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Politica | 15 ottobre 2019, 16:21

Giampedrone risponde a Pastorino: "Scenda da Marte e impari il codice di protezione civile"

L'assessore regionale alla Protezione Civile: "Stupisce che Pastorino non sia a conoscenza che i livelli di allerta sono a uso ed emanazione esclusiva della Protezione civile regionale sulla base delle previsione di ARPAL"

Giampedrone risponde a Pastorino: "Scenda da Marte e impari il codice di protezione civile"

Quanto accaduto questa mattina dopo l’intervento del nostro dipartimento che peraltro ha visto le immediate scuse dell’amministrazione di Serra Riccò e il ravvedimento sul messaggio che era stato travisato, è un qualcosa che andava assolutamente stigmatizzato come un comportamento al di fuori delle regolamentazioni di protezione civile nazionali e europee. Stupisce pertanto che il consigliere Pastorino non sia a conoscenza, come il suo ruolo impone, che i livelli di allerta sono a uso ed emanazione esclusiva della Protezione civile regionale sulla base delle previsione di ARPAL”. Risponde così l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone al consigliere Pastorino che è intervenuto dopo l’emanazione di una differente allerta da parte del Comune di Serra Riccò.

Qualunque altro messaggio che riporti il medesimo codice colore rispetto a quello utilizzato dalle regioni per le varie fasi di allertamento e la dicitura di allerta ad esso collegato è un messaggio totalmente fuori dal sistema e altamente fuorviante e pericoloso – continua l’assessore Giampedrone -. A maggior ragione se questo arriva dal sito istituzionale di un comune: è quanto ho spiegato alla nuova amministrazione di Serra Riccò stamani che prontamente si è scusata e ha rivisto il proprio messaggio. Pertanto quanto affermato da Pastorino rispetto alla possibilità di un sindaco di passare da uno stato di allerta a uno stato di allarme è totalmente erroneo e dimostra la totale non conoscenza del consigliere sia del codice di Protezione civile, sia soprattutto delle fasi a cui i sindaci si devono attenere, applicando i piani di loro competenza”. 

L’errore del Comune di Serra Riccò – continua Giampedrone – è dovuto ad una mala interpretazione relativamente alle tre fasi di cui dispongono i sindaci all’interno dei loro piani di protezione civile che agiscono nell’ambito di un quadro di allerta esclusivamente emesso dalla Regione. Queste tre fasi si chiamano: attenzione, preallarme e allarme.  E sono nella totale disponibilità del sindaco che può applicare azioni di attenzione rispetto al rischio sul proprio territorio che variano al variare di determinati dati, come gli indici pluviometrici sui singoli territori e che nulla hanno a che vedere con la possibilità, come affermato dal consigliere, da parte di un sindaco, di trasformare un’allerta meteo in qualcos’altro. Trattasi dunque di un grave errore di interpretazione a cui nessun politico, rappresentante delle Istituzioni, può dare il suo assenso”.

Redazione

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