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Speciale elezioni Finale Ligure | 28 maggio 2019, 11:46

Pier Paolo Cervone si rivela "vincitore morale" di questa tornata elettorale a Finale Ligure

Solo tra due "colossi" porta a casa un dignitoso terzo posto. E smentisce ogni possibile voce di dimissioni dal consiglio comunale

Pier Paolo Cervone si rivela "vincitore morale" di questa tornata elettorale a Finale Ligure

Pier Paolo Cervone è il vero “vincitore morale” di questa tornata elettorale finalese. Da solo, senza appoggi partitici, con una lista civica a suo nome e un’esperienza da sindaco risalente alla fine degli anni ’90, è riuscito comunque a conquistare un terzo posto con un 13% di preferenze, rispettabilissimo risultato.

Cervone, a che cosa sono imputabili questi numeri?

“Ho comunque dentro una grande delusione, speravo che la città rispondesse in modo diverso. Ma mi rendo conto che non è mai facile rientrare nei giochi. Francamente non mi spiego l'exploit di Ugo: ritengo infatti che siamo arrivati al voto con una città in condizioni disastrose, non si sono presentati bene dal punto di vista delle opere pubbliche, dell’ordine e della pulizia. Però il voto li ha premiati. Per quanto riguarda me penso che sia piaciuta la persona. Abbiamo esposto dei progetti, sulla viabilità, sui parcheggi, sui nuovi collegamenti stradali. Ci siamo presentati bene e avevamo delle belle idee. Peccato che agli incontri la gente fosse poca, già lì ho cominciato a capire che i giochi erano fatti”.

Quale delle liste pensi che sia stata maggiormente penalizzata dalla tua discesa in campo?

“Non saprei. Io sono sempre stato un sindaco di centrosinistra, ma avevo anche alcuni candidati di centrodestra nella mia lista. Diventa troppo difficile stilare una statistica, si votano le persone senza analisi di tipo ideologico o politico. Non avevamo caratterizzazione partitica”.

E adesso? Come sarà il Cervone all’opposizione?

“Smentisco tutte le voci secondo le quali non farò parte del consiglio comunale e mi dimetterò. Che cosa farò? Vediamo che cosa succederà, seguirò attentamente i lavori del consiglio. Sappiamo però quanto poco incide il lavoro di un consigliere comunale di opposizione… Talvolta riescono a contare poco persino quelli interni alla maggioranza, che si limitano ad alzare la mano senza aprire bocca. E poi mi rituffo nei miei libri e nelle mie conferenze, che in questo momento mi regalano maggiori soddisfazioni della politica”.

Alberto Sgarlato

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