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Attualità | 17 maggio 2019, 11:45

Spotorno: con una grande festa, ragazzi e "nonni" di "Andata e ritorno 3" si danno appuntamento al prossimo anno (FOTO e VIDEO)

Successo tra gli alunni più grandi del "Giardino dei Semplici": alla riscoperta del "Medicamentum simplex" dei monaci medievali

Spotorno: con una grande festa, ragazzi e "nonni" di "Andata e ritorno 3" si danno appuntamento al prossimo anno (FOTO e VIDEO)

Ormai è diventata una vera tradizione: anche quest’anno, infatti, il programma educativo “Andata e Ritorno” di Spotorno si è concluso con una grande festa (fortunatamente baciata dal sole, in questi giorni di clima un po’ “ballerino”) negli spazi aperti dell’Opera Pia “Siccardi Berninzoni”, nella quale bambini e anziani si sono divertiti insieme. Perché proprio di questo si tratta: infatti “Andata e ritorno” è un programma educativo che vede diverse generazioni a confronto, con i giovani e giovanissimi delle scuole spotornesi che condividono preziose esperienze di vita con i “nonni” dell’Opera Pia, cucinando insieme ma anche progettando e costruendo i “giochi” di un tempo, riscoprendo i valori della terra… E molto altro.

E, sempre come da tradizione, la festa è iniziata con i canti dei bambini coordinati dalla sempre bravissima Maestra Margherita, direttrice del coro, che ogni anno riceve complimenti e approvazione per il lavoro svolto. Il tema delle canzoni di quest’anno era il mondo degli animali.

La parola è poi passata a Maria Chiara Garofalo, non soltanto ideatrice e curatrice del progetto, ma vero “motore” di “Andata e ritorno”, colei che ha fermamente voluto che questo suo “sogno educativo” diventasse realtà.

Nelle sue parole, Maria Chiara Garofalo ha espresso il suo ringraziamento prima di tutto ai bambini e ragazzi (quest’anno il progetto coinvolgeva, per la prima volta, materne, elementari e medie); i “nonni”, che sono stati simpaticissimi nel mettersi in gioco raccontando le loro storie di vita, tramandando tradizioni, insegnando il dialetto e offrendo un enorme bagaglio di conoscenza, tutte le insegnanti, la Dirigente Scolastica, Sereni Orizzonti, tutto il personale che ha collaborato a vario titolo anche al buffet della giornata conclusiva, la vicepresidente dell’Opera Pia Marina Genta, il presidente di Opera Pia Salvatore Lecce, il Comune di Spotorno e tutti coloro che, a vario titolo, si sono adoperati per la buona riuscita del progetto.

Ma la vera novità di quest’anno è stata segnata dall’arrivo delle seconde e terze medie. Non più bambini, quasi adolescenti, con umori, esigenze e sentimenti differenti. Per cui abbiamo alle loro insegnanti, come è stato questo “passaggio generazionale”.

Ci racconta la professoressa Stefania Demartini, referente per il progetto della scuola media di Spotorno: “Già dalla prima alla terza media l’approccio è molto diverso. I più giovani sono ancora profondamente legati all’ottica di un contesto familiare all’interno del quale loro sono i ‘nipotini’, per cui hanno un approccio molto affettivo nei confronti di coloro che vedono come ‘il nonno’ o ‘la nonna’. In terza media la figura dell’anziano si trasforma e acquisisce quel ruolo di esempio di saggezza e di sapere da tramandare”.

Chiediamo anche alla prof. Demartini se questi ragazzi ‘nativi digitali’, coinvolti in un progetto di orto scolastico, hanno ancora manualità con un attrezzo agricolo quanta ne avrebbero con uno smartphone o una playstation”. Ci risponde: “Quando abbiamo annunciato il progetto dell’orto abbiamo visto nei loro occhi una luce di intenso e sincero entusiasmo. Questa è la dimostrazione che c’è, nelle giovani generazioni, il bisogno di un ritorno alla terra, al territorio, alle tradizioni”.

Alle parole dell’insegnante Demartini fanno eco anche quelle della professoressa Laura Banacchioni, docente di terza media, colei che ha voluto attivare “Il giardino dei semplici”. Ci racconta: “Per me è stato motivo di grande gioia sapere che molti di questi ragazzi non erano completamente ‘digiuni’ per quanto riguarda il mondo verde, ma già amavano curare l’orto insieme al nonno. Segno di una nuova consapevolezza, che noi a scuola cerchiamo di promuovere anche attraverso un discorso di educazione alimentare, insieme agli insegnanti di scienze. Oggi purtroppo le persone non sanno più che cosa mangiano. Il tema della corretta alimentazione deve partire dalla famiglia ma anche, in supporto alla famiglia stessa, dalla scuola”.

Sul progetto denominato “Giardino dei semplici” spiega la professoressa Banacchioni: “Lo spunto è quello del Medicamentus Simplex dei monaci del Medio Evo, per il quale coltivare un terreno significa in senso più lato prenderci cura del mondo che ci circonda e, attraverso di esso, prenderci cura di noi stessi. Nello specifico, per un giovane di oggi coltivare un orto significa riscoprire i tempi della natura, in contrapposizione ai ritmi frenetici della società e delle tecnologie di oggi, quindi imparare la riflessione, la pazienza, recuperare non solo la manualità ma dei valori e dei princìpi legati alla cura della natura e della terra”.

La grande festa si è conclusa con una merenda interamente a base di prodotti ecosostenibili della Bottega Equo-Solidale di Savona serviti con piatti e posate compostabili.

Nelle videointerviste che seguono lasciamo la parola a diversi “partner” del progetto, tutti concordi non solo nella sua piena riuscita, ma sul fatto che esso potrà e dovrà proseguire e crescere ancora, anno dopo anno.

Salvatore Lecce, presidente dell’Opera Pia Siccardi-Berninzoni:

Marina Genta, vicepresidente dell’Opera Pia Siccardi-Berninzoni:

Sara Bonicelli, direttrice della struttura di Spotorno:

Gianluca Giudice, assessore alla cultura e alla pubblica istruzione del Comune di Spotorno:

Silvana Zanchi, dirigente scolastica:

Claudia Tasca, animatrice nella struttura di Spotorno:

Alberto Sgarlato

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