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Al direttore | 19 ottobre 2019, 17:12

1816: arrivano i "Reali Carabinieri" ad Altare

Una toccante raccolta di vicende storiche realizzata da Stefano Mallarini

1816: arrivano i "Reali Carabinieri" ad Altare

Da Stefano Mallarini, attento e appassionato cultore della storia valbormidese e delle sue tradizioni, riceviamo e pubblichiamo qui di seguito una storia dell'Arma dei Carabinieri ad Altare:

In occasione della mostra sulla storia di Reali Carabinieri allestita nei mesi scorsi ad Altare ho ricercato nei vari archivi notizie sulle presenza dei Reali Carabinieri in Valbormida, ritrovando notizie interessanti da far conoscere.

Nel 1815 tra le spese della Comunità di Mallare ritroviamo pagati il 30 dicembre  “concorso per la provista de mobilia a casa (p. alloggio del sig Comandante)  Carabinieri Reali  lire otto spesa per festa dell’arrivo della Regina £. 8,25  e retribuzione a CARABINIERI per l’assistenza alla festa delli 8 7.mbre lire quattro. E anche nel  1816  Mallare  versava lire undici per riparto dell’alloggio dell’Ill.mo sig Comandante  e Ufficiale dello Stato Maggiore  e lire sei “per l’assistenza delli CARABINIERI Reali in occasione di feste 8 7bre 1816”

Anche tra le spese sostenute dalla comunità di Carcare nel 1816 si ritrova  lire 1,16 “per Rubbi sei paglia per i gendarmi comprati da Gio VIGLIONE”  e Soldi nove pagati a Luigi FERRARO detto Manbianca “per   far passare il ritano della Madonna della Neve ad un Carabiniere”.

Dalle  lettere inviate dal sindaco di Mallare nel 1839 con la quale si richiedeva la presenza dei Reali Carabinieri di Altare alla festa di N.S. dell’Eremita e da altre inviate dal Sindaco di Pallare  e Carcare negli anni seguenti si desumeva la presenza della caserma altarese in quella data e la sua competenza sia sulla vallata di Mallare che quella di Carcare Pallare e Bormida.

La visita nell’archivio del Comune di Altare ha riservato altre sorprese permettendo di ritrovare quando si era insediata la prima caserma nel paese e dove fosse ubicata.

Recita infatti una delibera del 14 agosto 1817  del Consiglio Comunale altarese presieduto dall’allora  Sindaco Francesco RICALDONE e alla presenza del notaio Felice RACHETTO giudice del paese,  “rispondendo alla lettera del sig Intendente della Città e provincia di Mondovì in data delli 29 maggio ultimo scorso in forza di cui autorizza questa Com.le amministrazione di disporre della caserma dei CARABINIERI REALI quivi stazionati ha dato ceduto e  rimesso come cede e rimette alla Amministrazione Comunale di questo luogo accettante nella persona dei sovra indicato individui per servir di caserma alla Brigata de CARABINIERI REALI quivi stazionati un corpo di casa composta di due piani (cancellato avente la prigione al piano terreno) corrispondente verso il piazzale dalla parte della Chiesa Parocchiale sita in questo luogo consorti Luigi BORDONE, la strada pubblica ed il piazzato avanti la Chiesa Parocchiale per il corso di anni tre consecutivi ad aver principio …con il primo del mese di luglio scorso dando e cedendo detto sig. RACHETTI in affittamento come sovra la sudetta casa …l’amministrazione per conto delle altre contadi formanti  il circondario ha promesso e si obbliga di pagar avandimente.. per corrispettivo .. ed a semestri maturati la somma di lire duecento Piemonte, con dichiarazione espresse che nel caso venisse traslocata altrove la sud.ta BRIGATA de CARABINIERI nel tempo come sovra siglata di 3 anni non paghi il d.to sig RACCHETTI prettendone l’affittamento che per quel semestre già cominciata e al caso che il d.o sig RACCHETTI facesse d’uopo di detta casa sia per la di lui qualità propria contento che per due suoi fratelli sia la medesimo levato di entrarne al possesso con obbligo si alla detta Comune di provvedere alla casa per l’affittamento come sovra. Pel l’osservanza del presente contratto obbliga detto sig Don RACCHETTI e e far boni prezzi tutti a l’amministrazione comunale non tanto i suoi prezzi che quelli di altre Comuni formanti il Circondario delli sud.ta Stazione col constelato in forma fissato compresa una sola stanza al piano terreno da poter servir di prigione cosa mandasi intanto ragguarsi copia del presente all’Ill.mo Sig Intendente per l’opportuna approvazione previa lettera e conforme si sono sottos.i (firme) Gioanni RACCHETTI, RICALDONE Sindaco, Orson Gio SAROLDI consiliere, Giacomo SAROLDI. Francesco Dall’ORTO, Francesco BORMIOLI Giuseppe SAROLDI e Giuseppe BRONDI   testimonio RACCHETTI Giudice,  MASSARI Segr.ro”

