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Economia | 09 luglio 2019, 11:13

Sconto in fattura in cambio della detrazione fiscale: l'Agcm raccoglie l'allarme di Confartigianato

Mangano (Confartigianato): «Le nostre micro e piccole imprese sarebbero tagliate fuori a favore delle grandi realtà con maggiore liquidità».

Sconto in fattura in cambio della detrazione fiscale: l'Agcm raccoglie l'allarme di Confartigianato

Lo sconto in fattura per i lavori edili relativi a ecobonus e sismabonus rischia di distorcere la concorrenza del mercato, a danno dei micro e piccoli imprenditori. A dirlo è l’Agcm, Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha recentemente riconosciuto e condiviso le ragioni espresse da Confartigianato in merito a quanto prevede l'articolo 10 del decreto Crescita.

La misura, approvata in via definitiva dal Senato e fortemente contestata da Confartigianato, prevede che i cittadini che effettuano lavori di riqualificazione energetica o antisismici, possano chiedere, in alternativa alla detrazione fiscale dal 50% all’85% spalmabile in dieci anni, uno sconto immediato sulle fatture da parte dell’impresa che ha realizzato i lavori. Secondo il decreto, l’impresa potrà farsi rimborsare tale sconto dallo Stato tramite un corrispondente credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque anni.

Per l’azienda è anche possibile cedere il credito così acquisito ai suoi fornitori di beni e servizi, ma non potrà cederlo a istituti di credito e intermediari finanziari. Per esempio, per una ristrutturazione da 20 mila euro, il proprietario della casa avrebbe diritto a una detrazione fiscale del 65%, pari a 14.300 euro (da recuperare in dichiarazione dei redditi in 10 anni). In base al dl Crescita, tale cifra potrebbe essere subito scontata, cedendo il credito a chi ha eseguito i lavori: di fatto, il committente pagherebbe “solo” 5.700 euro, mentre i restanti 14.300 euro rimarrebbero a carico dell’impresa. Secondo l’Agcm, l'attuale formulazione della norma potrebbe quindi creare restrizioni della concorrenza nell’offerta di servizi di riqualificazione energetica, a danno delle piccole e medie imprese, favorendo i soli operatori economici di maggiori dimensioni.

«Esattamente quanto sostiene Confartigianato, contestando fortemente questa misura – commenta Vito Mangano, presidente di Confartigianato Liguria Costruzioni – Il meccanismo penalizza proprio le migliaia di micro e piccole imprese del “sistema casa” che non si trovano di certo nelle condizioni economico-finanziarie di poter anticipare uno sconto di tale ammontare al cliente, né possono sopportare l’onerosità dell’operazione di cessione del credito. Il rischio è quello di tagliare fuori dal mercato le nostre piccole realtà edili, favorendo le aziende più strutturate, con maggiore liquidità e più capacità organizzativa e finanziaria».

Nel 2018, in Liguria, le detrazioni per ristrutturazioni ed ecobonus hanno incentivato investimenti per oltre un miliardo e 100 milioni di euro. Si tratta del settimo valore in Italia, su un totale di 28,6 miliardi di euro di investimenti nel Paese. Misure che hanno avuto un effetto positivo anche sull'occupazione nel settore edile.

«Di per sé il bonus ristrutturazioni – sostiene Mangano – ha sicuramente finalità positive, ma inserendo nella misura una possibilità di sconto immediato per il committente, il rischio è quello di vanificare i benefici finora ottenuti, mettendo fuori gioco i nostri artigiani, che si troverebbero subito di fronte a un problema di liquidità. Confidiamo che, anche in considerazione del parere espresso dall'Agcom, la legge possa essere cambiata in favore di un maggior equilibrio concorrenziale sul mercato».

Comunicato Stampa

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