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Attualità | 11 settembre 2019, 10:08

Varazze, limitazioni sulle sale giochi: aperte al massimo 7 ore al giorno

Con un’ordinanza il sindaco Bozzano ha deciso gli orari di utilizzo delle sale giochi e apparecchi con vincite di denaro: dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 20

Varazze, limitazioni sulle sale giochi: aperte al massimo 7 ore al giorno

9-12 e 16-20. Questi saranno gli orari decisi dal sindaco di Varazze Alessandro Bozzano, di esercizio delle sale giochi e di utilizzo degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincite di denaro collocati presso attività commerciali al dettaglio, di somministrazione al pubblico di bevande e alimenti e di locali o di punti di offerta del gioco.

L’ordinanza del primo cittadino quindi riguarda l’apertura massima di sette ore giornaliere con uno spezzatino di tre ore mattutine e quattro ore pomeridiane cercando di limitare un problema, quello della ludopatia che ha visto molto spesso coinvolto proprio il comune varazzino. 

Gli apparecchi nelle ore di “non funzionamento” devono essere spenti e dovrà essere presente l’obbligo di esposizione all’esterno e all’interno del locale, ben visibile al pubblico, di un avviso che renda noto la fascia oraria, in cui è consentito l’utilizzo dei dispositivi da gioco d’azzardo leciti.

Chi violerà l’ordinanza può incorrere in una sanzione che va da 100 euro fino a 500 euro. In caso di recidiva, si applica, per un periodo non superiore di 5 giorni, la sanzione accessoria della sospensione del funzionamento di tutti gli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro collocati nel locale o nel punto di vendita di gioco.

Lo scorso anno dopo l’approvazione del nuovo regolamento comunale per contrastare il gioco d’azzardo l’onorevole del Movimento 5 Stelle Battelli aveva criticato aspramente il sindaco Bozzano facendo nascere un botta e risposta che aveva visto il primo cittadino attaccare il deputato varazzino sulle competenze del Testo Unico in materia di prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico (GAP), che, secondo Bozzano, non deve essere emanato dal Comune ma dal Parlamento.

Luciano Parodi

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