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Cronaca | 11 giugno 2019, 17:14

Processo Tirreno Power: continua l'audizione dei testimoni dell'accusa: ascoltato il maresciallo Attilio Sciortino

Medicina Democratica: "Le indagini dei Noe hanno constatato molteplici violazioni alle diverse prescrizioni formulate negli anni insieme alle varie autorizzazioni pubbliche rilasciate all'esercizio della Centrale, prescrizioni puntualmente disattese"

Processo Tirreno Power: continua l'audizione dei testimoni dell'accusa: ascoltato il maresciallo Attilio Sciortino

Continuano le udienze per il processo per disastro ambientale e sanitario colposo della centrale Tirreno Power di Vado Ligure che vede a giudizio 26 persone.

Dopo essere stato ascoltato lo scorso maggio il testimone dell’accusa, il commissario di polizia Monica Bellini, all’epoca dell’indagine in forza alla Procura, quest’oggi è stato ascoltato il Maresciallo Maggiore Attilio Sciortino del nucleo operativo ecologico dei carabinieri.

Il maresciallo Sciortino ha coordinato le indagini dal 2013, occupandosi delle intercettazioni telefoniche da novembre 2013 fino a dicembre 2014, concludendo l’attività nel 2015.

Erano stati acquisiti i testimoni sia a livello locale che centrale, i funzionari della Regione, della Provincia e del comune che si sono occupati della centrale oltre alla commissione deputata a rilasciare relazioni tecniche, i funzionari del Ministero dell’ambiente, il Ministero della salute e l’istituto superiore della sanità.

Nel sopralluogo del 4 novembre 2013 era stato effettuato un accesso congiunto con rilievi sulle emissioni, successivamente il maresciallo ha specificato ulteriori dettagli dell'indagine concentrandosi sulle violazioni commesse da Tirreno Power.

"Se la deposizione del Commissario di Polizia dottoressa Monica Bellini nella scorsa udienza aveva consentito di comprendere come, al seguito di una serie di esposti/denunce promossi da cittadini, associazioni ambientali e ordine dei medici, la Procura della Repubblica avesse trovato motivazioni valide e circostanziate tali da spingerla ad avviare un'indagine sulle conseguenze delle emissioni provenienti dalla centrale Tirreno Power di Vado Ligure, l'interrogatorio di oggi al Maresciallo Sciortino ha evidenziato come le indagini dei NOE abbiano constatato molteplici violazioni alle diverse prescrizioni formulate negli anni insieme alle varie autorizzazioni pubbliche rilasciate all'esercizio della Centrale, prescrizioni puntualmente disattese" spiegano dall'associazione Medicina Democratica, ammessa come parte civile nel processo insieme ad altre 10 associazioni, i due ministeri e 48 cittadini.

"I punti principali di queste violazioni sono rappresentati da una mancata copertura del parco Carbone, mancata installazione dello SME a camino, mancato avvio delle  campagne di biomonitoraggio, mancate accensioni a metano, utilizzo di olio combustibile denso con percentuale di zolfo maggiore di quella consentita. L'indagine, inoltre, ha verificato anche che la progettazione del gruppo vl6 è sempre rimasta solamente sulla carta. Il fatto che non siano mai stati effettuati accantonamenti a copertura finanziaria della costruzione del nuovo gruppo dimostra anche come fosse fondata l'ipotesi della dottoressa Giorgi, utilizzata nella motivazione del sequestro degli impianti, e cioè di trovarsi di fronte ad una specie di “specchietto per le allodole” utile solamente a consentire un ulteriore utilizzo dei gruppi a Carbone vl3 e vl4 ormai obsoleti e che senza questa prospettiva avrebbero dovuto essere chiusi immediatamente".

"Una tabella prodotta dai Pubblici Ministeri nel dibattimento, infine, ha illustrato come le direttive nazionali e internazionali abbiano progressivamente ridotto i limiti emissivi per SO2 NOx e polveri dimostrando quindi come nel tempo la presenza della centrale e le sue emissioni siano state oltremisura nocive per i cittadini e per l'ambiente, questo al di là di qualsiasi futura conclusione dell'attuale procedimento e, quindi, come lo stop imposto dal sequestro ai gruppi a carbone obsoleti sia stato assolutamente giustificato ai fini della tutela della salute pubblica e dell'ambiente" continuano da Medicina Democratica attraverso il loro referente locale Maurizio Loschi.

Sono coinvolti nel processo gli imputati: Giovanni Gosio, direttore generale dal 2003 al 2014; Massimo Orlandi, presidente del Cda in diversi periodi nonché membro del Comitato di Gestione; Mario Molinari, Andrea Mezzogori, Jacques Hugé, Denis Lohest, Adolfo Spaziani, Jean-Francois Louis Yves Carriere, Pietro Musolesi, Domenico Carra, consiglieri d’amministrazione; Mario Franco Leone, presidente del «Da» tra il 2010 e il 2014; Giovanni Chiura, Aldo Chiarini, Olivier Pierre Dominique Jacquier, Agostino Scornajenchi, Alberto Bigi , Pascal Renaud, Giuseppe Gatti, Luca Camerano e Charles Jean Hertoghe, consiglieri d’amministrazione e membri del Comitato di gestione negli ultimi anni; Ugo Mattoni, direttore della Direzione Energy Management dal 2004 al 2014; Pasquale D’Elia, capo centrale dal dicembre 2005 al 2014; Maurizio Prelati, direttore della Direzione Produzione dal 2008 al 2014; Andrea De Vito, direttore della Direzione Amministrazione Finanza dal 2007 al 2014; Guido Guelfi, direttore della Direzione Ingegneria dal 2004 al 2014; Claudio Ravetta, direttore Produzione dal 2004 al 2008 e vice direttore generale dal 2008.

Luciano Parodi

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