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Eventi | 08 settembre 2019, 10:19

"Dolcissima Pietra" compie 15 anni e raddoppia con la rassegna culturale Bellissima

La rassegna si terrà dal 13 al 15 settembre

"Dolcissima Pietra" compie 15 anni e raddoppia con la rassegna culturale Bellissima

Dolcissima Pietra torna nel secondo fine settimana di settembre (14 e 15) con una grande novità: l’aggiunta di una serata che inaugura la rassegna culturale Bellissima (13 settembre).

“Bellissima” sarà il contenitore culturale di Dolcissima. Il programma prevede una novità assoluta all’interno di un evento enogastronomico, la presenza di un palinsesto che accosti poesia e arte al programma di eventi collaterali di Dolcissima.

Un’altra novità è data dalla direzione artistica di Bellissima che è affidata al poeta Davide Rondoni che ha parlato di “il gusto del bello”.

Davide Rondoni, Forlì 1964, ha pubblicato alcuni volumi di poesia: "La natura del bastardo" (Mondadori 2016)  “Apocalisse amore” (Mondadori 2008), “Avrebbe amato chiunque (Guanda, 2003), “Compianto, vita” (Marietti 2001), e “Il bar del tempo” (Guanda 1999), "Rimbambimenti", (Raffaelli 2010), "Si tira avanti solo con lo schianto", (Whyfly 2013) con i quali ha vinto alcuni dei maggiori premi di poesia. È tradotto in vari paesi  in volume e rivista. Collabora a programmi di poesia in tv e radio (Rai, Sky, RtvSanMarino e tv2000) alla scrittura di film e di mostre high-tech experience e ad alcuni quotidiani come editorialista.

Ha fondato e dirige Il centro di poesia contemporanea dell'Università di Bologna e la rivista clanDestino.

Suoi recenti volumi di saggi sono "L'allodola e il fuoco, Le 50 poesie che mi hanno acceso la vita" (La nave di Teseo 2017) "Nell’arte vivendo, prose e versi su arte e artisti", (Marietti 2012), "Contro la letteratura", (Bompiani 2015), sull'insegnamento a scuola, e "Il fuoco della poesia", Rizzoli 2008, "Non una vita soltanto", Marietti 2001. Dirige le collane di poesia per Marietti e cartaCanta. È autore di teatro, di performances con musica, e di traduzioni da Baudelaire, Rimbaud, Péguy e altri.

Ha partecipato a festival internazionali di poesia in molti paesi. In prosa ha pubblicato "E se brucia anche il cielo. Guerra e amore di Francesco Baracca" (Frassinelli 2015) "Gesù, un racconto sempre nuovo", (Piemme 2013), “I santi scemi” (Guaraldi 2003) e “Hermann” (Rizzoli 2010). Per ragazzi i romanzi "Se tu fossi qui" (San Paolo, premio Andersen 2016) e "i bambini nascono come le poesie" (Rizzoli 2011) e le poesie "Le parole accese" (Fabbri 2012).

Rondoni ha tenuto corsi di letteratura negli atenei di Bologna, Milano CattolicaGenova, allo Iulm, e negli Stati Uniti (all'Università di Yale e alla Columbia University).

Principali pubblicazioni:

