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Cronaca | 17 ottobre 2019, 08:51

Incendio azienda agricola ad Albenga, piromane incastrato dalla videosorveglianza della propria abitazione

L'episodio è accaduto lunedì scorso nella zona di Salea. L'operazione è stata condotta dai nucleo operativo e radiomobile della compagnia ingauna

Incendio azienda agricola ad Albenga, piromane incastrato dalla videosorveglianza della propria abitazione

Lunedì scorso, un incendio nella zona di Salea d’Albenga ha interessato la proprietà di un’azienda agricola operante nel settore della floricoltura. L’evento poteva avere un epilogo disastroso vista la vicinanza di una macchia boschiva che si estende per l’intera collina, sventato solo dall'immediato intervento dei vigili del fuoco.

Le fiamme hanno distrutto un casolare utilizzato per il ricovero di attrezzatura per uso agricolo e le sue pertinente con un danno stimato intorno ai 50.000 euro. Il sopralluogo minuzioso svolto dai militari specializzati in questo tipo di rilievi tecnici, in forza al nucleo operativo e radiomobile della compagnia ingauna, ha permesso di refertare un collo di bottiglia usato come innesco rendendo evidente la natura dolosa dell’evento.

Le indagini condotte dai carabinieri della Sezione Operativa si sono quindi concentrate su una serie di ipotesi tra cui la concorrenza sleale, l’estorsione, problemi di vicinato e confini. Al termine degli accertamenti è stato smascherato l’autore del fatto, un 70enne pensionato di origini calabresi. L’uomo che abita nei pressi, avrebbe appiccato l’incendio per futili motivi connessi ai continui litigi per questioni di vicinato.

L’incrocio dell’analisi di più sistemi di sorveglianza privati ha infatti fatto emergere la responsabilità dell’autore del pericoloso gesto. Ma la singolarità dell’episodio risiede nel fatto che quando i carabinieri sono giunti a casa dell’ incauto piromane, (già avendo sufficienti elementi indiziari a suo carico), lo stesso è stato tradito proprio dalle immagini del suo impianto di videosorveglianza che lo ha immortalato in tutta la dinamica mentre lanciava una bottiglia incendiaria da cui è divampato il rogo. In carabinieri hanno infatti chiesto all'uomo di poter visionare i filmati della telecamera che dava sulla proprietà incendiata. Dopo qualche resistenza, motivata con l’incapacità di far funzionare il sistema,  l’uomo si è arreso davanti al Maresciallo, che utilizzando le apparecchiature al suo posto ha estratto il filmato che lo inchiodava.

L’autore del gesto, che ha motivato la sua azione con l’esasperazione per i continui, a suo dire, dispetti del vicino, sebbene incensurato, rischia fino a 10 anni di reclusione, dovendo rispondere della grave accusa di “incendio boschivo” nel caso la Procura della Repubblica lo rubricasse, tenendo conto della vicinanza di una collina interamente caratterizzata da macchia boschiva.

Comunicato stampa

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