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Eventi | 16 maggio 2019, 16:17

Savona, il magistrato Vittorio Teresi incontra gli studenti del "Ferraris Pancaldo"

I suoi racconti, le sue storie lavorative e personali, gli aneddoti, hanno catturato l’attenzione di tutti fino alla fine

Savona, il magistrato Vittorio Teresi incontra gli studenti del "Ferraris Pancaldo"

 

Vittorio Teresi, è una di quelle personalità che occorre incontrare almeno una volta nella vita e gli studenti del “Ferraris Pancaldo” lo hanno incontrato ieri mattina. Procuratore aggiunto presso la procura di Palermo e palermitano doc, da 40 anni nella magistratura, Teresi si è rivolto ai ragazzi delle quinte e qualche terza, con un linguaggio semplice ma estremamente efficace arrivando dritto alle teste degli studenti.

L’intervento di Vittorio Teresi è stato ricco di umanità, determinazione e abnegazione verso un mestiere difficile e complesso come quello del magistrato che, come lo ha definito lui stesso: “È un lavoro che ha la funzione di riequilibrare le diseguaglianze sociali che si verificano in una società di capitalismo avanzato. Per questo il magistrato non deve essere un guardiano del potere ma un servitore indipendente dello Stato, come stabilito dalla Costituzione”.

I suoi racconti, le sue storie lavorative e personali, gli aneddoti, hanno catturato l’attenzione di tutti fino alla fine. Talvolta ha anche commosso, quando ha ricordato i colleghi con cui ha lavorato fianco a fianco come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, morti nelle stragi di Capaci e via D’Amelio; così come anche i poliziotti e  i preti uccisi dalla mafia.

Tra le cose che lo stesso magistrato palermitano ha lasciato come patrimonio personale e morale spiccano la Carta Costituzionale, che è un faro di democrazia, e il senso di responsabilità.

“Cinquant’anni fa nessuno veniva nelle scuola a parlarci di mafia – ha detto Teresi – perché eravamo studenti sessantottini e protestavamo per ideali di altro tipo e poi il fenomeno criminale era considerato di nicchia. Oggi non avete più l’alibi dell’ignoranza – ha proseguito il magistrato rivolto ai ragazzi – avete una responsabilità e una consapevolezza che vi deve guidare nella strada da intraprendere, dovete fare una scelta come quella che feci io all’inizio della mia carriera: non mi sono piegato alle minacce e sono andato avanti”.

Uno dei punti che ha particolarmente colpito la numerosa platea è stato il breve racconto sul processo della così detta “Trattativa Stato-mafia”. Si è trattato un procedimento osteggiato dalla politica perché si sono toccati i gangli che si ritenevano intoccabili. Per questo la procura ha subito una sorta di ostracismo.

“In verità è una distorsione chiamarlo “Trattativa Stato mafia” – ha affermato il magistrato palermitano - perché il reato contestato è quello di violenza e minaccia a un corpo dello Stato”.

Durante il processo, inoltre, sono venuti fuori anche documenti importanti, raccolti presso gli archivi dei servizi segreti italiani, nei quali si possono leggere episodi sull’associazione segreta Gladio e sul terrorismo interno.

I complimenti vanno fatti anche agli studenti  per l’attenzione e per l’alto livello delle domande che hanno rivolto a Teresi, sintomo che il lavoro sulla legalità e sulla “Cittadinanza a Costituzione” svolto da tutti i docenti in modo trasversale ha dato i suoi frutti.

Comunicato stampa

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