/ Eventi

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Eventi | 04 ottobre 2019, 14:19

Presentate ieri le "Giornate FAI d'Autunno" a cura del FAI Giovani di Albenga-Alassio

Nel fine settimana dal 12 al 13 ottobre visitabili tra gli altri Villa Mainero e Palazzo Garassini, mai aperti prima al pubblico

Presentate ieri le "Giornate FAI d'Autunno" a cura del FAI Giovani di Albenga-Alassio

Le Giornate FAI d’Autunno compiono otto anni e sono più vitali che mai. Sono “giovani” perché animate e promosse proprio dai Gruppi FAI Giovani, che anche per quest’edizione hanno individuato itinerari tematici e aperture speciali che permetteranno di scoprire luoghi insoliti e straordinari in tutto il Paese. Un weekend unico, irrepetibile, che sabato 12 e domenica 13 ottobre 2019 toccherà 260 città, coinvolte a sostegno della campagna di raccolta fondi del FAI – Fondo Ambiente Italiano “Ricordati di salvare l’Italia”, attiva a ottobre.

Due giorni per sfidare la capacità degli italiani di stupirsi e cogliere lo splendore del territorio che ci circonda, invitando alla scoperta di 700 luoghi in tutta Italia, selezionati perché speciali, curiosi, originali o bellissimi. Saranno tantissimi i giovani del FAI ad accompagnare gli italiani lungo i percorsi tematici espressamente ideati per l’occasione, con l’obiettivo di trasferire il loro entusiasmo ai visitatori, nella scoperta di luoghi inediti e straordinari che caratterizzano il nostro panorama. Itinerari a tema, da percorrere per intero o in parte, che vedranno l’apertura di palazzi, chiese, castelli, aree archeologiche, giardini, architetture industriali, bunker e rifugi antiaerei, botteghe artigiane, musei e interi borghi.

In particolare il Gruppo FAI Giovani Albenga-Alassio per questa edizione ha curato l’itinerario “Bellezza infinita, Toirano da riscoprire” che prevede l’apertura di 7 Beni più una passeggiata guidata alla scoperta del borgo medievale di Toirano.

Tra le aperture, saranno visitabili Villa Mainero e Palazzo Garassini già D’ Aste o Casa Domo de Aste (oggi B&B) mai aperte al pubblico; inoltre saranno visitabili le Grotte di Toirano, il Museo Etnografico della Val Varatella, l’Oratorio del transito di S. Giuseppe, la Chiesa di San Martino da Tours e il Santuario rupestre di Santa Lucia.

Le aperture saranno divise in tre gruppi e i Beni aperti in ciascun gruppo andranno a formare un itinerario specifico:

  1. Le Grotte di Toirano e il Santuario rupestre di Santa Lucia”:

Percorso situato a qualche chilometro dal centro di Toirano. Sarà percorribile solo il sabato e darà la possibilità ai visitatori di vivere un’esperienza unica. Alla classica visita alla Grotte di Toirano si aggiunge l’esperienza della visita al Santuario rupestre di Santa Lucia.

Modalità di Visita: il percorso è unico a contributo minimo di 5 euro e comprende la visita alle Grotte di Toirano e al Santuario di Santa Lucia. La visita è a cura degli esperti delle grotte e del Gruppo FAI giovani di Albenga-Alassio.

  • Grotte di Toirano”, Piazzale Dario, Via P. G. Maineri:

Le Grotte di Toirano si trovano a pochi chilometri dall’omonimo paese. Il complesso carsico è formato da molte cavità di cui due, la grotta della Bàsura e la grotta di Santa Lucia Inferiore, sono aperte e attrezzate per il pubblico. Le grotte di Toirano sono molto conosciute per la loro bellezza, per la ricchezza di stalattiti e stalagmiti, ma soprattutto per le importanti valenze archeologiche della grotta della Bàsura. Questa grotta infatti conserva numerosissimi resti di Ursus spelaeus, l’orso delle caverne, che la utilizzò come rifugio per il letargo e molteplici testimonianze dell’ingresso di uomini preistorici durante il Paleolitico superiore.

