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Al direttore | 14 agosto 2019, 20:45

Poesia per le vittime del crollo del Ponte Morandi

Riceviamo e pubblichiamo il contributo poetico di Simona Bellone per le vittime della tragedia genovese e per i loro famigliari.

Poesia per le vittime del crollo del Ponte Morandi

Quante volte siamo passati sul ponte Morandi, il ”Brooklyn” italiano, e con lo sguardo all’orizzonte inframezzato da quelle lunghe bretelle, percorso chilometri per lavoro o per vacanza. 

Ogni pensiero si fa greve ed è rivolto a tutte le vittime che ignare andavo incontro al proprio funesto destino. 

Alla vista della commozione della gente che dopo un anno si è radunata per commemorare il disastro delle 11:36 del 14 agosto 2018, e alla sensazione che tutti ci ricongiungeremo con i nostri cari in un’altra dimensione, ho scritto questa breve poesia per immortalare ogni sacrificio terreno.

 

Il ponte di Genova 

Piovono gocce scarlatte di dolore

là dove s’è infranto il ponte del cuore.

Piovono lacrime ardesie di terrore 

là dove il tempo ha fermato l’ore.


Giunte le mani son coro di preghiera 

perché ritorni presto ogni primavera.

Operose vite son da mattina a sera

perché Genova canti di gloria com’era.


E intanto son volate verso le nuvole

ignare anime in girotondi di bambole 

celesti di virtù e bianche di favole

nel Paradiso ad imbandir le tavole.


È certo che si ritorni per voler del fato

a salutar nel vento ogni volto amato

e per quel giorno eterno tanto desiato

sia tutto perfetto e di sole ricamato.

 

Simona Bellone

lettera firmata

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