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Attualità | 16 ottobre 2019, 11:36

Giovanni Impastato incontra la comunità di Albenga: "Peppino un punto di riferimento per opporsi alle ingiustizie"

"Con questi incontri ci date la possibilità di diffondere la storia Peppino, ma soprattutto di parlare del messaggio che lui voleva lanciare, un messaggio di forza, giustizia e speranza"

Giovanni Impastato incontra la comunità di Albenga: "Peppino un punto di riferimento per opporsi alle ingiustizie"

La sala gremita e l’attenzione alta ieri sera presso la Sala Conferenze dello YEPP – Centro Giovani di Albenga – per l’incontro con Giovanni Impastato, fratello minore di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978 e fondatore del Centro Peppino e Felicia Impastato.

A moderare la serata il giornalista Claudio Porchia che ha sottolineato la grande partecipazione e sensibilità dimostrata da Albenga: “Giovanni Impastato viene in Liguria dal 2008 ed ogni anno fa tappa nella Città delle Torri che risponde sempre mostrando una grande attenzione e sensibilità alle tematiche trattate. Peppino decise di opporsi alla mafia, a quella del suo paese, ma anche a quella che era presente in casa sua, e lo fece con un’“arma” nuova, l’ironia. Attraverso la sua radio, il suo giornale, la politica andò a intaccare uno dei pilastri sui quali quest’associazione criminosa affondava le sue radici: la paura. Per combattere la mafia serve una coscienza civile che Albenga sta dimostrando”.

A prendere la parola poi Giovanni Impastato: "Con questi incontri ci date la possibilità di diffondere la storia Peppino, ma soprattutto di parlare del messaggio che lui voleva lanciare, un messaggio di forza, giustizia e speranza. Non dobbiamo pensare a Peppino come un eroe, una figura irraggiungibile, ma come un punto di riferimento, un esempio che può aiutarci a capire che e necessario opporsi alle ingiustizie e lottare per riuscire ad avere un mondo migliore”.

Oltre alla storia di Peppino sono stati diversi i temi affrontati durante l’incontro, dal concetto di legalità, a quello di giustizia, alla lotta contro il razzismo e per la tutela del clima, tutte battaglie che i giovani – ai quali Giovanni si rivolge – devono fare proprie.

A chiudere l’incontro il sindaco Riccardo Tomatis che in primis si è rivolto ai ragazzi delle medie che erano presenti in sala: "Vedere tutti questi ragazzi è una gran piacere e questo vuol dire che questo argomento stimola ed interessa e che gli insegnanti hanno lavorato su queste tematiche anche in classe, aspetto di fondamentale importanza. Peppino Impastato è stato un ragazzo che, dai microfoni di una radio libera ha preso in giro i mafiosi. È un eroe, ma come ha sottolineato Giovanni Impastato non dobbiamo pensare al concetto di eroe irraggiungibile, Peppino è un eroe e ognuno di noi, nel suo piccolo, può esserlo”.

“Oggi è difficile riconoscere la mafia, 100 passi sono tanti o pochi? La mafia è vicina o lontana? Credo che ognuno di noi debba fare queste riflessioni, ma io vorrei lanciare un messaggio questa sera soprattutto ai ragazzi – il sindaco Tomatis continua rivolgendosi proprio a loro – Abbiate fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni”.

Giovanni Impastato questa mattina ha proseguito i suoi incontri nelle scuole del comprensorio ingauno, nell’occasione la consigliera delegata politiche giovanili Camilla Vio ha portato i saluti dell’Amministrazione e rivolgendosi ai ragazzi afferma: “Dall’incontro con Giuseppe Impastato si esce arricchiti. Il messaggio che voglio lanciare è che ognuno di noi deve avere un pezzo di Peppino dentro di sé e lottare contro le ingiustizie, sia quelle grandi che quelle più “piccole”, solo così potremo insieme costruire un futuro migliore”.

Comunicato stampa

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