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Solidarietà | 09 ottobre 2019, 14:33

Dermopigmentazione ricostruttiva, lo Zonta club Alassio-Albenga offre 6 trattamenti a donne residenti da Andora a Pietra Ligure

L'iniziativa per celebrare il mese della prevenzione del tumore al seno

Dermopigmentazione ricostruttiva, lo Zonta club Alassio-Albenga offre 6 trattamenti a donne residenti da Andora a Pietra Ligure

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno ed è l’occasione per parlare di questa terribile malattia che, purtroppo, colpisce ancora troppe donne. È indispensabile sottoporsi con periodicità a esami clinici preventivi ed è importante sapere che, scoprendo il cancro precocemente, è possibile intervenire in modo efficace. Lo Zonta club Alassio-Albenga, da sempre sensibile alle problematiche delle donne, grazie all’unione di figure professionali, vuole offrire l’opportunità, a chi ha dovuto lottare contro il brutto male, di tornare a guardarsi allo specchio con la serenità di “ritrovare” il proprio corpo. Come?

Con la dermo-pigmentazione ricostruttiva che permettere di ripristinare il capezzolo in modo che risulti naturale ed iper-realistico. Lo Zonta, infatti, ha voluto donare 10 trattamenti a donne residenti da Andora a Pietra Ligure (entroterra compreso) che hanno vissuto questo percorso travagliato, attraverso la collaborazione di una vera professionista certificata, Elena Mirtini, in grado di utilizzare tecniche capaci di produrre tridimensionalità, volume, luci ed ombre, utilizzando pigmenti appositamente studiati e progettati e, soprattutto assolutamente sicuri.

Alcune donne hanno già beneficiato di questa opportunità ed oggi vogliono raccontare la loro esperienza per aiutare altre persone a superare eventuali remore o paure al fine di completare il percorso attraverso la ricostruzione del complesso areola-capezzolo (sono disponibili ancora 6 trattamenti).

Lo Zonta garantisce a tutte le donne la massima riservatezza e l’anonimato, per questo raccontiamo le esperienze senza riportare i loro nomi.

Sento il dover di contribuire a gratificare il vostro lavoro dedicato a noi donne che, chi più e chi meno, abbiamo subito menomazioni a causa di tumori più o meno aggressivi. Il dopo intervento è traumatico. Quello che vedi guardandoti in uno specchio non è piacevole o facile da accettare. Il dolore per ciò che ti deturpa fa quasi passare in secondo piano la vera causa del tuo male perché il pensiero ti logora lentamente non per quello che hai subito, ma per quello che ne consegue. Non per vanità, o altro stupido motivo, ma soltanto per acquisire un po' di sicurezza nel vivere in comunità, per non sentirsi discriminati, anche se vivi nella consapevolezza che nessuno vede e pochi sanno. Non solo per un fattore estetico, ma per un fattore principalmente piscologico. È qui che il vostro operato diventa importante. A fine trattamento, quello che ho visto mi ha lenito quel senso di disagio che mi angosciava nella vita e anche nella vita di coppia ho acquisito più sicurezza e tranquillità”.

La seconda donna che ha voluto raccontare la sua esperienza afferma: “La mia storia è particolare. Nella mia famiglia ci sono stati casi di tumore al seno, proprio per questo mi sono sempre sottoposta a controlli periodici. Quando ho scoperto di avere il cancro al seno ho vissuto momenti davvero difficili. Il mio è stato un vero e proprio calvario che mi ha portato, alla fine, a optare per l’asportazione di entrambi i seni, tutti e due, infatti, erano stati intaccati dalla malattia. Non è stato facile subire questa operazione e vedere il mio corpo martoriato. Da lì la fase ricostruttiva. Finito il percorso, però, quello che avevo non era più il mio seno. Mio marito mi è sempre stato vicino, ma io non mi sentivo come prima. La dottoressa che mi ha operata mi ha parlato della possibilità di ricreare il capezzolo attraverso la dermopigmentazione. Ho provato, ma quello che mi era stato proposto non faceva per me, mi creava solo sofferenza. Una mia amica, poi, mi ha mandato un messaggio con la locandina dello Zonta. Ho deciso di fidarmi e di riprovare perché si parlava di una figura altamente professionale. Sono andata da Elena e la mia prospettiva è completamente mutata. Mi sono affidata a lei che in poche sedute mi ha disegnato entrambi i capezzoli. Non ho avuto alcun fastidio e oggi sono tornata a vivere serenamente con il mio corpo, era molto importante per me riuscirci dato che vado in palestra e vivevo con disagio il dovermi spogliare di fronte ad altre persone. È un’esperienza che consiglio a tutte le donne che, come me, hanno subito questa operazione”. 

Comunicato stampa

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