Il complesso turistico delle grotte di Toirano è stato aperto al pubblico nel 1953. Per una decina d’anni il percorso turistico si limitò alla sola grotta della Bàsura finché nel 1960 venne scoperta la grotta di Santa Lucia Inferiore e il percorso turistico venne ampliato.

  • Santuario rupestre di Santa Lucia”, Piazzale Dario, Via P. G. Maineri:

Questo luogo di culto, riconosciuto nel 1519 da Papa Leone X che lo univa all’ “Hospitale” posto nel Borgo di Toirano, è tra i più singolari della Liguria. Esso è posto sul versante meridionale del monte S. Pietro in un punto panoramico. Due cipressi secolari, la facciata del santuario, affiancata dalla casa detta dell’Eremita, sormontata dal campanile barocco, chiudono parzialmente l’imboccatura della cavità naturale. La chiesa è interamente pavimentata a selciato. L’altare custodisce la scultura marmorea della Santa siracusana Lucia, invocata per la protezione della vista, un tempo patrona dell’arte dei cartai, attività particolarmente sviluppata nella valle Varatella già dal XV secolo. La restante grotta, in cui si trova il pozzo con l’acqua per le abluzioni agli occhi, si inoltra per alcune centinaia di metri presentando le pareti incise dalle firme dei pellegrini e visitatori che in questo luogo si recarono attraverso i secoli.

  1. Toirano nascosta: tracce dalla storia”:

Percorso all’interno del centro storico medievale di Toirano. L’obbiettivo del percorso è quello di valorizzare le vie, le piazze, le porte, i palazzi, i dettagli, gli elementi architettonici e artistici che rendono unico il centro storico. Grazie ai ragazzi del Gruppo FAI Giovani i visitatori potranno camminare per le vie del centro alla scoperta delle bellezze che lo caratterizzano. Una visita diversa, all’aria aperta, alla ricerca del dettaglio e del particolare. Il percorso sarà percorribile sia sabato che domenica.

Modalità di Visita: il percorso, a contributo minimo di 3 euro, ha partenza dal banco centrale del FAI sito in Piazza San Martino. Gli orari di partenza dei gruppi sono quelli indicati nella scheda orari. È bene presentarsi 15 minuti prima della partenza della visita.

  1. Toirano tra il sacro e il profano”:

5 beni aperti al pubblico e visitabili grazie al contributo del Comune e dei ragazzi del Gruppo FAI Giovani di Albenga-Alassio. Per il Sacro: la Chiesa di San Martino da Tours e l’Oratorio del transito di S. Giuseppe, visitabili da tutti; per il profano il Museo Etnografico della Val Varatella e due case private: Villa Maineri e la Casa Domo de Aste, queste mai aperte al pubblico e visitabili solo dagli iscritti FAI.

  • Chiesa di San Martino da Tours”, Piazza S. Martino:

Dedicata già dall’epoca medioevale a San Martino Vescovo di Tours. L’attuale edificio risale al totale rifacimento operato sul finire del 1500. Esso fu consacrato il 1° di Agosto 1609. È una costruzione di gusto barocco. Conserva artistici altari eretti da famiglie facoltose e confraternite locali. L’altare più antico risale al 1616 ed è dedicato alla Pentecoste, mostra un dipinto attribuito alla bottega genovese dei Carlone. L’opera marmorea più importante è il pulpito del 1755. L’altare maggiore costruito nel 1719 è sormontato da un crocifisso processionale attribuito allo scultore Giovanni Battista Bissone detto il Veneziano. Nella navata destra si conserva una pala d’altare con l’effige della Vergine del Rosario, opera di autore ignoto degli inizi del XVI Sec. L’intera navata centrale, il presbiterio e l’affresco presente in facciata, vennero eseguiti dal 1890 in poi dal pittore Gerolamo Graffigna, raffiguranti gli episodi dei miracoli del Vescovo di Tours.

