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Speciale elezioni Finale Ligure | 21 maggio 2019, 14:28

Turismo a Finale Ligure, Folco: "L'amministrazione dovrà tornare a riconquistare il suo ruolo di regia nella programmazione"

Il candidato della lista Gualberti: "Il turismo è l'economia primaria della città. Ciò si deve riflettere in tutto, dalle opere pubbliche ai parcheggi, dal decoro urbano alla raccolta differenziata"

Turismo a Finale Ligure, Folco: "L'amministrazione dovrà tornare a riconquistare il suo ruolo di regia nella programmazione"

Quale futuro per il turismo a Finale Ligure? Ne parliamo con Paolo Folco, candidato nella lista guidata da Massimo Gualberti.

Commenta Folco: “Sono preoccupato per l’andamento dei flussi turistici in calo a parità delle altre determinanti come ad esempio le infrastrutture, che sono purtroppo sempre le stesse.

Vero che a livelli percentuali siamo ancora nei limiti fisiologici; partendo dal presupposto che una destinazione turistica non possa crescere all’infinito, è altrettanto vero che 31.000 presenze in meno in un anno pesano eccome.

Ipotizzando solo un margine di spesa di 100 euro al giorno sono 3.100.000 euro in meno che girano nella nostra zona. Doveroso fare una serena valutazione e chiedersi se è un anno ancora inseribile nel fisiologico o stiamo assistendo ad una preoccupante  inversione di tendenza”.

Le soluzioni? Spiega Paolo Folco: “Innanzitutto il Comune deve tornare a ricoprire un ruolo fondamentale di regia e di coordinamento, per un turismo che non lasci neanche il minimo dettaglio al caso ma che veda ogni aspetto pianificato e concordato con la Consulta per il Turismo, con il CLT (Comitato Locale per il Turismo, che determina la gestione degli introiti dell’imposta di soggiorno), con tutte le associazioni, che siano esse di categoria o di volontariato. E per quanto riguarda il nascente Consorzio ben venga, l’iniziativa privata è sempre da premiare, ma ritengo che da sola non basti. L’ideale sarebbe un tavolo condiviso, pubblico/privato, come era stato per PromoFinale. Questa realtà aveva dato ottimi risultati in passato”.

“Secondo aspetto chiave – sottolinea Folco – è entrare nell’ottica che oggi la risorsa primaria a Finale Ligure è il turismo, pertanto le iniziative sotto questo aspetto devono riflettersi in ogni ambito della vita amministrativa: non solo nell’accoglienza ma nelle opere pubbliche, nel decoro urbano, nel verde, nella lotta al punteruolo rosso, alla base del nostro programma per una Riviera che sia ancora degna di essere chiamata ‘delle Palme’, nella raccolta differenziata, in una programmazione razionale dei parcheggi che, da sola, meriterà un articolato approfondimento”.

“Bene destagionalizzare – ricorda ancora Folco – ma questo senza però trascurare la stagione balneare, da sempre il nostro punto di forza e ormai risicata fino a confinarsi al solo mese di luglio e una parte di agosto. Per cui, se da una parte è vero che per l’outdoor sarà il nostro ‘anno zero’, con una gestione del territorio oculata e frutto di regole condivise da tutti (le associazioni sportive, gli shuttle, i cacciatori, i proprietari dei fondi agricoli, etc), dall’altra non bisogna dimenticare che, da sempre, il nostro ‘core business’ è il mare. Un fenomeno in costante crescita che merita rispetto ed attenzione è quello della Silver Economy, cioè l’economia del turismo con i ‘capelli d’argento’: bisogna dare a chi visita la nostra città luoghi di aggregazione, un cinema, eventi di spessore artistico e culturale”.

E sul territorio?

“Partendo proprio dalla costa, in primis bisognerà contrastare il fenomeno dell’abusivismo commerciale, brutto biglietto da visita per chi arriva nella nostra città, e nel contempo regolamentare in modo adeguato i bus low-cost, che a fronte di indotti risibili portano problemi di viabilità e decoro. Questo vale per Marina, Pia, Varigotti. Proprio per quanto riguarda Varigotti, ricordiamoci che se la Liguria deve scegliere un luogo ‘magico’ per una cartolina, un video promozionale, qualsiasi materiale illustrativo, Varigotti è sempre tra le prime scelte assolute per la sua bellezza, insieme a Portofino e Cinque Terre. Per cui, se come promesso dalla Regione saranno stanziati dei contributi per la salvaguardia del rione, interverremo immediatamente sulla passeggiata. Con le associazioni di Varigotti, inoltre, procederemo a una convenzione per la tutela e la manutenzione di un luogo suggestivo come il promontorio di Punta Crena.

Su Finalpia bisogna ridare il senso di paese, ricostruendo la ‘vita del borgo’ attorno a luoghi importanti come l’Abbazia, il Monastero, il Cinema Angelicum, l’Oratorio. Sono stati effettuati lavori importanti sul rione, i sottoservizi erano da fare, ma questo ha per lungo tempo penalizzato il commercio. Ogni piccola bottega che chiude uccide una fetta di memoria storica di un luogo: bisogna agire in controtendenza per ridare a residenti e turisti un rione vivo e pulsante dal punto di vista emozionale.

Il turismo può e deve arrivare nelle frazioni, da Lacremà, il borgo vecchio di Calvisio, che può ospitare eventi e manifestazioni dedicati all’enogastronomia, alle tipicità del territorio, al Km Zero, fino a un monumento come la Chiesa dei Cinque Campanili di Perti che, sulla scia del successo dei concerti nella chiesa di San Lorenzo a Varigotti, può ospitare rassegne musicali analoghe”.

“Il tutto – conclude Folco – ovviamente supportato da una promozione adeguata, anch’essa frutto di programmazioni concordate con la Consulta del Turismo, il CLT, le Categorie, per arrivare a investimenti mirati con il coinvolgimento di aziende all’altezza della situazione. Bisogna puntare sulla conquista di tre step fondamentali da parte del turista: esperienza, ritorno, fidelizzazione”.

 

 

CPE

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