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Cronaca | 20 agosto 2019, 13:15

Tracimazioni di percolati nel rio Ciappe: la provincia "boccia" l'area di compostaggio a Villanova d'Albenga

La decisione è stata presa a seguito dei sopralluoghi dell'Arpal e dei Carabinieri

Tracimazioni di percolati nel rio Ciappe: la provincia "boccia" l'area di compostaggio a Villanova d'Albenga

La Provincia di Savona “boccia” il progetto di impianto di compostaggio gestito dalla Teknoservice in località Ciappe a Villanova d’Albenga.

Nel testo redatto dal Servizio Autorizzazioni Ambientali del Settore Gestione Viabilità, Edilizia e Ambiente della Provincia, vengono presi in esame gli atti prodotti dall’Ufficio Tecnico del Comune di Villanova, dalla Polizia Locale e dall’azienda incaricata, il tutto completato con le comunicazioni dell’ARPAL.

Tra le motivazioni della diffida si legge:

“I rifiuti organici venivano scaricati sul limitrofo piazzale esterno al capannone esistente e lavorati con mezzi meccanici. Nell' atto autorizzativo si prevedeva lo stoccaggio in ingresso e la lavorazione del materiale esclusivamente all'interno del capannone.

Tali rifiuti stoccati e lavorati all'aperto producevano percolato che tramite il sistema delle griglie di raccolta del piazzale recapitava direttamente in Rio Ciappe. In questo modo il percolato non veniva convogliato, come da progetto, nelle canalette poste nel capannone e dirette nell'apposita vasca di raccolta stagna, da svuotare periodicamente;

• non era presente alcun tipo di cartellonistica indicante i CER dei rifiuti presenti sul piazzale, né alcun tipo di protezione dagli eventi atmosferici, anche mobile, per i rifiuti;

• i registri di carico e scarico non erano presenti in loco;

• dall'analisi delle bolle giornaliere di scarico del materiale organico proveniente sia dal Comune di Imperia che dal Comune di Ortovero si riscontravano quantità di rifiuti in ingresso superiori alle 8 tonnellate al giorno”.

Dai sopralluoghi condotti da ARPAL e Carabinieri è emerso che:

“Nel piazzale stoccaggio maturazione compost non erano esposte etichette riportanti la tipologia del materiale. Sul piazzale era presente un impianto di vagliatura del materiale non dichiarato nell'atto autorizzativo. Il materiale non aveva alcun tipo di copertura e risultava del tutto esposto agli agenti atmosferici.

Al momento del sopralluogo la vasca del percolato risultava totalmente piena e tracimante, con interessamento del suolo circostante”.

Redazione

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