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Sanità | 19 maggio 2019, 10:30

Denti e “medicina alternativa”

Cari Lettori, proprio oggi, frequentando un corso di olivicoltura biodinamica, ho sentito parlare insistentemente di omeopatia, relativamente a piante, animali e alla salute umana.

Denti e “medicina alternativa”

Cari Lettori, proprio oggi, frequentando un corso di olivicoltura biodinamica, ho sentito parlare insistentemente di omeopatia, relativamente a piante, animali e alla salute umana.

Mi rendo conto che il contesto “particolare” possa richiamare popolazione incline ad abbracciare visioni molto “alternative” riguardo alla medicina, ma ammetto, da “uomo di scienza” di essermi sentito un po’ a disagio di fronte a tante persone convinte di potersi curare grazie a rimedi privi di principio attivo (praticamente acqua e zucchero) di cui nessuna rivista scientifica a rilevante “impact factor” (la scala che ne certifica l’attendibilità) riporta una qualche prova di efficacia che sia superiore al placebo.

In ogni caso ero lì per imparare e, non avendo una formazione specifica in agricoltura, ho evitato di entrare in polemica, cercando di approfondire  invece gli aspetti più facilmente condivisibili anche dal mio punto di vista, ovvero tutte le alternative all’utilizzo di fertilizzanti chimici e di fitofarmaci che la natura stessa ci offre grazie a buone pratiche agronomiche, in particolare la consociazione di differenti piante che, vicendevolmente, si aiutano per creare un ambiente più fertile, sostenibile e resistente a malattie e parassiti.

 

Torniamo alla “medicina alternativa”: in molte specialità mediche una delle componenti più importanti per ottenere la “guarigione”, quantomeno dai malanni di lieve entità, consiste nel fatto che il paziente si senta ascoltato e messo al centro delle attenzioni da parte del medico. Il nostro organismo ha in sé stesso una notevole capacità di guarire spontaneamente e, sentire che qualcuno si prende a cuore la tua salute (anche dandoti soltanto un consiglio dietetico, una tisana o una caramella), può innescare quell’atteggiamento positivo che ci aiuta a superare un momento di defaiance.

 

In odontoiatria questo è decisamente più difficile: le patologie di bocca e denti sono normalmente causate da problemi oggettivi che, senza l’intervento diretto del dentista, non hanno alcuna possibilità di venire superati.

Esistono, in effetti, alcune scuole di pensiero che sostengono teorie “molto particolari” (del tipo che “se hai uno spazio tra determinati denti significa che non hai un buon rapporto con la suocera”) ma quando uno arriva con il mal di denti la filosofia trova poco spazio e la cura possibile è solo un intervento diretto sul dente interessato.

La psicologia riveste invece un ruolo essenziale, in odontoiatria, nell’aiutare il paziente a superare la propria ansia nell’approcciarsi alle cure e nel motivarlo ad una adeguata prevenzione delle patologie.

Riguardo all’automedicazione in odontoiatria (che risulti ispirata dai racconti della nonna o dal “dottor internet”) esistono molti “rimedi naturali”, più o meno “leggendari”, qualche volta contenenti un fondo di verità, altre volte vere e proprie bufale. Vi rimando, a questo proposito, al mio articolo, su questo argomento, pubblicato su Savona News nel 2016 http://www.savonanews.it/2016/04/24/leggi-notizia/argomenti/savona/articolo/denti-e-rimedi-naturali-realta-e-falsi-miti.html

Il mio consiglio rimane sempre quello di ragionare, non lanciarsi a capofitto in iniziative “fai da te” e, in caso di dubbi, consigliarsi subito col proprio dentista. Non abbiamo la fortuna degli squali o dei roditori, che hanno sempre denti “rinnovati”, i nostri una volta nati non hanno possibilità di rigenerazione, quindi teniamoli a conto!

 

Buona domenica!

Dr. Attilio Venerucci

Prof. A contratto c/o

Master in Laser Dentistry

Università degli Studi di Genova

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