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Val Bormida | 05 giugno 2019, 07:35

Tumori in Val Bormida: contesto ambientale e dati di monitoraggio. Lo studio epidemiologico presentato a Cairo

L'indagine ha reso tassi di mortalità e ricovero, in particolare per il tumore dello stomaco significativamente superiori a quelli liguri, sia nei maschi, sia nelle femmine

Tumori in Val Bormida: contesto ambientale e dati di monitoraggio. Lo studio epidemiologico presentato a Cairo

Nel pomeriggio di ieri nella cornice del Teatro "Osvaldo Chebello" di Cairo Montenotte, si è tenuto l'atteso incontro sullo studio epidemiologico dell'Ist sulla mortalità in Val Bormida. L'obiettivo dell'incontro era quello di spiegare i dati dello studio alla cittadinanza valbormidese. 

Come noto, nel febbraio 2018, la Regione aveva pubblicato sul sito internet della Regione stessa ambienteinliguria.it, uno studio epidemiologico sulla mortalità in Val Bormida, con particolare riferimento ai Comuni di Carcare, Dego, Cosseria, Altare e Cairo Montenotte, redatto dal policlinico San Martino

L'indagine ha reso noto in Val Bormida tassi di mortalità e ricovero, in particolare per il tumore dello stomaco significativamente superiori a quelli liguri, sia nei maschi, sia nelle femmine. Valori contraddittori invece per quanto riguarda linfomi e leucemie.

Un capitolo importante è stato riservato al benzene, una causa certa (secondo IARC) di leucemia mieloide acuta (LMA). Mentre non ci sono prove certe per linfomi e altre leucemie. L'inalazione è tra la principale modalità di esposizione. Tra le principali fonti di esposizione il fumo del tabacco, il traffico (fumi di carburante e gas di combustione), raffineria e cokerie. 

All'incontro hanno preso parte i tecnici dei dipartimenti Ambiente e Sanità della Regione Liguria, Ist e Arpal. Si è parlato principalmente del contesto ambientale e dei dati di monitoraggio. L'indagine di carattere geografica/descrittiva, ha fondato le proprie radici sul rapporto standardizzato (confronto con la Liguria) tra mortalità (1988-2012) e i ricoveri (2000-2013). 

Questi i dati Arpal relativi alla qualità dell'aria negli ultimi sette anni (2012-2018). Sono tre le centraline fisse presenti sul territorio comunale di Cairo Montenotte: 

- per biossido di zolfo (SO2), materiale particolato con diametro inferiore a 10 micrometri (PM10), materiale particolato con diametro inferiore (PM2,5), benzene, metalli i valori limite/obiettivo di riferimento sempre rispettati

- per NO2 (biossido di azoto): valore limite sulla media oraria sempre rispettato; media annuale: un superamento nel 2013 a Bragno

- per il benzo(a)pirene: quattro superamenti del valore obiettivo nel 2013 a Bragno, nel 2016 in tutte le stazioni, nel 2017 nella centralina situata in località Mazzucca e nel 2018 a Bragno.

Nella gallery le slide dell'incontro con i dati dello studio epidemiologico. 

Graziano De Valle

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