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Sanità | 08 settembre 2019, 07:00

Denti: l'importanza di avere un piano B!

IL dentista deve “saper prevedere il futuro”, ovviamente non con la sfera di cristallo ma utilizzando la propria cultura scientifica e l’esperienza maturata durante la propria carriera.

Denti: l'importanza di avere un piano B!

Cari lettori di Savona News, come in molti altri settori, anche in odontoiatria il successo di una terapia è strettamente legato alla pianificazione. Che si tratti di una semplice otturazione (in cui la scelta di forma, materiali e tecniche esecutive saranno determinanti per la durata nel tempo) o di una protesi complessa, il dentista deve “saper prevedere il futuro”, ovviamente non con la sfera di cristallo ma utilizzando la propria cultura scientifica e l’esperienza maturata durante la propria carriera.

Negli anni ho però potuto verificare che, anche facendo una pianificazione attenta, non è possibile riuscire a prevedere tutto, per diverse ragioni, soprattutto legate al paziente, le cui le condizioni possono cambiare per numerosi motivi:

·         un problema di salute generale (che, comprensibilmente, potrebbe diventare prioritario rispetto alla salute orale)

·         un problema familiare (che alteri il giusto stato di serenità che ci consente di prenderci cura di noi stessi)

·         un nuovo stato psicologico (che indirizzi, in quel momento, tutte le nostre attenzioni su un determinato interesse)

·         un mutamento lavorativo (che modifichi i nostri ritmi quotidiani, andando a mutare alcune abitudini, ad esempio alimentari)

·         un cambiamento nella capacità o della volontà, da parte del paziente, di eseguire una corretta igiene orale domiciliare, presupposto essenziale per la durata nel tempo di qualsiasi restauro.

 

È quindi opportuno che, soprattutto in presenza di lavori complessi, il dentista predisponga sempre un “piano B”, per consentire al paziente di conservare il proprio aspetto e le proprie funzioni masticatorie, anche se si dovessero modificare nel tempo alcune condizioni importanti (ad esempio se dovessero danneggiarsi irrimediabilmente dei denti o degli impianti che sostengono un lavoro protesico).

Proprio in questi giorni ho visitato una signora che utilizzava da qualche anno, con soddisfazione, una protesi fissata su 4 impianti in sostituzione dei denti inferiori.

Il lavoro, eseguito correttamente da un collega della sua città, richiedeva, per durare nel tempo, una accurata igiene orale domiciliare, che la paziente ha invece trascurato. La conseguenza è stato il riassorbimento di tutto l’osso di sostegno di uno degli impianti posteriori, con conseguenti ascessi ricorrenti, fino alla perdita dell’impianto stesso.

La scarsità di osso rende molto complesso reinserire un nuovo impianto per rifare lo stesso tipo di protesi ma la presenza dei due impianti frontali, per ora in buone condizioni, può consentire di stabilizzare una nuova protesi rimovibile, che le offra ottime performances estetiche e funzionali senza affrontare chirurgia complessa e semplificando le operazioni di mantenimento domiciliare. Quei due impianti frontali, che la paziente potrà spazzolare molto facilmente, che influenzeranno notevolmente la sua qualità della vita, rappresentano un ottimo “piano B”!

Buona domenica!

Dr. Attilio Venerucci

Prof. A contratto c/o

Master in Laser Dentistry

Università degli Studi di Genova

 

 

Attilio Venerucci

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