Con lettera del 20 ottobre 1818 la Regia Intendenza richiedeva copia della missiva di rimborso delle spese sostenute allegando “venga  accompagnato dalle necessarie quietanze dei provveditori elavorieri dalla ricevuta del Vige Comandante codesta Stazione” e “un atto convalidante che ne affermi la giustizia nel prezzo e l’esattezza dei conto voci queste certe farò le disposizioni necessarie spese l’indennità delle sud.te”.

Dal due lettere invaiate dal Sindaco all’Intendente nel 1837 abbiamo notizia della trasmissione della “perizia della spesa occorenza per l’ultimazione del Gabinetto ad uso d’ufficio del sig Comandante questa Stazione de CARABINIERI REALI, non che per l’eseguimento d’altri lavori indispensabili attorno alla Caserma rillevando in tutto a  £.235. Il Mastro muratore BARBITTA che procedette alla sud.ta perizia uomo di decisa abilità sarebbe pronto per la sudetta somma di eseguire li sudetti lavori onde all’osservanza voglia la SV Ill.ma che di farmi conoscere al proposito le di lei determinazioni.”

Il 6 luglio del 1837 con un’altra missiva il sindaco comunica il traslocco della Caserma “La casa del sig Girolamo SAROLDI ad uso di Caserma de CARABINIERI REALI  sarà ultimata costrutta la corrente settimana, cosicchè la traslocazione potrà aver luogo entro i primi giorni dell’entrante e prossima settimana avuto riguardo gl’immensi lavori che vi erano da eseguire sud.ta Casa non si troverebbe ultimata come trovasi se non avessi preso all’uopo le più sollecite disposizioni”-

Sull’importanza della caserma Altarese abbiamo notizia in un’altra missiva del 17 maggio 1847 che recita “Venne rapporto a questa Comunale Amministrazione che il Comandante li Carabinieri Reali della Provincia di Savona avrebbe esternato il desiderio anzi avrebbe fatta proposizione alla superiorità onde questa Stazione non fosse più comandata da un Maresciallo d’alloggio pari al Comandante di quella di Cairo-Questa Amm.ne Comunale non vuole certamente penetrare nei motivi che abbino ridotto il predetto sg Comandante li Carabinieri di Savona a far una tale proposizione, ma l’essere più di 30 anni che qui trovasi un Maresciallo d’Alloggio a Comando dell’Arma cui da S.Ma.ne è il Generale Capo la posizione di questo luogo che abbraccia le frequentemente battute strade del Genovesato di Nizza del Piemonte e del Monferrato e perciò risulta una molta più importante sorveglianza che non à Cairo, sebbene Capo luogo di Mandamento, os’è non anzi a tenere d’occhio che il distretto e lo stradale di Acqui fa si che, venendo un tal cambio ad effettuarsi, non solo la Com.le Amm.ne, ma l’intiera popolazione ne risentirebbe un gran dolore, e per conseguenza, io mi permetto di rivolger le mie preghiere alla S.V.Ill.ma onde voglia avere la bontà di conservarci un M.llo d’Alloggio al Comando di questa Stazione da dove oltre la maggior importanza del luogo pel continuo passaggio di forestieri e de suo commercio può con maggiore facilità avere una relazione colle stazioni di Millesimo e Cairo, e più alla portata di sapere quanto in esse succeda, per la pronta verificazione a provvedere all’occorenza, cosa questa che non presenta la Stazione di Cairo, luogo segregato e privo di pronta comunicazioni sopra per la via di Acqui

La stazione dell’Arma a Millesimo era stata istituita nel 1821 e sappiamo che era comandata dal brigadiere Dottè Francesco, mentre dai documenti finora trovati non risultano i nomi dei comandanti di quella di Altare,

Altare rappresentava allora il polo industriale della valbormida, infatti da una tabella del 1820 risulta che vi  erano in funzione ben sei Fabbriche da vetri  colorato con 120 occupati   (e una non attivata) e altre quattro fabbriche da cristalli con altri 100 occupati (e un’altra fabbrica da cristalli non attivata. (, ogni fabbrica produceva duecento quintali di prodotto,  una  fabbrica di vetro verde rivenduto al quintale a £.42 fruttava 800 lire al proprietario una di cristallo, venduto a  £. 78  il quintale, fruttava  lire 1200).

Lettera Firmata

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