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Cronaca | 17 maggio 2019, 18:05

La Polizia di Stato recupera due anfore antiche di epoca romana

Un uomo è stato denunciato con l'accusa di ricettazione ed impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato

La Polizia di Stato recupera due anfore antiche di epoca romana

Nella mattinata odierna, a seguito una accurata attività di indagine, il personale del Distaccamento Nautico del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Alassio, in collaborazione con il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Rapallo, ha effettuato il recupero di due importanti reperti archeologici.

Si tratta di due anfore antiche di epoca romana in ottimo stato di conservazione che, presumibilmente trafugate dai fondali marini da alcuni pescatori della zona, si sospettava potessero essere custodite all'interno di un magazzino di pertinenza dell'abitazione di un giovane residente. R.A., originario di Santa Margherita Ligure (GE). L'uomo aveva deciso di disfarsi dei due oggetti antichi proponendoli in vendita, con trattativa riservata, presso un mercato specializzato nel tentativo di realizzare la somma di 1.500 euro, cifra irrisoria rispetto al loro reale valore di mercato.

Grazie all'efficace collaborazione con la locale Sezione di P.G. è stata identificata la persona che al momento del controllo, non è stata in grado di dimostrare la lecita provenienza delle due anfore così come non ha saputo giustificarne il regolare possesso.

La tempestività dell'intervento della Polizia di Stato ha quindi consentito il recupero ed il sequestro dei preziosi reperti archeologici prima che gli stessi venissero venduti illecitamente e l'uomo, che li deteneva illegalmente, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Genova con l'accusa di ricettazione ed impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, secondo quanto previsto dall'art. 176 del "Codice dei beni culturali".    

L'importante iniziativa intrapresa dal Distaccamento Nautico di Alassio rientra fra le attività di contrasto al fenomeno relativo il traffico illegale di reperti archeologici che, trafugati dai numerosi relitti sommersi antistanti la costa Ligure, vengono immessi sul mercato nero e spesso venduti all'estero per far bella mostra all'interno di private abitazioni.             

Sarà cura degli esperti della Soprintendenza Archeologica della Liguria, compiaciuta per l'eccellente recupero, prendere in carico le anfore ed esaminarle per dare loro una classificazione secondo la tavola Dressel.  

Redazione

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