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Attualità | 26 luglio 2019, 17:20

Volley Italia-Turchia, ad Alassio striscione "Libertà ai profughi curdi"

Un grande evento sportivo internazionale diventa cassa di risonanza anche per un messaggio politico

Volley Italia-Turchia, ad Alassio striscione "Libertà ai profughi curdi"

“Free Kurdistan refugees”, libertà per i profughi curdi. Queste le due scritte, vergate a pennarello, che nella notte sono apparse sugli striscioni pubblicitari a bordo strada ad Alassio che annunciano i tre test-match Italia-Turchia di volley femminile.

Si noti bene: non un languido messaggio d’amore, la classica frase “io e te tre metri sopra il cielo”, o il nome dell’amata circondato da cuoricini; non qualche slogan sportivo dedicato alla squadra del cuore o di dileggio verso qualche compagine avversaria.

Niente di tutto questo: un forte messaggio politico, non casuale, rivolto a un evento sportivo che ospita nella Città del Muretto una rappresentanza sportiva della Turchia.

Del resto, come è noto, i rapporti tra il governo turco e alcune minoranze etniche (in particolar modo curdi e armeni) non sono mai stati, negli anni, per nulla facili.

Questo evento sportivo di portata internazionale ha trasformato la città di Alassio nella casa della nazionale italiana femminile di volley: un importante raduno delle azzurre (con ben tre test match contro la Turchia) in vista del torneo preolimpico di Catania e dei campionati europei del prossimo agosto.

Oggi, 26 luglio, il Palasport "Ravizza" ospita l’ultima delle tre sfide contro la selezione turca. Tre giorni di gare (programmate il 24 luglio alle ore 19, il 25 luglio alle 20.30 e il 26 luglio alle 16.00) che hanno rappresentato il culmine di un collegiale partito lo scorso 13 luglio con gli allenamenti in terra alassina. Ed evidentemente l’evento non ha avuto visibilità di livello internazionale solo per quanto riguarda la sua valenza sportiva, ma anche da un punto di vista politico: un’occasione per far fare alla Città del Muretto da “cassa di risonanza” per i drammi della popolazione del Kurdistan.

A. Sg.

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