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Politica | 11 agosto 2019, 09:00

Crisi di Governo, il commento dei parlamentari savonesi, Ripamonti (Lega): "Stufi dei continui no", Battelli (M5S): "Salvini dice 'prima gli italiani', ma non ha pensato a loro"

La rottura voluta dal leader leghista e ministro dell'Interno sta ponendo fine al Governo gialloverde, una mozione dei pentastellati contro la Tav sarebbe stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso

Crisi di Governo, il commento dei parlamentari savonesi, Ripamonti (Lega): "Stufi dei continui no", Battelli (M5S): "Salvini dice 'prima gli italiani', ma non ha pensato a loro"

La crisi di Governo tra il Movimento 5 Stelle e la Lega sta scombussolando tutto il mondo politico. La rottura voluta dal leader leghista e ministro dell'Interno sta ponendo fine al Governo gialloverde, una mozione dei pentastellati contro la Tav sarebbe stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Abbiamo ascoltato gli umori di due parlamentari savonesi, l'ex assessore alla sicurezza del comune di Savona il senatore della Lega Paolo Ripamonti (in aula insieme alla deputata Sara Foscolo e al senatore Francesco Bruzzone) e per il Movimento 5 Stelle il varazzino Sergio Battelli (in Parlamento con il deputato Simone Valente e il senatore Matteo Mantero).

"La decisione che è stata presa da Salvini si è resa inevitabile dopo la questione relativa alla Tav il presidente del Consiglio dice una cosa e loro ne vogliono un'altra. Siamo stufi dei continui no sull'autonomia, sulla riforma delle tasse, la giustizia, ci sono state non poche difficoltà sull'approvazione dei decreti sicurezza" spiega Ripamonti.

"Che la parola torni agli italiani che in qualche modo decideranno, noi ci crediamo con una proposta molto seria, siamo stanchi di sentirci dire che il paese è in difficoltà, nessuno ci deve mettere i piedi in testa. Questo Governo era l'unico possibile e a fronte di quello che noi ci abbiamo messo non tutto è stato in linea con quello che era concordato, ci abbiamo sperato e provato fino all'ultimo" continua il senatore che auspica, come tutto il suo partito, al voto a fine ottobre.

 

"Stiamo vivendo la situazione in maniera lucida, il contratto di Governo era in piedi, il decreto sicurezza bis è stato molto migliorato dal M5S ma lo strappo di Salvini è incomprensibile, è riuscito nel record di far arrivare le elezioni in autunno e non accadeva da 100 anni, regalerà un esercizio provvisorio e i mercati scoppieranno,  non aveva il paese con i conti in ordine e quindi avremo problemi grossi con l'iva (un probabile aumento del 25%). Tutto questo per fine propagandistici elettorali, lui che dice sempre prima agli italiani non ha pensato a quest'ultimi, sta mettendo a rischio il paese per un capriccio" dice Battelli.

"Non abbiamo paura di andare a votare stiamo mettendo alla prova gli attuali colleghi per il taglio dei 345 parlamentari. Il primo step è andare in aula a capire chi è favorevole al taglio, noi non siamo fratello e sorella con la Lega ci siamo seduti a fronte di un contratto, sulla Tav avevamo idee differenti, se per una mozione si faccia saltare il Governo, Salvini non è solo un matto ma c'è qualcosa dietro. Diranno che ci ho governato fino a ieri con Salvini e ora lo critico, questa cosa la rivendico ma adesso lo attacco perchè ora fa una cosa indegna contro gli italiani e non tiene fede al contratto" continua il deputato del M5S.

Un altro argomento "scottante" in vista del possibile voto in autunno riguarda il vincolo del secondo mandato, i tre parlamentari savonesi del Movimento non potrebbero più ricandidarsi ma non è detto che cambi la ferrea linea con una proroga dettata dai vertici: "Il secondo mandato è un punto fermo per il Movimento 5 Stelle, io ho dato tutto quello che potevo dare, per me la questione è chiusa, se Di Maio e Grillo vorranno portare avanti una discussione sul tema con la base ci penseremo e poi nel caso si discuterà sulla piattaforma, non è importante chi c'è ma quanti siamo" conclude Battelli.

 

Sul tema abbiamo interpellato anche due esponenti del comune di Savona del Carroccio e dei pentastellati, se il vice sindaco e assessore Massimo Arecco non si può esporre per precise disposizioni dei vertici della Lega, Manuel Meles, capogruppo consiliare del M5S commenta: "La nostra posizione oggi è un po' cambiata rispetto a ieri, dal nostro punto di vista se la Lega vuole andare al voto, noi continuiamo a dire che prima si deve votare il taglio dei parlamentari, se prima si vota quello per noi non c'è nessun problema, certo qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di aver fatto cadere questo Governo che stava facendo delle cose e aveva degli impegni. Sono pretesti perchè in questo momento cercano di capitalizzare. Non abbiamo nessuna paura di andare al voto".

 

 

 

 

 

 

Luciano Parodi

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