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Cronaca | 17 ottobre 2019, 11:35

Nascondevano 1.100 kg di hashish e mezzo kg di cocaina in uno yacht a Varazze: 6 arrestati dai carabinieri e dalla polizia

L’Operazione The Wall ha consentito di smantellare un gruppo criminale attivo nell’importazione di importanti quantitativi di hashish dal Marocco all’Italia.

Nascondevano 1.100 kg di hashish e mezzo kg di cocaina in uno yacht a Varazze: 6 arrestati dai carabinieri e dalla polizia

Carabinieri e Polizia di Stato, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano, sin dalle prime ore della mattina hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare (4 custodie cautelari in carcere, 1 arresto domiciliare e 1 obbligo di dimora) emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano, a carico di 6 persone di nazionalità italiana indagate per traffico internazionale di hashish.

Il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Savona e la Squadra Mobile di Milano, con l'esecuzione della misura cautelare, hanno disarticolato un gruppo criminale attivo nell'importazione di ingenti quantitativi di Hashish dal Marocco all'Italia, che venivano stoccati a Milano per la successiva commercializzazione in tutto il centro-nord Italia.

L'operazione di polizia giudiziaria è stato il risultato di due attività investigative autonome, eseguite quasi contestualmente sul medesimo gruppo, dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Savona e dalla Squadra Mobile di Milano, confluite in un unico procedimento penale coordinato dalla Procura della Repubblica di Milano - DDA, con la collaborazione della Procura della Repubblica di Savona.

II 24 settembre del 2018 il personale della VII sez. antidroga della Squadra Mobile di Milano, sviluppando una notizia acquisita sul territorio, ha arrestato in flagranza di reato un cittadino italiano, perché trovato in possesso di 1.100 kg di hashish e 540 grammi di cocaina all'interno di un box, presente in una autorimessa sotterranea ubicata tra via Padova e Via Palmanova a Milano. La sostanza stupefacente era stata occultata in un'intercapedine costruita a hoc a ridosso della parete situata nel fondo del box. In tale circostanza è stato rinvenuto anche un dispositivo satellitare radar per imbarcazioni di marca Garmin ancora nuovo ed imballato.

Contestualmente al sequestro la Compagnia dei Carabinieri di Savona stava eseguendo un'attività investigativa, nei confronti di un soggetto appartenente ad un gruppo criminale che aveva organizzato un'importazione di un ingente quantitativo di hashish dal Marocco all'Italia, a mezzo di uno yacht denominato «Elizabeth G.», battente bandiera Olandese ed ormeggiato al porto di Varazze, all'interno del quale erano stati creati due vani artigianali. I militari hanno potuto accertare che il trasbordo dell'ingente quantità di sostanza stupefacente è avvenuto utilizzando un gommone, davanti alle coste del comune di Santa Margherita Ligure per approdare successivamente al porto del comune di Rapallo.

Le attività investigative condotte dai carabinieri hanno consentito di creare un quadro indiziario nei confronti di alcuni soggetti appartenenti al gruppo criminale e di ricostruire la dinamica del viaggio per l'importazione avvenuta agli inizi del mese di settembre. Le indagini hanno poi trovato pieno riscontro nell'attività investigativa eseguita dalla Squadra Mobile nella fase antecedente, concomitante e successiva all'arresto ed al sequestro, sia nei confronti del soggetto tratto in arresto che di altri in contatto con lo stesso.

Il gruppo di trafficanti aveva la sua base operativa nell'hinterland di Milano ed era capeggiato da due personaggi di rilievo, gravati da precedenti penali specifici, i quali hanno organizzato e finanziato l'importazione dell'hashish dal Marocco, avvalendosi di un corriere per il trasporto marittimo e di altri soggetti deputati al trasporto terrestre dalle coste liguri al territorio milanese ed allo stoccaggio all'interno di box con vani artefatti creati tra la parete ed un muro artificiale.

I due capi del gruppo criminale erano, inoltre, emersi in un'indagine condotta dalla Squadra Mobile di Bologna, coordinata dalla DDA della Procura di Bologna, tra il 2012 e il 2014, culminata proprio verso la fine del mese di settembre 2018 con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico degli stessi e di altri soggetti ritenuti appartenenti ad un'associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, con modalità identiche a quelle ricostruite per l'importazione del carico sequestrato il 24 settembre 2018.

L'acquisizione degli atti di quel procedimento, unitamente ad alcuni dati acquisiti nel corso delle esecuzioni di quelle misure cautelari, hanno costituito un'ulteriore prova a carico degli indagati.

Nel corso dell'esecuzione delle misure cautelari sono state eseguite una serie di perquisizioni delegate dall'autorità giudiziaria nei confronti dei destinatari e di altri soggetti indiziati di appartenere all'organizzazione.

Luciano Parodi

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