Solidarietà - 21 ottobre 2019, 10:06

"Stop agli attacchi di Erdogan alle minoranze etniche": una lettera dalle ANPI del Ponente da Andora a Loano

L'appello è stato inoltrato al ministro degli Esteri Di Maio e all'Ambasciata turca in Italia

"Stop agli attacchi di Erdogan alle minoranze etniche": una lettera dalle ANPI del Ponente da Andora a Loano

Tutte le sedi ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) del Ponente Savonese, presenti sui Comuni da Andora a Loano, hanno sottoscritto una lettera, inoltrata per conoscenza al ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e all’Ambasciata turca in Italia, nella quale chiedono espressamente che si ponga fine ai tragici episodi bellici ai quali stiamo assistendo in questi giorni.

Il testo della missiva è stato redatto in collaborazione con Rosella Simone, giornalista e scrittrice specializzata in politica internazionale (da sempre attenta, tra l’altro, alla condizione della Donna nei vari luoghi del mondo).

Ecco, qui di seguito, il testo della lettera:

“Aderendo alla posizione ufficiale dell'ANPI Nazionale anche l'ANPI del Ponente Savonese condanna senza se e senza ma la guerra di invasione decisa il 9 ottobre unilateralmente dal governo turco di Recep Tayyip Erdogan contro la Siria del Nord-Est e si schiera dalla parte delle popolazioni curde, arabe, yazidi, siriaci, armeni, ceceni, circassi e turcomanne che in quella zona tormentata del pianeta stavano sperimentando la straordinaria esperienza di comunità e condivisione del Confederalismo democratico e la pacifica rivoluzione portata avanti dal Movimento delle donne curde proprio nel territorio di Rojava, oggi sotto attacco dei carri armati e dell’aviazione turca.

Condanna altresì la decisione vile e opportunista del Presidente Usa Donald Trump di ritirare i soldati statunitensi e lasciare i loro “alleati” curdi sotto le bombe e i carri armati turchi che, ormai da giorni, attaccano indiscriminatamente civili, ospedali, chiese provocando centinaia di morti, migliaia di feriti e centinaia di migliaia di nuovi profughi. Una decisione che, ce ne rendiamo ben conto, è diretta non solo contro le popolazioni innocenti che vivono in quell’aria ma, e soprattutto, contro l’Europa e che vale come un “via libera” agli squadroni assassini dell’Isis.

Riconosciamo i combattenti YPG e le combattenti YPJ che hanno difeso il loro territorio e l’Europa dagli attacchi dei tagliagola dell’ISIS e che adesso lottano per la loro vita e la libertà di tutte e tutti come nostre sorelle e fratelli partigiani. Per tutto questo ci uniamo all’Appello lanciato dal Consiglio delle donne curde della Siria del Nord e dell’Est e chiediamo

- la fine dell’invasione e dell’occupazione della Turchia nella Siria del Nord

- l’istituzione di una No-Fly zone per la protezione della vita e della popolazione nella Siria del nord e dell’est 

- Prevenire ulteriori crimini di guerra secondo il diritto internazionale 

- Fermare la vendita delle armi in Turchia 

- Attuare sanzioni economiche e politiche contro la Turchia

- Adottare provvedimenti immediati per una soluzione della crisi politica in Siria con la partecipazione e la rappresentanza di tutte le differenti comunità nazionali, culturali e religiose in Siria”.

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

SU