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Cronaca | 28 maggio 2019, 11:28

Case di appuntamento a Cairo, arrestate tre cinesi e un commerciante savonese per prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione (FOTO e VIDEO)

Negli immobili una decina di giovani ragazze, tutte cinesi, dai 20 ai 50 anni, per lo più immigrate irregolari, venivano fatte prostituire e secondo quanto emerso le donne rendevano alle tre maitresse somme di denaro contante sino a 33mila euro al mese, ricevendo sino a 24/25 clienti giornalieri e lavorando per 12/13 ore al giorno.

Case di appuntamento a Cairo, arrestate tre cinesi e un commerciante savonese per prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione (FOTO e VIDEO)

Sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione. Queste le accuse rivolte alle sorelle He Ying e Li Ying, Li Hong e il compagno Massimo Borioli, savonese, commerciante, organizzatore di mercati, che sono stati arrestati dalla Compagnia dei Carabinieri di Cairo Montenotte.

Una fitta attività di indagine per il quale erano coinvolte numerose case di appuntamento in diverse città del centro-nord Italia, scoperta proprio grazie alle segnalazioni giunte dal comune della Val Bormida con l’individuazione degli appartamenti in Corso Marconi e Viale Martiri della Libertà, a Savona invece in via Crispi.

Negli immobili una decina di giovani ragazze, tutte cinesi, dai 20 ai 50 anni, per lo più immigrate irregolari, venivano fatte prostituire e secondo quanto emerso le donne rendevano alle tre maitresse somme di denaro contante sino a 33mila euro al mese, ricevendo sino a 24/25 clienti giornalieri e lavorando per 12/13 ore al giorno.

Le maitresse provvedevano all’affitto delle abitazioni (a loro erano intestati anche gli immobili) ed al ricambio continuo delle ragazze nelle varie case oltre a gestire attraverso numerosi cellulari gli appuntamenti delle stesse cosi da mantenere il controllo ed il conteggio delle prestazioni anche se non erano presenti.

La disponibilità delle ragazze veniva pubblicizzata attraverso annunci sul sito internet Bakecaincontri.com, il quale riportava foto di giovani avvenenti che non erano quelle realmente presenti nelle case. Le donne sfruttate erano costrette a cedere sino al 70% dei guadagni delle loro prestazioni e trattandosi di donne giunte sole dalla Cina e prive di altri mezzi di sostentamento non avevo neanche la possibilità di ritornare al loro paese se non dopo lunghi periodi di sfruttamento per racimolare i soldi per andare via.

I Carabinieri sono riusciti a ricostruire tutto ciò attraverso una attenta attività di indagine tramite intercettazioni, pedinamenti e controlli e rintracciare così le 3 donne cinesi e l’uomo a Savona e Sondrio.

Sono stati denunciati a piede libero altri 5 cittadini cinesi che gravitavano nella zona del milanese, in concorso di sfruttamento della prostituzione e violazione norme immigrazione. Sono stati segnalati i clienti, cittadini residenti in diverse zone del savonese. Le ordinanze sono state firmate dal giudice delle indagini preliminari Fiorenza Giorgi su richiesta del pubblico ministero Massimiliano Bolla.

Luciano Parodi

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