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Attualità | 20 agosto 2019, 14:50

Finale For Nepal si sposta a Le Manie: stupore e amarezza per i finalborghesi

Ma il consigliere Mamberto placa le polemiche: "Nessun addio al Borgo, abbiamo voluto soltanto fare un'edizione un po' diversa per il decennale"

immagine di repertorio: un momento di una passata edizione di Finale For Nepal

immagine di repertorio: un momento di una passata edizione di Finale For Nepal

Una delle manifestazioni-simbolo di Finalborgo, e cioè “Finale For Nepal”, che coniuga impegno sociale e sport, si “trasferisce” a Le Manie.

Certo, la cosa delude numerosi finalborghesi, che affidano il loro malumore alle piattaforme social. Tanto che persino lo stesso Franco De Sciora, presidente del consiglio comunale di Finale Ligure si espone su Facebook con un post nel quale scrive: “Si tratta di una decisione che non condivido per niente”.

Non mancano i post sarcastici, come quelli dei residenti che scrivono: “Non ho mai sentito per le strade fastidi o mugugni legati a FFN. Quindi, chi ne ha deciso lo spostamento? Gli stessi quattro o cinque che hanno imposto la chiusura delle porte del Borgo?”

C’è tanta amarezza nelle parole di Alessandro Brunetti, sportivo con tante importanti vittorie alle spalle: “Da commerciante del Borgo penso che tanti sponsor presenti nel rione hanno versato per anni il loro contributo e continuano a farlo anche in questa edizione per sostenere una manifestazione che si svolge da tutt’altra parte. Io stesso prevedo, per quella settimana, una flessione degli incassi tra il 10% e il 15% in meno. E sinceramente mi dispiace per un solo motivo: perché temo che tutto ciò sia soltanto una ripicca post-elettorale di un consigliere in particolare che nel Borgo non ha avuto il riscontro che sperava. Poi sul fatto che Le Manie sia una location di una bellezza incredibile con più spazi per il campeggio e per le attività in programma, non lo metto certo in discussione. Ma il Borgo ha una valenza unica e speciale. E compiere questa scelta mi sembra fortemente irrispettoso nei confronti di tutte quelle persone che negli anni hanno investito tempo, soldi, energie e risorse sia per far crescere Finalborgo, sia per far crescere la manifestazione”.

Carlo Mamberto, consigliere comunale e persona impegnata nello sport e nel sociale, spiega così le motivazioni di questa scelta: “Volevamo fare una cosa diversa per la decima edizione. Nessuna polemica nei confronti di nessuno, nessuna decisione pianificata contro qualcuno come invece purtroppo si è letto in diversi post. Anzi, mi auguro che commercianti e artigiani di Finalborgo collaborino e partecipino con i loro banchetti. Vuole essere un’edizione ‘wild’ fortemente incentrata sul binomio uomo/natura, ma al tempo sarà qualcosa di più collegato alla 24 ore in MTB, con tanta musica e tanto cibo. Non è certo un addio al Borgo, è solo un’edizione particolare per i nostri dieci anni di storia. Da una parte siamo assolutamente consapevoli che l’evento
In una location cosi appartata potrebbe leggermente ridimensionarsi, dall’altra, però , aumentano spazi per le attività, spazi per gli espositori, parcheggi e aree comuni e comunque, farlo in mezzo alla natura, vuole essere anche un modo per tornare a
lle origini, e ricordarci che Finale for Nepal ha e deve avere sempre un unico obiettivo, la raccolta fondi per portare avanti i tanti progetti avviati in territorio Nepalese e garantire quindi una vita dignitosa e istruzione agli oltre 200 bimbi che supportiamo.”. Ovviamente (così come Olga Gattero con i Garosci de Pia o Marilena Rosa con la Pro Loco di Gorra e Olle) Carlo Mamberto dopo l’elezione in consiglio comunale ha scelto di rinunciare alla carica di presidente di FFN per mettere a tacere ogni eventuale ipotesi di conflitto di interesse verso questo progetto, del quale rimane storicamente uno dei fondatori.

Paolo Folco, candidato nella lista “Le Persone al centro” di Massimo Gualberti, con la sua proverbiale attenzione verso le dinamiche socioculturali del Borgo, commenta così: “Evito di entrare nel merito perchè non conosco le motivazioni e non vorrei essere strumentalizzato. Forse si sarebbe potuto almeno in parte mediare e, dati i tempi ristretti, garantire continuità al programma 2019. In seguito si sarebbe potuto trovare una soluzione di equilibrio che assecondasse la legittima sensibilità degli organizzatori e la composizione del programma promozionale della città. Peraltro non è chiaro se Finale for Nepal resterà ancora all'interno del Flow”.

Alberto Sgarlato

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