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Economia | 27 maggio 2019, 09:53

Limitare l’esposizione agli schermi con luce blu migliora il sonno negli adolescenti

Il sonno negli adolescenti può essere migliorato dopo una sola settimana di contenimento all'esposizione agli schermi con luce blu.

Limitare l’esposizione agli schermi con luce blu migliora il sonno negli adolescenti

Il sonno negli adolescenti può essere migliorato con una sola settimana di limitazione della loro esposizione serale e notturna a schermi che emettono luce blu, come ad esempio avviene con smartphone, tablet e computer. Ad affermarlo sono i risultati di una recente ricerca in presentazione a Lione, in occasione della riunione annuale della Società Europea di Endocrinologia.

Lo studio, analizzato anche dai colleghi del sito web Inran.it, indica che limitando l’esposizione a dispositivi che emettono luce blu la sera, gli adolescenti possono migliorare la qualità del sonno e ridurre i sintomi di affaticamento, mancanza di concentrazione e cattivo umore, dopo una sola settimana.

Già altri studi recenti avevano  indicato che l'esposizione a troppa luce serale, in particolare la luce blu emessa dagli schermi di smartphone, tablet e computer, potesse influenzare il c.d. “orologio del cervello” e la produzione dell'ormone del sonno, la melatonina, con conseguente interruzione del tempo e della qualità del sonno.

La mancanza di sonno non solo causa sintomi immediati di stanchezza e scarsa concentrazione, ma può anche aumentare il rischio di problemi di salute più gravi a lungo termine come l'obesità, il diabete e le malattie cardiache. Altri studi hanno suggerito che la privazione del sonno legata al tempo dello schermo può colpire i bambini e gli adolescenti più degli adulti, anche se nessuno studio ha studiato a fondo come l'esposizione nella vita reale sta influenzando il sonno negli adolescenti a casa, e se possa essere invertita.

In questo studio collaborativo tra l'Istituto olandese di neuroscienze, l'UMC di Amsterdam e l'Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l'ambiente, i ricercatori hanno invece studiato gli effetti dell'esposizione alla luce blu sugli adolescenti in ambito domestico.

Hanno così scoperto che coloro che hanno trascorso più di 4 ore al giorno di tempo sullo schermo con luce blu avevano una notevole minore qualità del sonno rispetto a coloro che trascorrevano meno di 1 ora al giorno di tempo sugli schermi, così come manifestavano più sintomi di perdita di sonno.

Si tratta di risultati particolarmente importanti, soprattutto alla luce dell’evidenza che gli adolescenti trascorrono sempre più tempo su dispositivi con schermi a luce blu, e che i disturbi del sonno sono frequenti in questa fascia di età. “In questo studio mostriamo molto semplicemente che questi disturbi del sonno possono essere facilmente invertiti riducendo al minimo l'uso dello schermo serale o l'esposizione alla luce blu. Sulla base dei nostri dati, è probabile che i disturbi del sonno degli adolescenti e l'inizio del sonno ritardato siano almeno in parte mediati dalla luce blu degli schermi" – ha affermato il dottor Dirk Jan Stenvers, del Dipartimento di Endocrinologia e Metabolismo dell'UMC di Amsterdam.

Il dottor Stenvers e i suoi colleghi sono ora interessati a scoprire se il rapporto tra la riduzione del tempo di visione e il miglioramento del sonno abbia effetti più duraturi e se gli stessi effetti possano essere rilevati anche negli adulti.

Il dottor Stenvers aggiunge infine che “i disturbi del sonno iniziano con sintomi minori di stanchezza e scarsa concentrazione, ma a lungo termine sappiamo che la perdita del sonno è associata ad un aumento del rischio di obesità, diabete e malattie cardiache. Se ora possiamo introdurre misure semplici per affrontare questo problema, possiamo evitare maggiori problemi di salute negli anni a venire".

 

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