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Attualità | 12 luglio 2019, 19:14

"La mia tana": ieri sera a Spotorno la presentazione del libro di Sabrina Volpe

Un vero e proprio talk show con ospiti autorevoli sul palco e tra il pubblico

La redazione ringrazia Laura Candelo, autrice degli scatti presenti in questo articolo, per la gentile concessione

La redazione ringrazia Laura Candelo, autrice degli scatti presenti in questo articolo, per la gentile concessione

Lo spirito disteso di una serata amichevole e colloquiale, ma una grande densità di contenuti. Questo potrebbe essere il sunto del “talk show” svoltosi ieri sera alla Sala Congressi Palace di Spotorno e articolato attorno a “La mia tana”, il romanzo a tinte fortemente autobiografiche della scrittrice spotornese Sabrina Volpe.

A “rompere il ghiaccio” con il pubblico, ruolo sempre estremamente arduo in circostanze come queste è stato Doadj, caro amico di lunga data dell’autrice, nonché colui che forse più di chiunque altro l’ha spronata a dedicarsi all’attività letteraria e convertire quella che era una raccolta di ricordi di una vita in un testo da pubblicare.

A portare i saluti dell’amministrazione comunale sono stati il sindaco Mattia Fiorini e l’assessore alla cultura Gian Luca Giudice i quali, però, hanno svolto anche “le veci” di Monica Canepa, assessore al commercio e alle politiche sociali. Giudice ha infatti consegnato a Sabrina Volpe un “cadeau”, un mazzo di fiori mandatole proprio da Monica Canepa, trattenuta da impegni di lavoro.

Un “talk show”, dicevamo: infatti partendo dall’assunto di un sopruso subito da Sabrina Volpe in giovanissima età (che non vi racconteremo nei dettagli, perché è alla base di gran parte del libro, e quest’opera merita di essere letta, non raccontata), si è parlato dell’attuale condizione della donna assieme a due esponenti del sesso femminile che, in contesti legati al mondo dell’associazionismo, stanno lottando duramente, giorno dopo giorno, per la tutela dei diritti della donna.

Con Laura Galtieri, segretario provinciale del Siulp (Sindacato Lavoratori di Polizia), si è parlato delle iniziative come le “sale rosa”, luoghi accoglienti e rassicuranti all’interno delle Questure e delle Stazioni di Polizia per aiutare le donne e i minori vittima di qualsiasi episodio drammatico a denunciare in un contesto rassicurante e discreto.

Con Patrizia Colman, presidentessa dello Zonta Club Finale Ligure si è parlato della storia di questa associazione, nata 100 anni fa e oggi riconosciuta dall’ONU e presente in oltre 40 nazioni del mondo.

Ad intervistare, con grande dolcezza e sensibilità, l’autrice Sabrina Volpe è stata la giornalista di TgEvents Elisabetta Mandraccio, che in modo garbato ed elegante ha guidato per mano la scrittrice a mettersi a nudo in tutto il suo vissuto. Gli ospiti sono invece stati introdotti e “raccontati” da Alberto Sgarlato, giornalista di Savonanews, che ha anche punteggiato il dibattito con domande di carattere più tecnico, come “l’autoimprenditorialità” offerta dal crowdfunding o le risorse dei social network.

Proprio a proposito di social network, i dati su fenomeni come l’hating, lo stalking o il cyberbullismo sono a dir poco preoccupanti: da questo punto di vista il sindaco Fiorini e l’assessore Giudice hanno sottolineato l’importanza della scuola come contesto formativo anche nel campo dei sentimenti e di quanto il Comune di Spotorno stia lavorando nel sociale proprio in questa direzione, con progetti come lo psicologo scolastico.

Patrizia Colman, di Zonta Club, ha ricordato che in tal senso la sua associazione collabora con lo sportello antiviolenza “Artemisia Gentileschi” ad un progetto scolastico denominato “corpo ed emozioni in adolescenza”.

Si è parlato di donne che portano per sempre delle ferite nell’anima, ma anche di donne che per queste ferite muoiono: un nome su tutti, nel nostro comprensorio, è quello di Janira D’Amato, trucidata con innumerevoli coltellate a soli vent’anni dall’ex fidanzato Alessio Alamia e citata proprio nel libro di Sabrina Volpe. La segretaria del Siulp Laura Galtieri ha raccontato di un’emozionante progetto, realizzato in collaborazione con il Lions Club e intitolato “Ultimo appuntamento”, che si articolava in tre parti: un incontro con gli studenti dell’istituto Alberghiero “Migliorini” di Finale dove la piccola Janira “Shaky” aveva studiato, un grande congresso con specialisti del settore e operatori delle forze dell’ordine all’Auditorium di Santa Caterina a Finalborgo, e l’inaugurazione di una “panchina rossa” per non dimenticare, proprio davanti a quel muretto accanto alla scuola dove Janira si fermava a volte a mangiare un pezzo di focaccia con le amiche.

Si è parlato anche di uomini, naturalmente: uomini che aggrediscono ma anche uomini che salvano, come le figure importanti nella vita di Sabrina Volpe. E non è detto che il suo prossimo libro, già in lavorazione, non parli anche di uomini. L’attesa e la curiosità salgono…

Tanti ospiti sul palco ma anche tra il pubblico, tra cui Mara Scarone, la fotografa autrice dello scatto di copertina, una delegazione dello Zonta e una di Rete Genitori Lettere Volanti, associazione impegnata sul fronte dei giovani DSA (Differente Stile di Apprendimento).

Al termine dell’incontro la scrittrice Sabrina Volpe si è intrattenuta ancora a lungo a firmare autografi e dediche sulle copie dei libri dei suoi numerosi lettori.

Redazione

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