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Eventi | 26 luglio 2019, 12:25

53° Festival di Borgio Verezzi: Enzo Iacchetti e Pino Quartullo in scena con Hollywood Burger

Appuntamento il 27 e il 28 luglio sul palco di Piazza Sant'Agostino.

53° Festival di Borgio Verezzi: Enzo Iacchetti e Pino Quartullo in scena con Hollywood Burger

Hanno partecipato a molti film celebri (almeno così raccontano loro) ma nessuno li conosce: “Siamo due attori un po’ sfortunati. Uno sempre tagliato, l’altro sempre coperto”, spiegano Burt e Leon, i due sfigati protagonisti di “Hollywood Burger”, la divertente commedia di Roberto Cavosi, prodotta da La Contrada di Trieste, che Enzo Iacchetti e Pino Quartullo, anche regista, portano in scena il 27 e il 28 luglio alle 21.30 al 53° Festival di Borgio Verezzi. Il testo, mai rappresentato prima d’ora, costituisce la quinta prima nazionale del cartellone, incastonata tra l’applauditissimo “Liolà” e l’atteso “D.E.O. ex macchina” con cui Antonio Cornacchione debutterà il 30 luglio.

In “Hollywood Burger”, Iacchetti (Burt) e Quartullo (Leon) sono in compagnia di Fausto Caroli, l’inserviente della mensa per artisti degli “Studios” dove si dipana la vicenda, che li tratta come fossero intralci, inutili ingombri. I due attori mitomani, “assolutamente alla deriva, ma tenacemente aggrappati al sogno del cinema”, se ne dicono e ne fanno di tutti i colori. Si passano e spalmano sui loro hamburger senape, maionese, ketchup, in modo convulso e ingordo “come la loro voglia di far parte, in un modo o nell’altro, della magia di Hollywood”, precisa Quartullo.

Leon e Burt non smettono di fare a gara con le loro disgrazie e disavventure.

Snocciolano aneddoti con Stanley, Jack, Robert, Francis, Al, Ridley, Meryl, Giulia, citando i nomi dei personaggi più famosi come fossero intimi amici. Forse sono anche bravi attori ma il destino si è accanito contro di loro. Sono due tipiche vittime del sistema hollywoodiano, così “teneri” da parteggiare per loro, ma troppo indifesi per una giungla come Hollywood, dove conducono lo spettatore raccontando la loro vita attraverso i loro film.

Leon in “2001 Odissea nello spazio”, il capolavoro di Stanley Kubrick, era travestito da ominide, poi ha interpretato “Il pianeta delle scimmie”, dove impersonava un orango ed era uno spermatozoo in “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso”, di Woody Allen. Anche Burt ha preso parte a molti film di successo, ma il suo ruolo (dal killer omosessuale ne “Il Padrino” al vampiro postino in “Dracula”, dall’accordatore del pianoforte di Sam in “Casablanca” al venditore di preservativi ai dodici Apostoli in “Jesus Christ Superstar”) è sempre stato irrimediabilmente tagliato in fase di montaggio.

E così quei film “mancati”, famosissimi, mitici, in cui hanno lavorato senza poter essere riconoscibili o da cui sono stati poi fatti fuori, diventano per noi un viaggio nei ricordi, una parte della nostra esistenza, una sezione della nostra stessa identità. “Le frustrazioni di Leon e Burt sono anche un po' metafore delle nostre, e ognuno può riconoscere in esse le proprie insoddisfazioni”, dicono Iacchetti e Quartullo. Non sapremo mai se quello che si confidano è frutto di una crudele realtà o di una delirante follia ma le loro frustrazioni, le loro aspettative disattese di una improbabile carriera cinematografica, li rende così tragici da farli diventare esilaranti, eroici clown beckettiani del nostro mondo.

Dopo decenni, infatti, attendono ancora “l’occasione” e aspettano che passi di lì Jack Nicholson. “Aspettando Godot” degenera in Aspettando Jack Nicholson: Beckett tracima in Quentin Tarantino. Con le loro storie, Leon e Burt attraversano tutta la cinematografia americana e la loro vita, con un crescendo di aneddoti esilaranti, tensioni impreviste, rivelazioni inaspettate, fino a esplodere in un violento e paradossale finale. Un mondo che ti lusinga per tradirti e dal quale è bene rubare anche le più piccole briciole di felicità, perché è solo su quelle che si può costruire, come ci insegnano Leon e Burt, la propria vita e la propria dignità. Non esistono piccole o grandi parti, piccoli o grandi attori sullo “schermo” del mondo, esistono solo piccoli o grandi uomini.

 

Tutte le informazioni per i biglietti

La biglietteria in viale Colombo 47 è aperta dalle 10.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.30 (anche la domenica). Prenotazioni telefoniche allo 019.610167 e via email biglietteria@comuneborgioverezzi.it con lo stesso orario di apertura della biglietteria.

I biglietti sono acquistabili anche al botteghino nei giorni di spettacolo dalle 20.30 alle 21,45. Prezzi:

Primo settore: 29 euro, ridotti 27 euro

Secondo settore: 26 euro, ridotti 24 euro

Muretti: 24 euro

Ridottissimo: 15 euro (ragazzi fino a 11 anni).

Servizio di bus navetta al costo di un euro a tratta con partenza dal piazzale del Teatro Gassman (quattro corse con orario 19.15 – 19.45 – 20.10 – 20.30), e ritorno dal parcheggio di Piazza Gramsci (prima corsa 10 minuti dopo il termine dello spettacolo; tre corse a seguire a circa 20 minuti una dall’altra).

Comunicato Stampa

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