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Economia | 18 ottobre 2019, 08:30

Parlamento Europeo: stop sulla possibilità di brevettare piante e sementi di origine naturale

L'accesso libero al materiale di riproduzione è essenziale per l’innovazione

Parlamento Europeo: stop sulla possibilità di brevettare piante e sementi di origine naturale

I deputati del Parlamento europeo, hanno chiesto all’Ueb (Ufficio Europeo dei Brevetti) di non concedere la possibilità di brevettare prodotti ottenuti da processi essenzialmente biologici (incroci e innesti tra piante e sementi).

Gli europarlamentari, sostengono che il libero accesso a informazioni e al materiale vegetale è fondamentale per favorire l’innovazione e la competitività nei settori dell’allevamento e dell’agricoltura, per sviluppare nuove varietà, migliorare la sicurezza alimentare e far fronte al cambiamento climatico.

Sempre secondo il Parlamento europeo, limitare l’accesso alle informazioni, potrebbe indurre a una situazione in cui alcune multinazionali del settore agroalimentare arriverebbero ad acquisire il monopolio sul materiale di coltivazione portando gli agricoltori nella condizione di pagare cifre elevatissime per poterle coltivare (un brevetto può essere comprato o venduto da terzi solo dietro autorizzazione del titolare e tramite il pagamento di royalties).

Storico

Il dibattito, cominciò nel 2015 da un pomodoro (varietà specifica per la produzione di ketchup) ed un broccolo quando l'Ufficio europeo dei brevetti prese la decisione che i prodotti ottenuti da processi essenzialmente biologici (selezione e incrocio) possono ottenere la tutela brevettuale. La reazione pubblica fu immediata e l'Ueb fu accusato di brevettare la vita, il Parlamento europeo presentò immediatamente una risoluzione non vincolante. 

In seguito all’intervento della Commissione europea, nel novembre 2016 l’Ueb applica un ulteriore modifica alla propria politica finalizzata a non concedere brevetti a tutti i prodotti ottenuti mediante processi essenzialmente biologici; nel 20018 la commissione tecnica di ricorso dell’Ueb ha respinto tale decisione, sostenendo che la Convenzione sul brevetto europeo abbia la precedenza giuridica sulle norme di attuazione dell’Ueb. Il 1° ottobre era la scadenza per inviare ( all’Ueb) dichiarazioni scritte sulla questione, nei prossimi giorni sono attese maggiori informazioni in merito all’argomento.

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c.s.

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