POESIA

La frontiera delle ginestre, Forum - Quinta generazione, 1985

O les invalides, N.c.e. 1988

A rialzare i capi pioventi, N.c.e - Guaraldi, 1993

Nel tempo delle cose cieche, N.c.e, 1995

Il bar del tempo, Guanda, 1999

Non sei morto, amore, Quaderni del battello ebbro, 2001

Avrebbe amato chiunque, Guanda, 2003

Compianto, vita, Marietti, 2003

Il veleno, l'arte, Marietti, 2004

L'acqua visitata dal fuoco, Marietti, 2005

Vorticosa, dipinta, Marietti, 2006

Apocalisse amore, Mondadori 2008

Le parole accese. Poesie per bambini e non. Rizzoli, 2009

3, Tommaso, Paolo, Michelangelo, Marietti 2009

Ballo lentamente con le tue ombre. Poesie per il tango. Tracce 2009

Rimbambimenti, Raffaelli editore, 2011

Nell'arte, vivendo, Marietti editore, 2012

Le parole accese, Rizzoli, 2013

Si tira avanti solo con lo schianto, whitefly press, 2013

NARRATIVA

I santi scemi, Guaraldi, 1996

Herman, una vita storta e santa puntata alle stelle, BUR, 2010

L'avvenimento della poesia, on-line, Guaraldi-Logos, 1999

Non una vita soltanto. Scritti da un'esperienza di poesia, Marietti, 2002

La parola accesa, Edizioni Di Pagina, 2006

Il fuoco della poesia, In viaggio nelle questioni di oggi, BUR, Rizzoli, 2008

Contro la letteratura, Il saggiatore, 2009

Nell'arte, vivendo, Marietti editore, 2012

Se tu fossi qui, San Paolo Editore, 2015

E se brucia anche il cielo- il romanzo di Francesco Baracca, la guerra l'amore, Frassinelli Editore, 2015.

SAGGI

L'avvenimento della poesia, on-line, Guaraldi-Logos, 1999

Non una vita soltanto. Scritti da un'esperienza di poesia, Marietti, 2002

La parola accesa, Edizioni Di Pagina, 2006

Il fuoco della poesia, In viaggio nelle questioni di oggi, BUR, Rizzoli, 2008

Contro la letteratura, Il saggiatore, 2009

Nell'arte, vivendo, Marietti editore, 2012

TEATRO

Giotto, l'uomo che dipinse il cielo (Compagnia Elsinor)

Barabba il liberato (per Flavio Bucci, Alvia Reale e Patrizia Zappa Mulas)

Non sei morto amore (per david Riondino e Sandro Lombardi)

La locanda, le stelle (per Andrea Soffiantini)

Compianto, vita (per Virginio Gazzolo)

Il veleno, l'arte (per Iaia Forte)

Dalle linee della mano (Teatro Biondo, Rega di Pietro Cariglio)

Passare delicatamente la mano. Per E. e per tutti (teatro Elsinore)

ANTOLOGIE E PRINCIPALI CURATELE 

Ada Negri, Mia giovinezza, Rizzoli, 1996

T.S. Eliot, I cori da La rocca, Rizzoli, 1996

La sfida della ragione, Guaraldi, 1998

Leopardi, l'amore, Garzanti, 1999

Charles Péguy, Lui è qui, Rizzoli, 1999

Dante, Commedia, Rizzoli, 2001

Il pensiero dominante. Antologia della poesia italiana 1970-2000, Garzanti, 2001

La poesia è il tempo, Franco Mara Ricci, 2007

Mettere a fuoco Dio, Rizzoli 2008

Poeti con il nome di donna, Rizzoli 2009

I fiori del Male, Salerno Editrice, 2010

Poesie 1965-1993, Giovanni Testori, Mondadori editore, 2012

A. Rimbaud, Una stagione all'inferno, Bur-Rizzoli, 2012

In questo caso si parlerà di bellezza come “armonia”.

IL BELLO E IL BUONO E tu credi, ribatté Socrate, che una cosa buona e una cosa bella siano diverse? Non sai che, rispetto agli stessi fini, tutte le cose sono belle e buone insieme? Innanzitutto infatti la virtù non è buona per alcuni fini e per altri bella, poi gli uomini si chiamano belli e buoni nello stesso ambito e rispetto agli stessi fini e anche il corpo degli uomini appare bello e buono rispetto alle stesse cose, e inoltre anche tutte le altre cose di cui gli uomini si servono sono considerate belle e buone in relazione a ciò per cui sono utilizzabili. SENOFONTE - Memorabili, III, 8

Anteprima Dolcissima

Venerdì 13 settembre si svolgerà il primo incontro della rassegna Bellissima dedicata alla poesia in abbinamento ai vini da meditazione.

L’incontro tenuto da Davide Rondoni stesso avrà per titolo:  In vino veritas: l’ebbrezza della poesia.

Davide Rondoni, leggerà alcune poesie ed al termine si svolgerà una degustazione guidata di vini alla presenza dell’enogastronomo Virgilio Pronzati.

