul ricorso presentato contro l’aggiudicazione della concessione all’armatore napoletano, il TAR rimprovera al Comitato di Gestione di non aver sufficientemente motivato la preferenza per Palumbo riguardo agli investimenti nel cantiere previsti per i primi due anni: il CdG, in particolare, non avrebbe spiegato perché la proposta dell’industriale partenopeo fosse stata considerata “più documentata e valutabile” visto che, a detta del TAR, la Rodriguez aveva fatto una proposta migliore. Il fatto che la correlata esposizione dei dati finanziari della Rodriguez fosse “carente” non impediva, secondo i giudici amministrativi, la possibilità che tali dati fossero integrati in un secondo tempo.

“Sembra proprio che in provincia di Savona – è il commento di Luca Valente, delegato sindacale dal 2001 presso i cantieri MondoMarine – fare industria dia fastidio: cantieristica navale, costruzione di treni e aerei pare siano d’ostacolo a qualcos’altro. In pratica, per il TAR l’Autorità Portuale avrebbe consentito troppo velocemente al cantiere di riprendere le attività di cantieristica navale e di riassumere gradualmente le maestranze dell’ex MondoMarine. Già, che fretta c’era? – prosegue Valente – In fondo si poteva fare il licenziamento collettivo e mandare i lavoratori in disoccupazione per chissà quanto tempo. Poi, con tutte le carte in regola, riaprire il cantiere dopo un periodo non preventivabile ma che, secondo il TAR, è assai poco rilevante”.

“Così non va bene - è il commento del delegato sindacale - L’ordinamento giuridico italiano non prevede che i lavoratori si possano difendere: operai e tecnici possono solo essere posteggiati da una parte in attesa che l’apparato pubblico faccia il suo corso. Ma il diritto al lavoro va tutelato, e in fondo è ciò che ha fatto l’Autorità Portuale. La Port Authority, infatti, ha consentito al soggetto privato del settore che aveva l’adeguata capacità professionale (e con l’accordo firmato con i sindacati di categoria) di poter riprendere al più presto i lavori in cantiere, riassorbendo gradualmente le maestranze danneggiate senza loro colpa dal fallimento della proprietà Falciai”.

“A questo punto – conclude Valente - c'è da augurarsi che l' Authority e Palumbo ricorrano entro fine mese al Consiglio di Stato in modo da sospendere gli effetti devastanti da un punto di vista lavorativo ed occupazionale di questa sentenza del Tar, secondo la quale al primo di giugno saremmo tutti fuori. Nel cantiere savonese in questo periodo c'è una barca di 40 metri in costruzione e una decina di barche in refitting per un totale di 150 lavoratori fra diretti e indotto. Mi auguro che si faccia un tavolo urgente con il quale si pianifichi, insieme alle autorità competenti - Regione Liguria, Comune di Savona , Autorità portuale , curatori fallimentari e sindacati - il futuro del cantiere navale e delle maestranze ex MondoMarine”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Luciano Parodi

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