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Cronaca | 16 giugno 2019, 08:00

A Finale Ligure il 5G fa paura: e scatta la petizione popolare

Un appello al sindaco da parte dei cittadini per verificare gli effetti delle radiazioni sulla salute

A Finale Ligure il 5G fa paura: e scatta la petizione popolare

Una petizione popolare per frenare la corsa del 5G, in base agli studi in corso al fine di valutare l’impatto sulla salute della popolazione. Questo quanto sta succedendo in questi giorni a Finale Ligure.

Pare infatti (ma il condizionale, per il momento, è ancora d’obbligo) che Inwit, società del gruppo Telecom Italia Spa, abbia richiesto la possibilità di installare nuove antenne sui tetti di alcuni dei numerosi edifici storici di proprietà comunale.

Nello specifico, le aree da coprire per la telefonia mobile sarebbero: il lungomare Migliorini, la piazza comunemente detta “dei Cannoni”, il molo di Finalpia, il lungomare Italia, l’area portuale, il tratto di via Aurelia e di via del Capo a Varigotti e piazza Cappello da prete, sempre nel rione di Varigotti.

La petizione da presentare al primo cittadino è lunga e articolata nell’enunciare le preoccupazioni di coloro che la sottoscrivono. Sintetizzando, in essa si legge:

“Egregio Sindaco, con la presente intendiamo sottoporre alla Sua attenzione la grave e sottostimata situazione di pericolo per la sanità pubblica incombente nel territorio del Comune da Lei amministrato, attesa l'adozione sperimentale dei sistemi mobili di quinta generazione 5G.

Il 5G prevede l'installazione in modo ubiquitario nell'intero territorio comunale di nuovi ripetitori e di numerosissime nuove "small cells" che andrebbero a sommarsi alle migliaia di antenne per la telefonia mobile già esistenti.

L'ampliamento della banda e l'installazione capillare delle nuove antenne, comporterebbe un'esposizione massiccia della popolazione all'inquinamento elettromagnetico.

La situazione di rischio viene segnalata dal rapporto del 20.122018 dello Scheer - il Comitato Scientifico per la Salute, l'Ambiente e i Rischi Emergenti della UE - che individua al punto 4.4 come rischio emergente per la CE gli "Effetti potenziali sulla natura dell'aumento delle radiazioni elettromagnetiche", specificatamente in relazione alla nuova tecnologia 5G. Lo Scheer segnala infatti che "La mancanza di una chiara evidenza che informi lo sviluppo di linee guida per la tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche impreviste." Il rapporto assegna quindi al rischio derivante da tale aumento delle radiazioni elettromagnetiche il livello più alto (31), per importanza e urgenza.

Come lei ben saprà con il 5G vengono introdotte nuove radiofrequenze molto alte (onde millimetriche, mai utilizzate prima su ampia scala), che risultano prive di studi preliminari sul rischio per la salute della popolazione esposta. la frequenza di 26 Ghz, che è stata assegnata per il 5G insieme di 700Mhz e ai 3,6 Ghz - in aggiunta alle esistenti, molto più alta di quelle attualmente in uso, e i suoi effetti per uomo e ambiente restano inesplorati.

Esistono tuttavia studi scientifici pregressi che hanno riscontrato, in correlazione all'esposizione a questo tipo di frequenze, danni alla pelle e agli occhi, modifica dell'espressione genica, alterazione del ritmo cardiaco, antibioticoresistenza, ed altro ancora. Per utilizzare queste frequenze molto alte, sarebbe necessario installare le nuove antenne "small” ogni poche decine di metri, anche sui lampioni della luce e nei tombini dei marciapiedi, quindi in stretta prossimità dei luoghi di passaggio e di permanenza delle persone, incrementando in tal modo gravemente il rischio per la salute degli abitanti”.

Redazione

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