Mentre sabato 14 settembre alle ore 21, si svolgerà l’incontro dal tema: La saggezza del bevitore di vino, un percorso di parole di spirito a cura di Paolo Lagazzi, scrittore e critico letterario. 

Inoltre, tra gli eventi collaterali, si terrà un laboratorio dedicato al rhum in abbinamento al cioccolato, partendo dalla terra di provenienza dei deversi rhum. Il programma completo dell’evento sarà pubblicato dopo il 5 settembre prossimo.

Il bello nella poesia.

Che cos’è Bello? O meglio, che cos’è il Bello? Perché, se una cosa è Bella sembra dover esistere necessariamente un altro qualcosa che faccia si che questa sia appunto Bella. Le domande sul Bello, e sui concetti che ad esse si legano, come ad esempio buono, giusto, accompagnano la filosofia fin dai suoi esordi. Sono, infatti, già tipiche del mondo greco, orizzonte nel quale si costruisce quella convinzione, radicata in Occidente fino al XVIII secolo, che Bello, seppur con tutte le varianti teoretiche del caso e le eccezioni, è l’altro nome dell’equilibrato e dell’armonioso, un calzante vestito nominale per tutto ciò che accarezza in modo pacifico i sensi. Non che a partire dal Settecento questa visione sparisca, tuttavia nasce e cresce sempre di più, accanto ad essa, nella riflessione estetica, la nozione ed il concetto di Sublime, un Bello speciale, che sa essere bello essendo anche brutto: è sublime ciò che ci scuote, non ciò che asseconda la nostra esigenza di perfezione. E così rientrano in questa nuova categoria che col Bello ha tanto a che fare quanto poco a che spartire, sia i tramonti sul mare e il Doriforo di Policleto, sia l’orrore di un omicidio e i ritratti degli alienati di Gericault. Detta in una formula, Sublime è ciò che apre un baratro eccitante davanti all’uomo, Bello è ciò che colma questo baratro e permette all’uomo di camminarvi sopra sicuro: il Bello è una debolezza, la manifestazione di una mancanza esplicita, la ricerca di una conferma salda contro l’incertezza dilagante dell’esistenza. Il Bello, facendo credere in una regola, mette al riparo dall’istinto umano, reprime l’esagerazione ed elimina il colpo di testa: esso è chiaramente un prodotto dell’uomo, mentre il sublime è un costituente naturale. Come sostenere una tesi di questo tipo? Basti pesare al fatto che sul Bello c’è, o si cerca, accordo da millenni, mentre per il sublime (lo stupefacente, in certa misura) si registra maggiore libertà: questo è un campo dove è più complesso mettere dei paletti, delle norme, e così per qualcuno è sublime il mare che spumeggia, per altri il cruento spettacolo della Corrida.

C’è nella storia della cultura un campo in cui il Bello ha sempre trovato uno spazio privilegiato d’appoggio e di fortuna: la poesia. La poesia ci viene insegnata Bella perché sa parlare di tutto, anche dello strazio e della sofferenza, in modo armonioso, grazie al suo incedere ritmico e cadenzato. Nella poesia il Bello si fa metodo, abbandonando il suo richiamo al contenuto e puntando l’accento sull’importanza che il linguaggio assume nel trasmettere le esperienze ed i pensieri. Bello e poesia sono stati eletti da millenni a componenti di un binomio universale, che come ogni credenza di questo tipo, accettata come sostrato culturale sedimentato, merita di essere analizzata e messa in discussione. Storicamente, il mattatoio della riflessione meta-poetica e meta-estetica è la filosofia: già Platone si occupò della questione. Nella Repubblica, infatti, il filosofo espone una pessima opinione della categoria di chi le poesie le compone, i poeti, descrivendoli come un danno ed un rischio per il modello del suo stato ideale, nel quale essi avrebbero potuto spargere il seme dell’adagiamento e dell’inattività intellettuale, essendo la poesia sempre copia e mai ricerca attiva, dunque vana parola che non porta conoscenza positiva. La poesia, considerata da Platone emanazione divina (di cui dunque il poeta è solo braccio) e non opera umana, corrompe il sapere filosoficamente inteso, in favore di una “conoscenza” misticheggiante e moralmente instabile (non era una rarità che i poeti rappresentassero gli dei in modo molto negativo).

