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Politica | 18 ottobre 2019, 14:10

Ardenti (Lega): "Le politiche del Pd sulla sanità? Strafalcioni e scopiazzature da Genova"

Il consigliere regionale risponde alle critiche arrivate dalle sezioni dem di Cairo Montenotte e Albenga

Ardenti (Lega): "Le politiche del Pd sulla sanità? Strafalcioni e scopiazzature da Genova"

La sanità ligure nel mirino delle critiche del Partito Democratico. Gli attacchi arrivano dalle sezioni dem di Cairo Montenotte ("Mancano specialisti e anestesisti negli ospedali savonesi") e di Albenga ("Non si può spacciare come una 'necessità' adducendo questioni di bilancio"). 

Contattato dalla nostra redazione, il consigliere regionale Paolo Ardenti (Lega) ha risposto così agli attacchi provenienti dal Pd:

"La vergogna del Pd? Una classe politica che non capisce nulla di sanità: fa disastri quando governa e ha tutte le risposte quando non ha più il giocattolo tra le mani - ha spiegato Ardenti ai nostri microfoni - Ad Albenga copiano gli strafalcioni del PD genovese a Cairo ogni tanto si svegliano urlando 'disastro' per poi riaddormentarsi... Recentemente su un quotidiano nazionale è stato pubblicato un lucido articolo della sinistra italiana che precisa le responsabilità del Pd nella demolizione della sanità pubblica: stanno cercando il consenso tra i cittadini cavalcando il malfunzionamento della sanità pubblica, ma non si rendono conto che c’è un intero mondo di professionisti che ride delle loro esternazioni da incompetenti".

L'articolo citato dal consigliere regionale è quello pubblicato sull'edizione del 2 ottobre scorso de "il manifesto" in cui si legge: "Toglietevi la curiosità, digitate «ministri della salute», andate su wikipedia, e troverete una lunga lista che vi dirà senza ombra di dubbio che negli ultimi 20 anni le politiche sanitarie sono state decise soprattutto da governi di centro-sinistra". E ancora: "Se, assumiamo la sinistra, semplicemente come una cultura politica progressista e riformatrice che promuove la sanità pubblica come bene comune, sorge una contraddizione: come mai oggi la sanità pubblica è ridotta tanto male? Perché tante diseguaglianze?"

Inoltre, una riflessione dell'autore: "La sinistra per la sanità non ha mai pensato vere politiche di sinistra, quindi non è riuscita ad esprimere una vera cultura del cambiamento; le sue politiche sanitarie sono sempre state ispirate consigliate decise, da 'amministratori', esperti e politici, cioè brava gente sia chiaro, ma con la mentalità di chi pensa che il mondo debba essere soprattutto gestito e solo gestito e che il problema della gestione sia un problema di poteri".

"La sinistra, fino ad ora in sanità, ha riformato male quello che ha riformato, senza esitare a contro riformare cioè a mettere in discussione i fondamentali del sistema come dimostrano le vicende del titolo V del regionalismo differenziato e dei fondi sanitari - prosegue ancora il pezzo firmato da Ivan Cavicchi, che conclude - Tutti dicono che, se questo governo, non marcherà la differenza con quello precedente la destra stravincerà. Ebbene, in sanità, come si fa a marcare la differenza? Come può Speranza distinguersi dai ministri che l’hanno preceduto? [...] La chiave di volta che mi permetto di suggerire a Speranza è semplice e difficile allo stesso tempo: fare dell’adeguatezza il mezzo per risolvere i problemi della sufficienza".

Roberto Vassallo

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