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Attualità | 16 maggio 2019, 07:10

Rischia di andare nuovamente deserto il bando accoglienza: non partecipano le cooperative savonesi

Ieri alle 12.00 dovevano essere inviate in Prefettura le manifestazioni di interesse e venerdì alle 10.00 l'apertura delle buste, ma non dovrebbero esserci offerte da parte delle cooperative.

Rischia di andare nuovamente deserto il bando accoglienza: non partecipano le cooperative savonesi

Un bando che potrebbe andare nuovamente deserto in quanto le cooperative savonesi secondo le prime informazioni, ma si saprà solo all'apertura delle buste, pare che in massa non abbiano partecipato. Voluto dal Governo con il Decreto Sicurezza e ripubblicato nuovamente a fine aprile dopo quello pubblicato a fine febbraio dalla Prefettura di Savona e scaduto il 5 aprile, riguarda i fondi destinati all'accoglienza dei cittadini stranieri.

Le 12 cooperative impegnate nell'accoglienza (Arcimedia, Ati Fondazione Caritas, Bianca Costa Bozzo, Cooperarci, I Girasoli, Il Faggio, Il Percorso, L'Ancora, La Strada Giusta, Jobel, Ninfea e Ningella) i primi di marzo avevano preparato un comunicato congiunto che si dichiarava contrario. 20.50 euro (18.50 euro più 2.50 euro di pocket money oltre ai 150 euro d'ingresso e la scheda telefonica) questa la cifra destinata quotidianamente a ogni singolo ospite nettamente dimezzata rispetto ai 35 euro dello scorso anno.

Ieri alle 12.00 dovevano essere inviate in Prefettura le manifestazioni di interesse e venerdì alle 10.00 l'apertura delle buste, ma non dovrebbero esserci offerte da parte delle cooperative.

"Non è cambiato niente, il bando è stato ripubblicato identico. Sembra una gestione prettamente alberghiera, noi invece abbiamo come obiettivo principale l'integrazione, in questi termini non ce la facciamo. È una scelta difficile ma non ce la siamo sentita a queste condizioni di partecipare alla gara" spiega Laura Gengo di Cooperarci.

Sul tema lo scorso 7 maggio si era espresso il sindaco di Carcare Christian De Vecchi: "Negli ultimi anni, la Prefettura ha fatto un ottimo lavoro 'di scambio informazioni' con gli enti locali, adottando per la nostra Provincia un'accoglienza diffusa. Il Comune di Carcare ha maturato una collaborazione proficua sia con la Prefettura, sia con la cooperativa che si è occupata della gestione dei migranti, sistemati all'interno di quattro appartamenti (5/7 ospiti all'interno di ogni alloggio ndr)".

"Con la riduzione dei fondi però, alcuni schemi riguardanti l'accoglienza vengono messi in crisi - prosegue - Un bando a ribasso infatti, porta come conseguenza un abbassamento della qualità dei servizi destinati ai cittadini stranieri". Ma non è tutto. Infatti, con queste condizioni (sempre di accoglienza diffusa), le cooperative invece che affittare alloggi sulla costa, potrebbero ricercare immobili nell'entroterra dove i costi sono minori, stravolgendo di fatto il rapporto di ridistribuzione messo in campo negli anni passati.

"Il percorso fatto in precedenza è oramai compromesso, ma vogliamo essere collaborativi con la Prefettura e le cooperative per mantenere standard di qualità" conclude il sindaco De Vecchi.

Ai bandi oltre ai gestori attuali poteva partecipare anche chi ha a disposizione gli alloggi. A rischio i circa 150 posti di lavoro di chi opera nella gestione nella sola provincia di Savona, attivi nei centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) che negli Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo politico) e i circa 900 migranti presenti nei centri sarebbero sistemati in altre strutture con probabilmente più di 50 ospiti.

In caso di partecipazione al bando i vincitori potranno cominciare a operare dal primo giugno fino al 30 aprile del 2020

 

Luciano Parodi

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