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Attualità | 20 giugno 2019, 15:00

Una loanese a Villa Zanelli: "Il tempo dedicato alla cultura non è mai tempo perso. Sbagliato dar voce solo a lamentele di arroganti e maleducati"

La testimonianza di Silvia: "Bisogna dare voce e spazio alla cultura e all'educazione in quest'era nella quale chi meno sa più urla"

La redazione ringrazia Silvia per il materiale fotografico a corredo della sua testimonianza

La redazione ringrazia Silvia per il materiale fotografico a corredo della sua testimonianza

"Si sono scritte tante inesattezze e imprecisioni in merito all'apertura al pubblico di Villa Zanelli. Io ero presente e vorrei chiarire alcuni aspetti della vicenda".

A parlare è Silvia, una affezionata Lettrice di Savonanews, loanese, grande appassionata di arte e di architettura di pregio. 

Ci racconta Silvia: "Personalmente, sin da quando ne ho ricordo ho sempre desiderato di  varcare un giorno quel cancello, per ammirare da vicino quella splendida ed imponente villa. Quando ho letto dell’evento sulla pagina facebook di Italia Liberty (che già seguivo con interesse) mi sono informata sullo svolgimento della giornata andando ai link che erano indicati per avere informazioni.

Come era chiaramente spiegato (ma purtroppo al giorno d’oggi molti si soffermano ai titoli senza andare oltre a leggere) l’evento era gratuito ma riservato agli associati di Italia Liberty. Per partecipare quindi, bastava diventare associato versando la quota (niente di strano) irrisoria di 10 € che dava diritto di essere associati per un anno e di godere delle numerose visite organizzate dall’associazione (tra cui villa Zanelli) ed accedere ad un’ampia collezione on line di trattati d’arte (molto interessanti!).

La quota poteva essere pagata con paypal o bonifico oppure iscriversi il giorno stesso in loco per poter usufruire da subito della visita. Perciò ho trovato più che vantaggioso associarmi ed approfittare subito della possibilità di visitare Villa Zanelli e conoscere quali sarebbero stati gli interventi di restauro conservativo e di destinazione d’uso. 

Sul fatto del ritardo dell’apertura dei cancelli se ne sono sentite di tutti i colori: “Le povere persone ammassate sotto il sole su uno stretto marciapiede”, “ore interminabili di attesa” ecc ecc. In realtà eravamo in attesa fuori, all’ombra delle piante della villa, senza essere ammassati perché eravamo circa una trentina di persone sul marciapiede esterno.

C’è stato ritardo? Sì. Colpa di Italia Liberty? No, in quanto non avevano loro le chiavi ma le aveva Arte Genova. Si può essere tolleranti per un ritardo? Sì, perché i dipendenti di Arte Genova che sono venuti per concederci gratuitamente il loro tempo hanno trovato traffico e mille difficoltà nel tragitto. Unico leggero disguido è stato sul momento dell’entrare fisicamente all’interno della villa perché da rilievi avvenuti il giorno prima c’erano problematiche di sicurezza che non permettevano l'afflusso di molte persone all’interno senza doverose precauzioni.

Ci tengo a precisare che i due dipendenti di Arte che sono venuti ad aprire i cancelli erano già attrezzati con i caschetti di sicurezza per 15 persone. Pertanto siamo entrati in gruppi da 15, in visita guidata con cenni storici sull’edificio, visitando solo un piano perché i piani superiori non erano stabili ed agibili. Sempre per ovvi motivi di sicurezza, coloro che si erano presentati in infradito non sono stati fatti entrare (tra cui una mamma con due bambini) mentre chi aveva le scarpe chiuse sì. Ma lì sta al buonsenso: io sapevo benissimo cosa stavo andando a visitare e sapendo che la villa è attualmente come un cantiere per via di cocci, vetri e chiodi in giro, mi sono messa scarpe chiuse e comode per andare a visitarla.

Ciò che invece non si è detto e che mi è spiaciuto per gli organizzatori, è che hanno avuto a che fare con tanta gente maleducata, che urlava di non essere interessata a sentire alcuna spiegazione storica sull’edificio definendola “roba che la trovo anche in internet se voglio” ma di voler “entrare e basta per curiosare dentro” senza dare alcun valore aggiunto di poter visitare la Villa con qualcuno informato in merito,  persone che si approcciavano alla visita come al banco dei salumi, gente che si è lamentata “perché la Villa è tutta rotta...e non volevano vedere una Villa abbandonata”, chi diceva di non aver tempo da perdere, chi voleva lo sconto, chi si lamentava di 10€ per la visita senza capire che era la quota di iscrizione all’associazione e non un biglietto di ingresso, chi pretendeva di entrare senza caschetto nonostante cartelli ovunque di pericolo e caduta detriti dall’alto, gente che indignata protestava perché gli si è detto che in infradito non si poteva entrare per ovvi motivi di sicurezza.  

Vergognoso poi che alla gentile offerta di Italia Liberty (per scusarsi degli imprevisti della giornata) di concedere nel pomeriggio una visita guidata ai palazzi storici di Savona per ammirarne l’architettura esterna con il supporto di un esperto disponibile a fare da cicerone, si sia sollevano un coro di “a noi che c… ce ne frega,  che ci importa di vedere le facciate dei palazzi Liberty” ed altre esternazioni di “altissima” cultura, senza comprendere che l’arte e l’architettura sono nelle facciate di questi palazzi dalle rilevanze storiche ma che internamente sono semplici appartamenti ormai riammodernati e privati, e che all’ulteriore gentile omaggio di libro digitale dedicato appunto a Villa Zanelli le persone abbiano urlato di non volere roba digitale ma solo cartacea…

Purtroppo i giornalisti presenti si sono dedicati solo a questi personaggi polemici che si sono presentati quel giorno senza sapere cosa si andasse a vedere... forse perché una persona che sbraita fa molto più clamore di un visitatore contento. Una sola giornalista si è avvicinata per intervistarmi ma appena ho detto che non ero arrabbiata per l’attesa e che comprendevo che ci potessero essere degli intoppi ha subito terminato l’intervista per dirigersi verso le infervorate signore in ciabatte.

Clou, la signora intervistata all’uscita della villa che ha dichiarato “non vale assolutamente la pena di vedere ‘sta villa, è tutta rotta! Non c’è niente da vedere!”. Eh sì, perché gli stucchi d’epoca, i meravigliosi pavimenti, la delicatezza degli affreschi che riaffiorano dopo anni sotto l’intonaco, la sinuosità delle inferriate e del corrimano dello scalone interno, l’armonia delle finestre….non sono proprio niente da vedere…

Un po’ di confusione penso si sia creata dal dare libero accesso gratuito a chi curioso è entrato successivamente nel giardino (visti i cancelli aperti) da parte di Arte Genova con l’intento di rimediare ai loro ritardi, perché in realtà era un evento per gli associati.

A me la visita nonostante la bagarre è piaciuta, sognavo di entrarci da anni e ho fatto foto bellissime. E se riesco ci torno per fare altre foto finché si può".

Redazione

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