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Sanità | 20 settembre 2019, 09:30

Giornata Mondiale dell'Alzheimer: un incontro-dibattito in Sala Rossa a Savona

Dalle ore 9.00 di sabato 21 settembre sarà presente uno stand informativo presso Piazza Sisto IV, presso il quale sarà possibile effettuare gratuitamente semplici test cognitivi.

Giornata Mondiale dell'Alzheimer: un incontro-dibattito in Sala Rossa a Savona

Settembre è il mese mondiale dell’Alzheimer; il 21 settembre è la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, giornata celebrativa istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI).

Anche ASL 2 aderisce all’iniziativa e, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Alzheimer e col patrocinio del Comune di Savona, ha organizzato una giornata di sensibilizzazione e informazione sulla malattia e sulle risorse socio- sanitarie attive sul territorio. “L’obiettivo è da un lato ampliare le conoscenze su questa patologia che affligge un consistente numero di persone, soprattutto anziane, dall’altro è informare sulle attività ed i servizi a disposizione sul territorio utili a contrastare l’isolamento delle persone malate e dei loro familiari” spiegano gli organizzatori.

Nello specifico, sabato 21 settembre, Asl 2 ha programmando due iniziative: alle ore 17.30 un incontro - dibattito presso la sala Rossa del comune di Savona dal titolo “Il problema Alzheimer: analisi e risposte”, con gli interventi di: Mons. Calogero Marino, Vescovo di Savona; Ilaria Caprioglio, Sindaco di Savona; Ileana Romagnoli, Assessore alla Comune di Savona; Renato Giusto, Presidente consiglio Comunale Savona; Clara Simioni, Presidente Associazione Alzheimer Savona; Giuseppe Russo, Responsabile S.S.D. Demenze ASL 2; Fabio Bandini, Direttore S.C. Neurologia Ospedale S.Paolo; Giuseppe Servetto, psichiatra; Massimo Botta, avvocato.

Dalle ore 9.00 uno stand informativo presso Piazza Sisto IV, presso il quale sarà possibile effettuare gratuitamente semplici test cognitivi.   “Di fronte a questa emergenza sanitaria famiglie, medici, ricercatori, associazioni Alzheimer, istituzioni sanitarie, aziende pubbliche di servizi alla persona sono chiamati ad agire insieme per dare risposte concrete ai bisogni dei malati e dei loro familiari. Nel nostro Paese è urgente migliorare i servizi creando una rete assistenziale intorno al malato e alla sua famiglia che non li lasci soli ad affrontare il lungo e difficile percorso della malattia.” spiegano gli esperti di ASL 2. 

Sulla base degli studi epidemiologici, si stimano nella nostra regione circa 30.000 soggetti affetti da una forma di demenza, anche se il numero di quelli conosciuti dal Servizio sociosanitario ammonta a 17.000 circa. Le demenze sono disordini caratterizzati da un declino delle proprie capacità cognitive in grado di interferire con le attività della vita di ogni giorno (lavorative, domestiche e sociali). La malattia di Alzheimer, la forma più comune, rappresenta circa il 50% di tutte le demenze, la cui prevalenza, ovvero la percentuale di malattia sulla popolazione, aumenta con l’avanzare dell’età anagrafica.

In una Regione come la Liguria, dove il 28,4% della popolazione ha più di 65 anni, queste patologie rappresentano una realtà particolarmente impattante. Essendo colpite le capacità cognitive, le persone con demenze presentano difficoltà assistenziali complesse, che superano lo stretto campo fisico ma coinvolgono molteplici aspetti dell’esistenza, compresi quelli di ordine etico, legale, previdenziale e ambientale, spesso prevalenti. Per questo la “cura” della persona con demenza coinvolge l’intero nucleo familiare e la comunità nella quale vive la persona.

Il Piano Regionale demenze della Liguria, sulla scorta di quello nazionale, cerca di dare risposte a tutto campo alle persone con demenza e ai loro familiari, promuovendo allo stesso tempo anche interventi di prevenzione: consiste nella presa in carico della persona con demenza e della sua famiglia attraverso il modello della gestione integrata e multi professionale, nella logica della circolarità territorio -ospedale- territorio.

Per realizzarlo, è stato avviato un processo che prevede una nuova definizione clinico-organizzativa dei servizi ospedalieri e territoriali: creazione e sviluppo dell’architettura dei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd), 7 Cdcd sul territorio ligure con sedi centrali e periferiche, collocati capillarmente sul territorio.

IL Cdcd è il luogo dove viene effettuata la prevenzione, la diagnosi e la cura dei disturbi cognitivi e rappresenta altresì il luogo di coordinamento di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel processo di cura e assistenza del paziente in stretta correlazione con i diversi aspetti di vita. All’interno del Cdcd è presente un gruppo di lavoro multidisciplinare che segue i diversi aspetti collegati alla malattia: geriatra, neurologo, psichiatra, psicologo, un operatore sanitario e personale amministrativo.

Ogni Cdcd ha un Coordinatore che garantisce il funzionamento del Centro, assicurando uniformità nella pressa in carico su tutto il territorio regionale. Il Cdcd si occupa di creare sinergie e collaborazioni con le diverse figure istituzionali interessate ai diversi aspetti (Distretto sociosanitario, Comune, servizi residenziali e semiresidenziali, assistenza domiciliare, cure palliative, aspetti collegati alla medicina legale, collegamenti con l’Inps, con gli Uffici di prossimità in relazione alle pratiche per l’Amministratore di sostegno, Caaf, collegamento con le Associazioni di famigliari). Il Medico di Medicina generale svolge un ruolo fondamentale per arrivare a una diagnosi precoce, e deve essere il primo riferimento per le persone che notano o percepiscono delle perdite di memoria che compromettono le attività della vita quotidiana.

Comunicato Stampa

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