/ Cronaca

Cronaca | 11 settembre 2019, 16:30

Auto crivellata di colpi ad Albisola, il colpevole rileva il nascondiglio ma la pistola non si trova

In Tribunale l'albanese Ramaj Detion, autore della sparatoria ai danni dell'auto del ristoratore Steve Siragusa, ha spiegato al giudice e al pm dove ha nascosto l'arma ma i carabinieri non l'hanno trovata

Nelle foto: l'area delle ricerche

Nelle foto: l'area delle ricerche

Non ha ancora trovato una risposta la vicenda della sparatoria ad Albisola Superiore ai danni dell'Audi A3 del ristoratore Steve Siragusa, crivellata con 11 colpi d'armi da fuoco in corso Mazzini lo scorso novembre.

Questa mattina è continuato il processo che vede imputato l'albanese Ramaj Detion (arrestato a febbraio) il quale durante la sua deposizione ha fornito tutti i dettagli al giudice e al Pm Massimiliano Bolla per consentire il ritrovamento dell'arma, una pistola automatica probabilmente munita di silenziatore, sotterrata da lui nei pressi della sua abitazione in via Genova a Savona in località Valloria. Dopo diverse ricerche dei carabinieri coordinati dal tenente Matteo Ettore Grasso(la seduta intanto era stata sospesa) anche con il metal detector e con le indicazioni fornite in videochiamata da Detion, le forze dell'ordine non hanno trovato nulla.

"Nessuno sapeva dove ho messo la pistola. Ho scavato nel terrapieno vicino ad un muro e vi ho detto tutto ciò perchè sono disposto a collaborare con la legge. Avrei potuto dirvi che la pistola l'avevo buttata in un cestino" ha spiegato l'imputato appena proseguito il processo. Detai al momento dell'arresto per la sparatoria stava già scontando una pena per droga, era riuscito poi ad avere gli arresti domiciliari, revocati successivamente per aver danneggiato brutalmente la sua abitazione.

Il 40enne albanese, che era stato dipendente della pizzeria di Siragusa ha specificato in aula che non aveva minacciato il suo ex datore di lavoro: "Non l'ho cercato, se lo avessi visto gli avrei parlato e chiarito il danno. Non l'ho minacciato".

Detion inoltre, con problemi di tossicodipendenza, ha spiegato che il suo rapporto con Andrea Riotto (anch'esso arrestato dai carabinieri a febbraio) riguardava solo il consumo di sostanze stupefacenti e non la sparatoria, che vedrebbe però coinvolto un marocchino, presente con lui nella macchina ripresa dalle telecamere. Le accuse mosse si concentrano sulla tentata estorsione (che però Detion in aula ha negato, in quanto Siragusa non gli doveva dei soldi), il porto abusivo d'arma da fuoco, la ricettazione, il danneggiamento e la violenza privata, ma il processo visto che l'arma non è stata ancora recuperata non si può ritenere concluso.

"La pistola non è sparita lì da sola" ha spiegato il Pubblico Ministero in aula. Il processo intanto riprenderà il prossimo 18 settembre.

Luciano Parodi

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium