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Cronaca | 17 maggio 2019, 18:31

Sicurezza urbana in provincia di Savona: invariate le denunce per furto, aumentano denunce incendi sul territorio provinciale, -30% di furti in appartamento nel capoluogo

I risultati del rapporto dal titolo “I delitti, le percezioni e i contesti locali” realizzato dal criminologo Stefano Padovano dell'Università di Genova

Sicurezza urbana in provincia di Savona: invariate le denunce per furto, aumentano denunce incendi sul territorio provinciale, -30% di furti in appartamento nel capoluogo

È stato consegnato alla Regione Liguria l’undicesimo rapporto sulla sicurezza urbana nel nostro contesto regionale, dal titolo “I delitti, le percezioni e i contesti locali”. L’analisi è stata condotta e redatta da Stefano Padovano, criminologo, docente dell’Università di Genova e già autore di diversi saggi sul tema, che da diversi anni ormai riceve il plauso dell’amministrazione regionale per la precisione del suo operato.

Stefano Padovano attualmente è il curatore scientifico dell’Osservatorio sulla sicurezza urbana e la criminalità organizzata, presso la Scuola di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Genova in convenzione con la Regione Liguria. Insegna Criminologia e Politiche della Sicurezza urbana in ambito universitario, per enti di formazione ministeriali e regionali a: Forze dell’Ordine, Polizia Penitenziaria, Polizie Locali e operatori del Terzo Settore.

E’ supervisore in progetti di prevenzione comunitaria rivolti a reti sociali, nonché a supporto di vittime e/o autori di reato. Con decreto del Ministero della Giustizia dal 2017 è stato nominato esperto del Tribunale di Sorveglianza di Genova.

“Voglio ringraziare il professor Padovano e l’Università di Genova per il prezioso lavoro svolto: ancora una voltaosserva la vicepresidente e assessore alla Sicurezza e Legalità di Regione Liguria Sonia Viale - questo Rapporto ci offre spunti di riflessione preziosi, anche in vista del Tavolo della Legalità che ho convocato per il prossimo 23 maggio. Credo che la fotografia emersa dall’indagine tra i giovani studenti liguri sia positiva: hanno coscienza del problema e il fatto che vogliano parlarne significa che stiamo lavorando nella giusta direzione per rafforzare quegli anticorpi indispensabili per contrastare la criminalità organizzata”.

Su un campione di 470 studenti liguri tra i 17 e i 18 anni (di Ventimiglia, Savona, Rapallo e Spezia) nell’ambito del XI Rapporto sulla Sicurezza Urbana e la Criminalità, realizzato dall’Università di Genova e curato dal professor Padovano, si è approfondito il rapporto tra “l’illegalità” e la percezione dei modelli “mafiosi”, con le ricadute di ordine sociale, professionale, economico.

Il trattato si articola poi in vari capitoli: reati contro il patrimonio, violenza sulle donne, droga, violenze domestiche, interventi degli agenti di Polizia Locale e assegnazione di TSO (Trattamenti Sanitari Obbligatori).

E veniamo così al quadro della situazione in provincia di Savona: per quanto riguarda il solo capoluogo, dal 2015 al 2017 la città di Savona mantiene una certa stabilità delle denunce che investono sia i “furti con strappo” (volgarmente detti “scippi”), sia quelli “con destrezza”, cioè che implicano tattiche di circonvenzione e di avvicinamento della vittima più complesse rispetto al semplice gesto brutale.

Dopo un assestamento quasi inverosimile registrato lo scorso anno, a fronte di un aumento vertiginoso durato un quinquennio, diminuiscono di una percentuale importante – 30% i “furti in abitazione” in controtendenza rispetto ai restanti Comuni della provincia. Il dato riferito al macrocosmo dei furti rileva la stabilità delle altre sottocategorie, mentre quelli a danno di auto, moto e ciclomotori arrivano a dimezzare nello spazio temporale di un anno. Le “truffe” e i “danneggiamenti”, compresi i “danneggiamenti seguiti da incendio”, mantengono invariate le loro proporzioni.

La provincia savonese vede invariato il numero di denunce - pressoché identico - per procurate “lesioni” e “minacce”. Medesima stabilità per i “furti con strappo” e per quelli “con destrezza”, mentre i “furti in abitazione” a carattere provinciale riprendono ad aumentare - dopo una estemporanea flessione del 20% registrata lo scorso anno - toccando, in valori assoluti, i 1840 casi all’anno. Al netto di una stabilità generale per quanto concerne i furti “di motocicli” e di “ciclomotori”, anche le “truffe” registrate, seppure sopra le migliaia, non alterano i propri valori.

In ultimo, una segnalazione particolare va rivolta alle denunce di “incendio” le quali, se nel 2016 erano nell’ordine di poche decine, nel 2017 sono raddoppiate, colpendo sia la costa savonese, sia il suo entroterra. 

Alberto Sgarlato

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