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Attualità | 23 luglio 2019, 14:20

Da settembre l'addio di Finalpia alle suore dei "rondinini"

Le ultime tre Sorelle, Suor Assunta, Suor Agnese e Suor Rosina, confluite nelle Piccole Suore Missionarie nella Carità, si trasferiranno a Legino nella casa che fu della fondatrice Marchesina Valdettaro

Nelle foto, in sequenza: il momento della firma che decreta la "fusione" tra Nido di Rondini e PSMC e l'avvenuta fusione

Nelle foto, in sequenza: il momento della firma che decreta la "fusione" tra Nido di Rondini e PSMC e l'avvenuta fusione

Dopo quarant’anni si è chiuso un capitolo fondamentale nella storia di Finalpia e del Finalese in generale. Suor Assunta, non certo per volontà personale ma per tutta una serie di circostanze concomitanti, ha dovuto dire addio ai suoi “Rondinini”, generazioni e generazioni di bambini dei quali si è presa cura in modo amorevole e scrupoloso.

L’asilo di Finalpia verrà gestito da una cooperativa, non per scelta delle Suore ma degli attuali proprietari della struttura.

Va altresì detto che, dopo una serie di incontri tra il Comitato Genitori dei bambini di Finalpia con il Comune (nello specifico con l’Assessorato ai Servizi Sociali) e con la gestione della cooperativa subentrante, le famiglie si sono dette rassicurate per quanto riguarda la continuità dei servizi offerti (leggi tutti i dettagli QUI).

Per inquadrare la vicenda facciamo un po’ di storia e partiamo dal 29 giugno del 1915, quando la Marchesina Maria Giuseppina Valdettaro viene chiamata a Tortona da Don Orione per diventare sua prima collaboratrice nella fondazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità di fatto il ramo femminile dell’Opera don Orione.

Di questa realtà la Marchesa è la prima Superiora (inizialmente laica, prenderà i voti più avanti). Nel 1925, dopo 10 anni, esce dalle Piccole Suore Missionarie, torna nella casa di proprietà del fratello Giulio Valdettaro a Legino e, nel 1927, fonda l’Opera di Santa Teresa del Bambin Gesù “Nido di Rondini” per accogliere l’infanzia bisognosa. L’allora Vescovo di Savona Pasquale Righetti concede la Certosa di Loreto alla Villetta che viene acquistata dalla Valdettaro centesimo su centesimo. Mentre alla morte del fratello Giulio, Maria Giuseppina acquista dagli eredi del fratello defunto il palazzo di Legino.

Al decesso della marchesina, avvenuto il 2 maggio 1984, per lascito testamentario devolve tutto all’Opera Pia, quindi non alla Chiesa ma, di fatto, alle suore e ai loro “rondinini”. Ogni bene che l’Opera possiede è stato donato dai benefattori esclusivamente per i bambini più bisognosi. (come l’edificio “Villa Lidya” donato dalla Signorina Drione, ancora in vita).

Le suore si sono occupate nel tempo del mantenimento di questi beni adattandoli e migliorandoli per le necessità dei bambini. Tutti questi immobili se oggi sono ancora in piedi è perché nel tempo sono stati manutenuti dalle suore che con i loro sacrifici hanno rinunciato a tutto esclusivamente per i loro piccoli.

Le suore dell’Opera Santa Teresa del Bambino Gesù - Nido di Rondini – sono suore Diocesane, Consacrate al Signore con i voti annuali, guidate da una superiora Generale (ad oggi Suor Assunta) e dalle Costituzioni sotto la direzione e la protezione del Vescovo Diocesano. Gli anni passano, le situazioni cambiano, finché le storiche suore del “Nido di Rondini” si ritrovano a essere soltanto quattro. Ma nel momento in cui Suor Adelina viene a mancare a maggio, restano solo Suor Assunta e le sue fedeli consorelle Suor Rosina e Suor Agnese. Troppo poche per gestire le tre strutture del “Nido di Rondini” a Finalpia, a Legino e alla Villetta e per accompagnare le due rondinine che, essendo fragili necessitano sempre delle stesse cure ed attenzioni, non sono mai state adottate pertanto sono rimaste in casa a vivere con loro.

Decenni fa si separò l'Opera Santa Teresa in Opera e Fondazione; alla Fondazione, non gestita dalle suore, fu intestato ogni bene mobile e materiale (ragione per cui si trovano a non poter più gestire l’asilo di Finalpia). L’unico modo per “salvare” l'Opera è la fusione con le Piccole Suore Missionarie della Carità (spesso indicate sotto la sigla PSMC).