Se Platone considerava la poesia un oggetto dell’altro mondo, utile a dare qualche presagio ti tipo religioso ma non a fornire vera e genuina conoscenza, da uno stesso presupposto di alterità dell’atto poetico rispetto alla nostra dimensione terrena, muove anche la riflessione filosofica di un pensatore che viene più di duemila anni dopo il greco: il tedesco Martin Heidegger. Nella sua ricerca ontologica, la poesia ha, quasi in modo stupefacente (ridicolo per i suoi coetanei neopositivisti, che lo accuseranno da tutte le direzioni tentando di farlo passare per un venditore di aria fritta), un ruolo centrale: è, infatti, essa che sembra sciogliere quel nodo strettissimo che appare l’Essere. Questa posizione muove, innanzitutto, da una centralità data dal filosofo al linguaggio nella questione ontologica, tanto che, citando un verso di Stefan George, afferma che «Nessuna cosa è (sia) dove la parola manca»: le cose sono in qualche modo perché le chiamiamo e l’uomo è perché può chiamare le cose. Come ci ricorda da Hölderlin e l’essenza della poesia, testo in cui erige a poeta-modello, appunto il tedesco Friedrich Hölderlin (1770-1843), «La poesia è istituzione in parola dell’essere», presentando implicitamente una storicizzazione dell’essere che si genera in contato con il fare poetico umano.

Ma chi chiama le cose meglio del poeta? Heidegger, contrariamente a Platone, vede nel poeta una figura cui affidare il destino dell’umanità: in Lettera sullUmanismo, non a caso afferma a tale proposito che «Il destino del mondo si annuncia nella poesia». Ma chi è il poeta heideggeriano? Potremmo definirlo un semidio, un uccello, perché sa stare in quello spazio dove nessun uomo comune può stare, a metà tra la profondità infinitamente alta del cielo (Dio) e l’elevata profondità della terra calpestata. Il poeta è un ponte e come nella vita pratica i ponti hanno, possiede una funzione pratica e sociale: unisce, con la sua sensibilità altra, ciò che per frattura è staccato e col suo appellare poeticamente dà senso a ciò che chiama e, allo stesso istante, a chi ripete ascoltando le sue parole (l’Esserci, l’uomo). L’uomo, determinato dal e nel linguaggio, comprende (per quanto possibile) se stesso e il mondo in un particolare tipo di linguaggio: la poesia.

Il progetto per i 15 anni di Dolcissima prevede attività collaterali volte alla valorizzazione della qualità della vita del Territorio pietrese, Pietra Ligure si pone come un Paese dolcissimo per accoglienza, qualità della vita e saper vivere.

Si svilupperà il tema della poesia in abbinamento a tematiche enogastronomiche e al Life Style.

Naturalmente Dolcissima è sempre esposizione di dolci in abbinamento a vini da dessert, con alcune novità in termini di allestimenti e di degustazioni.

Il Contest Dolcissimo, la nota gara di Arte Dolciaria, si svolgerà la domenica come evento conclusivo.

Il tema del Contest sarà: i dolci della tradizione ligure, con una sezione dedicata alla torta di zucca. Come di consueto potrà partecipare alla gara di arte dolciaria sia chi è un professionista del settore sia chi è un semplice appassionato, in due sezioni distinte.

Piazza Vittorio Emanuele II diventerà teatro della parte culturale di Dolcissima, con l’organizzazione della rassegna Bellissima.

Inoltre, si svolgeranno, presso Piazza San Nicolò, corsi di cucina e dimostrazioni a cura dell’Associazione Cuochi Pietrese e di alcuni chef ospiti; presso le Aree Incontri si terranno i Meeting della Dolcezza e l’enogastronomo Virgilio Pronzati curerà tutti gli incontri tematici.

In alcuni momenti saranno organizzati interludi musicali, non dimenticando lo spazio ChokoBimbo con l’animazione per bambini.

L’appuntamento è dal 13 settembre con Bellissimo e dal 14 al 15 settembre con Dolcissima Pietra.

Comunicato stampa

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