Modalità di visita: a contributo minimo a partire da 3 euro con visita guidata a cura dei ragazzi del FAI Giovani di Albenga-Alassio.

  • Oratorio del transito di S. Giuseppe”, via Braida:

Costeggiando il Palazzo D'Aste-Del Carretto si giunge di fronte all’Oratorio di San Giuseppe dove in epoca medioevale sorgeva la porta nord di accesso al borgo. Venne eretto dal capitano Giuseppe Polla che fondò in questo paese la prima scuola pubblica. In origine faceva parte degli edifici dell’Opera Pia la cui gestione venne affidata per tutto il 1700 ai padri Scolopi. È un edificio di stile barocco sormontato da una bella cupola rivestita di ardesia. Conserva un altare marmoreo decorato da intarsi e dagli stemmi del benefattore, e un pregevole dipinto raffigurante il santo titolare di scuola genovese – XVIII Sec.

Modalità di visita: a contributo minimo a partire da 3 euro con visita guidata a cura dei ragazzi del FAI Giovani di Albenga-Alassio.

  • Museo Etnografico della Val Varatella”, via G. Polla, 12:

Il museo è allestito nello storico palazzo dei conti D’Aste poi passato ai marchesi Del Carretto, ramo di Balestrino. La struttura architettonica presenta caratteristiche diverse dovute agli interventi di ampliamento subiti attraverso i secoli. Il palazzo nel dopoguerra verrà diviso in diversi lotti, tra i quali la porzione in cui sono ambientate su tre piani le diverse sezioni del Museo. La collezione è costituita da circa tremila oggetti e manufatti, riguardanti le antiche attività praticate nella zona di Toirano e in generale nel Ponente ligure. Le raccolte sono distinte nella prima parte con le diciotto sezioni riguardanti le attività: agricole, artigianali, vita domestica, costume, devozione, aspetti storici locali della Val Varatella.

La seconda parte è costituita da cinque sale del primo Piano Nobile del palazzo in cui sono ricostruiti gli ambienti della dimora aristocratica. Il percorso offre un quadro generale del costume e delle usanze di una comunità dell’entroterra ligure.

Modalità di visita: il museo resta aperto entrambe le giornate con orario continuato dalle ore 10:00 alle ore 17:00 (Ultimo ingresso) per chi volesse fare visita non guidata. Le visite guidate si svolgono negli orari indicati nella scheda orari per gruppi di massimo 50 persone. La vista, guidata e non, prevede un contributo minimo di 3 euro (2 euro al FAI + 1 euro di biglietto)

  • Villa Mainero”, via Pietro Mainero, 52:

Villa Mainero sorge in un complesso residenziale fatto costruire alla fine del secolo XIX da Pietro Mainero, detto Biundin.

La sua casa, e le relative pertinenze, furono frequentate dalle maggiori personalità italiane dell’epoca, e lì fu decisa la costruzione a Genova di Via Venti Settembre.

La villa è stata proprietà dei Mainero dal 1892 al 1978: durante questo lungo periodo ha ospitato persone delle famiglie Mainero e Barlocco, e discendenti, che venivano da altre parti del mondo.

Oggi la casa è stata acquistata dalla famiglia di un discendente di Pietro Mainero, con lo scopo di ricordare Pietro e mantenere una parte di ciò che aveva fatto.

Salvo l’inevitabile, tutto è restato com’era 120 anni fa.

Modalità di visita: a contributo minimo a partire da 3 euro con visita guidata a cura dei ragazzi del FAI Giovani di Albenga-Alassio. La visita è riservata solo agli ISCRITTI FAI.