Ora che le suore sono rimaste in 3 sono state costrette a fondersi con le PSMC, avendo ricevuto come unica possibile alternativa di tornarsene a casa dai parenti dopo una vita donata a Dio. Passando con le Suore di don Orione, diventano una Congregazione di Diritto Pontificio uscendo dalla “protezione” vescovile. In questo modo però essendo tutti i beni intestati alla Fondazione, alle Suore rimane la sola casa della Fondatrice mancata nell'84 dopo averla comprata della sua famiglia centesimo su centesimo.

Dopo il contatto con Madre Mabel Spagnuolo, il 29 giugno del 2019, data dal forte valore simbolico, 104 anni dopo la fondazione ad opera di Maria Giuseppina Valdettaro, si svolge la cerimonia solenne con l’ingresso dell’Opera di Santa Teresa del Bambin Gesù nelle Piccole Suore Missionarie della Carità. Un momento storico, ma anche una perdita importante per il Finalese: da settembre, infatti, le tre Suore si riuniranno in Palazzo Valdettaro a Legino che è sempre stato il cuore dell’Opera Santa Teresa del Bambino Gesù; in questo luogo la Madre fondatrice è nata, vi è stata battezzata, ha fondato l’Opera e vi è morta, un luogo che continua, in ogni suo angolo, a raccontare della Madre Valdettaro e della Sua Opera, molto caro sia alle suore dei Rondini che hanno conservato intatta la stanza della Fondatrice, sia alle PSMC che mai hanno dimenticato la figura della loro prima Superiora, braccio destro di Don Orione. È per questo motivo che le suore, dovendo decidere quale edificio tenere hanno optato per il palazzo di Legino che ha una storia troppo importante da tramandare.

Qui le suore Assunta, Agnese e Rosina si stabiliranno da settembre. La Diocesi di Savona perderà così l’unico Istituto Diocesano canonicamente eretto che aveva in essere.

Mai si potrà dimenticare l’Opera Santa Teresa che in tutta la provincia di Savona ha lasciato un ricordo splendido di affetto e stima da parte sia di credenti sia di non credenti. Sì, le suore dell’Opera hanno accolto chiunque chiedesse aiuto, sempre abbandonate alla Provvidenza Divina. Quanti bambini hanno trovato un tetto sicuro, un nido accogliente ove trovare amore. Le Suore, Madri a tutti gli effetti, hanno sempre messo prima di tutto i bisogni dei Bambini; piccole rondini…. Le rondini, sono gli unici uccelli del cielo che non vengono cacciati, nessuno osa sparare loro; e così in Savona, nessuno osava sparare ai rondinini, anzi, tutti i cittadini, di ogni schieramento politico, aiutavano le piccole “rondini”.

Negli anni qualcuno ha tentato di “sparare alle rondini” ma queste hanno trovato un nido sicuro. Loro che per tutta la vita hanno accolto, ricevono oggi quanto hanno seminato e vengono accolte dall’abbraccio di una famiglia, quella Orionina, che mai si è dimenticata delle origini in comune, mai le PSMC hanno dimenticato la Madre Valdettaro.

L’Opera Santa Teresa finisce il suo operato, ma mai e poi mai si potrà dimenticare tutto quello che è stato fatto. Le Suore sono state capaci di tessere relazioni durevoli nel tempo, non solo di crescere bambini ma anche di allevare, nell’esempio della fede, tanti adulti. Hanno costruito un nido nel nostro cuore e, se è vero che l'Opera Santa Teresa del Bambino Gesù, non avrà più questo nome, vivrà per sempre nei cuori di molti. Nonostante sembri che le rondini volino lontano, oltre il mare, tornano sempre per ricostruire il loro nido.

A Legino le suore continueranno con il proprio Carisma che viene trasmesso alle PSMC, una vera e propria fusione, nulla si perde; l’Opera Santa Teresa del Bambino Gesù viene assorbita dalle Piccole Suore Missionarie della Carità ma ognuna ha da insegnare qualcosa all’altra per arricchirsi vicendevolmente, così come si deve fare nella chiesa, nella chiesa vera; senza tante lotte di potere o di denaro, un arricchimento spirituale veicolato dalle persone che ne sono le custodi, in questo caso le suore che sicuramente continueranno il loro apostolato.
















Alberto Sgarlato

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