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Politica | 17 maggio 2019, 15:11

Proposta di legge del Pd per prorogare al 30 aprile 2020 l’installazione della videosorveglianza nelle strutture sociosanitarie

Rossetti: "Il rischio è che la legge nazionale confligga con quella ligure e le strutture non possano accedere agli incentivi"

Proposta di legge del Pd per prorogare al 30 aprile 2020 l’installazione della videosorveglianza nelle strutture sociosanitarie

 

Prorogare il termine per l’installazione dei sistemi di videosorveglianza nelle strutture sociosanitarie liguri al 30 aprile 2020. Questo prevede la proposta di legge presentata dal Gruppo del Partito Democratico in Regione Liguria, primo firmatario il consigliere Pippo Rossetti. Una richiesta che nasce a seguito del pasticcio provocato dalle legge regionale in materia - prima modificata dal Consiglio e poi bloccata da Alisa, in un cortocircuito istituzionale del tutto inedito – e in attesa della norma nazionale (che prevede anche una serie di finanziamenti ad hoc), che potrebbe cambiare modalità e requisiti.

“La proroga di un anno è indispensabile – spiega Rossetti – perché il termine ultimo fissato dalla Regione Liguria per l’installazione di sistemi di videosorveglianza in tutti i locali delle strutture sanitarie accreditate scade tra pochi giorni, il 31 maggio. Ma visto che durante la discussione alla Camera del decreto Sblocca Cantieri è stato presentato un emendamento che disciplina proprio questa materia, stanziando 5 milioni di euro per il 2019 e 15 milioni per ogni anno dal 2020 al 2024 per le opere di adeguamento, occorre fermarsi e dare più tempo agli enti accreditati. Il rischio è che una struttura realizzi gli interventi seguendo i dettami della legge regionale, ma poi, una volta arrivata la norma nazionale, non possa usufruire dei finanziamenti statali perché i due provvedimenti non sono in armonia. Visto che le strutture sociosanitarie liguri già vantano un credito molto alto con la Regione Liguria per le prestazioni fornite e l’installazione di telecamere prevede investimenti molto onerosi, sarebbe assurdo che, per seguire una norma locale poi superata da quella nazionale, restassero anche fuori dagli incentivi statali. Quindi, in attesa che lo Stato definisca bene i termini e le condizioni della nuova legge, pensiamo sia più corretto fermarci e dare un altro anno di tempo alle strutture liguri, in modo da metterle in condizione di programmare gli interventi con una maggiore certezza normativa”.

 

Comunicato stampa

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