  • Palazzo Garassini già D’ Aste o Casa Domo de Aste”, Via G.B. Parodi, 8

La “Domo de Aste” rientra tra le case medioevali di prestigio del comune di Toirano. Il palazzo legato alla famiglia albenganese, vassalla dei vescovi, è costituito da alcuni corpi di fabbrica eretti all’incirca dal 1300 al 1806. Al principio del XIX secolo si svolsero, per conto dei Garassini, gli ultimi interventi architettonici e l’impianto del giardino con gli agrumi. L’interno mantiene il fascino della casa aristocratica: dallo scalone d’onore in ardesia e marmo del 1797, al vestibolo che precede la “sala madornale”, o grande sala, del XVIII secolo ornata da un sontuoso camino Luigi XV in marmo apuano, alla camera arredata con mobili Impero, superbo esempio di ebanisteria ligure del principio del secolo XIX, ambientati in una stanza seicentesca che conserva il suo originale pavimento in “laggioni” di terracotta. La suggestione suscitata dall’integrità di questi ambienti, curati sin nei minimi particolari, offre uno spaccato inaspettato della dimora signorile ligure.

Modalità di visita: a contributo minimo a partire da 3 euro con visita guidata a cura dei ragazzi del FAI Giovani di Albenga-Alassio. La visita è riservata solo agli ISCRITTI FAI.

Il Gruppo FAI Giovani della Delegazione di Albenga-Alassio ringrazia per il prezioso aiuto il Comune di Toirano, il Sindaco Giuseppe De Fezza e l’Amministrazione Comunale, nelle persone dei consiglieri Nicola Panizza e Roberta Tognoloni; Orlando Boccone, curatore del Museo Etnografico della Val Varatella e i suoi collaboratori; Fiorenzo Panizza, funzionario responsabile, Marta Zunino, direttrice scientifica, Fabrizio Losacco, capo guida e tutto lo staff delle Grotte di Toirano; il parroco Don Fabrizio Tonelli della Diocesi di Albenga-Imperia, le famiglie Bacchetti-Pisano e Bisio per la disponibilità e la collaborazione e tutti i volontari che con il loro prezioso contributo ogni anno permettono di scoprire luoghi insoliti e straordinari.

L’edizione 2019 delle Giornate FAI d’Autunno è possibile grazie all’importante contributo di UBI Banca, prezioso sponsor dell’evento e vicino al FAI dal 2012, che in quest’occasione aprirà per la prima volta al pubblico due palazzi storici a Milano e a Chieti. DHL Express Italy, rinnovato Logistic Partner dell’evento, garantirà la movimentazione dei materiali. Si ringrazia inoltre GEDI Gruppo Editoriale per la consolidata collaborazione. Grazie anche a Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI, che ha donato il suo prodotto per l’iniziativa e sarà presente a Milano e Napoli con tre speciali eco compattatori dedicati alla raccolta selettiva delle bottiglie in plastica PET che verranno così correttamente smaltite e riciclate.

L’ottava edizione delle Giornate FAI d’Autunno si svolge con il Patrocinio della Commissione europea, del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane e di Responsabilità Sociale Rai.

Grazie a Province, Comuni, Soprintendenze, Università, Enti Religiosi, Istituzioni Pubbliche e Private, ai privati cittadini e a tutte le aziende che hanno voluto appoggiare la Fondazione, oltre alle 125 Delegazioni, 94 Gruppi FAI, 94 Gruppi FAI Giovani e 2 Gruppi FAI ponte tra culture. Nati otto anni fa, i gruppi di giovani volontari del FAI sono diffusi in tutta Italia: le Giornate FAI d’Autunno sono la loro festa, l’occasione per mettere in pratica il loro generoso contributo a favore della missione del FAI con originalità e grande energia. Ad affiancarli, nell’accogliere e accompagnare i visitatori, ci saranno 5.000 Apprendisti Ciceroni, studenti della scuola di ogni ordine e grado che hanno scelto con i loro docenti di partecipare nell’anno scolastico a un progetto formativo di cittadinanza attiva, un’iniziativa lanciata dal FAI nel 1996, che coinvolge ogni anno studenti felici di poter vivere e raccontare da protagonisti, anche solo per un giorno, le meraviglie del loro territorio.

Comunicato stampa

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium