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Regione | 12 settembre 2019, 14:52

Regione, combustibili navali, Gianni Pastorino (Rete a Sinistra): "La Liguria non è pronta per recepire le nuove regole"

“Impensabile un aumento dei traffici marittimi senza intervenire sulla ecocompatibilità dei carburanti”

Regione, combustibili navali, Gianni Pastorino (Rete a Sinistra): "La Liguria non è pronta per recepire le nuove regole"

Non si registra ancora una spinta sufficiente di Regione Liguria ad armonizzare i processi produttivi con la tutela ambientale. Caso emblematico, quello sulla sostituzione dei carburanti navali: a fronte di una crescita del traffico container, che nel 2019 ha segnato un +10%, e di una forte incidenza delle navi da crociera, le Autorità Portuali non si sono ancora attrezzate per recepite le nuove regole che entreranno in vigore a gennaio 2020.

Per questo motivo in consiglio regionale è stata presentata un'interrogazione di Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria: «In breve tempo la Liguria arriverà a gestire 5 milioni di teus all’anno, oltre un numero elevato di navi passeggeri; ed è una questione che riguarda tanto Genova quanto le altre città portuali, La Spezia e Savona. Impensabile un aumento dei traffici marittimi senza intervenire sulla pulizia dei carburanti, a tutela dell’ambiente e dei cittadini – dichiara il capogruppo Gianni Pastorino -. Il primo gennaio 2020 entreranno in vigore le nuove norme sui contenuti di zolfo nei combustibili navali da impiegare in prossimità delle coste e all’interno dei porti, passando da 3,5% allo 0,5%, fino al 0.2%. Sarebbe necessario istituire un’area ECA transfrontaliera che permetta di avere ulteriore abbassamento dei gas nocivi dallo 0,5 allo 0,1».

«Altrove in Italia sono stati siglati accordi affinché la sostituzione del carburante avvenga a 12 miglia dalla terraferma. Certo: la regione non ha competenze dirette, ma non possiamo più permetterci di organizzare attività economiche senza includere a priori una rigida tutela ambientale, commisurata alle attività medesime –sottolinea Pastorino -. Questo chiama in causa la spinta della regione nei confronti del governo nazionale, dimostrando di rappresentare veramente le difficoltà e i bisogni delle comunità ligure per quanto riguarda il traffico portuale. Sulle questioni ambientali non possiamo scherzare: pochi mesi possono fare la differenza, quindi la strategia non può essere quella di aspettare 2020 per intervenire».

Comunicato Stampa

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