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Politica | 18 maggio 2019, 14:56

Presentata a Toirano la lista "Non solo Centro" di Roberto Bianco

Tra i punti chiave la sicurezza stradale, il turismo, la valorizzazione delle tipicità territoriali e gastronomiche. "Puntiamo a progetti realizzabili in tempi brevi e a costi contenuti", annuncia il candidato sindaco

Presentata a Toirano la lista "Non solo Centro" di Roberto Bianco

Si è svolta ieri sera a Toirano la presentazione della lista Non solo centro, guidata dal candidato sindaco Roberto Bianco.

Ad aprire il dibattito lo stesso Bianco, che brevemente sottolinea i punti chiave del suo programma elettorale: la volontà di governare stando accanto ai cittadini “come il buon padre di famiglia”, il desiderio di ridare ai toiranesi una città viva, luminosa, ricca di attività commerciali, l’attenzione al turismo sulla base di una “rete” che dal centro storico arrivi a coinvolgere e animare tutte le zone più periferiche, con progetti che siano attivabili in tempi brevi e a costi contenuti.

La parola, poi, a rotazione, a tutti i candidati, ognuno impegnato a descrivere il proprio progetto.

Giancarlo Mattoscio, 56 anni, due figli, inizia ripercorrendo le vicende del sito ex cava Martinetto: “Nel 2005 un progetto da 800mila metri cubi di abbancamenti fu bocciato dal consiglio comunale. Oggi ritroviamo abbancamenti per 250mila metri cubi approvati con delibera di giunta. Perché approvati in giunta e non in consiglio? E perché su un progetto da 2 milioni di euro, solo 17mila euro sono di impianti sportivi? Devo per forza pensare che la restante parte sia una discarica e le discariche portano solo disagi, non soldi. Siamo in una zona carsica, qualora anche solo l’1% di quei rifiuti non fosse ben bonificato le scorie finirebbero nel Varatella. E un 1% di scorie significa comunque 2500 metri cubi, per cui non voglio immaginare le conseguenze. Sul limite imposto dall’amministrazione di dieci camion al giorno, calcolando il carico medio di un automezzo pesante significa ultimare il lavoro in 12 anni. Per questo esprimo la mia contrarietà”.

Renato Savigliano, 52 anni: “Come Mattoscio sono nato e cresciuto a Toirano, abbiamo esperienze simili, siamo di comune accordo, la pensiamo allo stesso modo. Sono tecnico specializzato in progettazione cave, siamo solo una decina in tutta la Liguria. Ho cominciato a 19 anni a fare questo mestiere, lo faccio da 30 anni e ho competenza in merito. Toirano ha due tipologie di pozzi, irrigui tra i 25 e i 30 metri di profondità, potabili a 80 metri. Mi riallaccio a quanto detto da Mattoscio sulle conseguenze che avrebbe una vallata calcarea sulle falde a 25 metri con la presenza di abbancamenti, per questo chiedo che il mio programma venga abbandonato. Sul programma: ritengo che le scuole abbiano un valore enorme e su esse sia necessario continuare a investire. Ciononostante non mi spiego la scelta di dirottare gli oneri di urbanizzazione del nuovo centro commerciale sulle scuole e non sul ponte medievale, quando tutti sappiamo che è un monumento di valore storico e architettonico da preservare. Abbiamo infatti in programma una strada di collegamento da via Maccagne alla zona Industriale al fine di salvaguardare il ponte. Sul fronte delle opere pubbliche lavoreremo su parcheggi, aree verdi, giardinetti e giochi per i bambini. Proprio in merito alla sicurezza dei bambini abbiamo in mente a costo contenuto una riprogettazione della viabilità con una rotatoria e una modifica dei sensi di marcia in quel ‘triangolo’ tra la provinciale, via del Carretto, via San Francesco, in modo da ricavare un passaggio pedonale per i bimbi che devono recarsi dalle elementari alla palestrina e per i ragazzi delle medie che devono recarsi al palasport. Porremo infine attenzione alle zone periferiche, soprattutto Carpe, e alla strada della zona industriale”.

Pier Paolo De Palma, 40 anni: “Sono nato a Genova ma le mie radici, le mie estati, le mie vacanze di Natale fin da bambino sono state a Toirano. Mio zio Luigi Cennamo mi ha messo in contatto con la lista Bianco e per essa ho sviluppato un progetto turistico che vede le grotte, il centro storico, il museo della Civiltà Contadina oggi gestito in modo impeccabile e la Certosa tutti uniti in un percorso storico, artistico e culturale, il quale culminerebbe nell’area Martinetto in un ‘archeodromo’, cioè un villaggio Neolitico di interesse per gite di scolaresche e molto altro. Il tutto affiancato da attività outdoor come la scuola di arrampicata, un circuito per il trekking, equitazione. Alla base di tutto è importante ‘ripensare’ le grotte alla luce del turismo di oggi”.

Martina Cauteruccio, 32 anni: “Oggi il turismo è cambiato, non più solo balneare ma esperienziale. Per questo è opportuno valorizzare l’ambiente e il territorio con le loro ricchezze. Nel centro storico sarà importante collocare un infopoint che fornisca cartine e guide aggiornate sia con i luoghi di interesse culturale, sia con quelli di aggregazione come bar, ristoranti, B&B e altre strutture ricettive. Bisogna aggiornare il sito delle grotte e servirle con un bus navetta gratuito per chi ha il biglietto per visitarle. Bisogna segnalare i sentieri evidenziando i collegamenti ai punti panoramici e ai paesi limitrofi. Si può attivare un servizio di noleggio biciclette per ridurre il traffico e l’inquinamento da mezzi a motore e infine, di concerto con le associazioni, si potranno progettare eventi e serate a tema da dedicare alla valorizzazione dei prodotti locali per 12 mesi all’anno, puntando così alla destagionalizzazione”.

Paolo Gazzotti, 36 anni: “Ho studiato ingegneria a Genova e mi sono specializzato in coltivazioni fuori suolo. Oggi è importante lo sviluppo rurale ed il ritorno alla terra, ma al tempo stesso non è più possibile restare ancorati a certi concetti di coltivazione tradizionale, soprattutto se legati all’uso di fertilizzanti chimici e di pesticidi che uccidono la microfauna importante per l’ecosistema. Abbiamo allo studio con la nostra lista l’introduzione di una tecnologia giapponese chiamata bocashi che contempla la produzione di biocompost dalla gestione dei rifiuti. Darebbe un ritorno di immagine a tutto il paese, diventando un’attrattiva non solo scientifica ma persino turistica”.

Serena Mattarozzi passa per un breve saluto, essendo stata intrattenuta fino a tardi da impegni di lavoro.

Carlo Ricca, 43 anni, ingegnere civile e industriale nato a Modica (Ragusa): “Il mio obiettivo è l’efficientamento energetico, sulla base delle stesse direttive dell’Unione Europea che impongono ai Comuni un risparmio in tal senso. In questa direzione si stanno moltiplicando le ESCO (Energy Service Company), nate negli USA, che si occupano proprio di predisporre per gli enti pubblici una diagnosi energetica e tramutarla in un piano di efficientamento che porta il Comune ad avere le infrastrutture (come cappotti termici, infissi, pompe di calore, illuminazione e altro) installate a costo zero a fronte di un introito percentuale per la ESCO sulla base del risparmio ottenuto. Oggi in Italia sono già oltre 500 i Comuni che hanno fatto ricorso a questo sistema e si prevede che alla fine del 2019 saranno 1200. Per quanto riguarda il pubblico decoro, mi attiverò per l’installazione di contenitori specifici per la raccolta di deiezioni canine e per i fumatori”.

Francesco Impieri, 62 anni: “Ho dedicato una vita alla ristorazione, da quando avevo 14 anni. Per Toirano vorrei vedere più strutture vive e capaci di creare occupazione, sia essa fissa o stagionale. Il centro storico dovrebbe arricchirsi di botteghe tipiche, per valorizzare i nostri prodotti, che porterebbero indotto di riflesso anche a bar e ristoranti. Vorrei occuparmi personalmente del Centro Anziani con un ciclo di eventi e manifestazioni di valorizzazione dei prodotti tipici, biologici e a km Zero. Stesso discorso vale per i bambini delle scuole: introdurli fin da piccoli a una cultura del cibo sano e attivare dei mini-corsi esperienziali dedicati al turismo e alla ristorazione, dal momento che loro saranno i nostri imprenditori del futuro e la prima ricchezza della nostra regione è il turismo. Vorrei anche portare vita ed eventi a Carpe, che oggi è veramente abbandonata a se stessa”.

Calogero (Lillo) Lo Vetere, 53 anni: “Toirano merita un grande rilancio turistico, ha tutti gli ingredienti per averlo. E per quanto riguarda le ex cave, non vogliamo un progetto che porti solo disagi senza indotto”.

Conclude Roberto Bianco e nei saluti finali stempera ogni possibile polemica e tende la mano all’altra lista: “Noi siamo qui e abbiamo presentato tante idee per il paese. Lavoriamo tutti insieme ai punti di contatto, cercando di unirci, non di dividerci, ma soprattutto stringiamoci la mano e cerchiamo di impegnarci insieme per il bene di tutti”.

 

CPE

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