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Attualità | 29 ottobre 2019, 11:13

Oggi il mondo festeggia l’Internet Day: buon compleanno World Wide Web!

Il 29 ottobre 1969 venne trasmesso il primo pionieristico messaggio tra due università statunitensi. Pietra fondativa della 'Rete' contemporanea

Oggi il mondo festeggia l’Internet Day: buon compleanno World Wide Web!

Il 29 ottobre 1969, ovvero esattamente 50 anni fa, mentre non si erano ancora spenti gli echi delle manifestazioni che hanno caratterizzato il 1968 e a pochi mesi dopo lo sbarco dell’uomo sulla Luna, in un laboratorio universitario dell’Università della California si stava compiendo un’altra ‘rivoluzione’, che oggi più che mai incide fortemente sulla vita quotidiana di tutti noi.

L’allora dottorando in Informatica Charles Kline tentò di inviare un messaggio da un computer della propria università ad uno dello Stanford Research Institute, distante oltre 500 chilometri. La sua intenzione era di inviare la parola “LOGIN”, ma il collasso della rete consentì soltanto l’invio delle prime due lettere: L e O.

A partire da quel pionieristico mezzo fallimento, si sviluppò però il complesso sistema informatico che oggi tutti conosciamo come Internet. All’epoca il progetto, nato nel 1958 e finanziato dal Dipartimento della Difesa in chiave militare antisovietica, aveva un nome differente e ben più ostico: ARPANET (Advanced Research Project Agenxy Network) Anni dopo, quando la ‘guerra fredda’ era ormai (almeno ufficialmente)

In quel sistema erano già presenti alcuni elementi cardine della Rete così come la conosciamo oggi, quali ad esempio l’assenza di un controllo centralizzato (la cui utilità in ambito militare è facilmente intuibile) e la frammentazione dei dati in migliaia di piccoli ‘pacchetti’ più facili da trasferire. Per consentire alla Rete di funzionare al meglio, servivano però delle regole condivise, dei ‘protocolli’. Che vennero formulati nel 1974 da Vint Cerf e Bob Kahn, creatori del Trasmission Control Protocol (TCP) e dell’Internet Protolocol (IP) che utilizziamo ancora oggi.

Nei primi anni ‘80 il progetto passò sotto il controllo della NASA, che lo riconvertì a sistema di comunicazione tra Università, ma quel che mancava ancora era una regolamentazione di cosa vi si poteva o non poteva caricare e condividere e la possibilità di farlo in modo semplice. Era una gigantesca autostrada, totalmente priva di limiti, sulla quale viaggiava davvero di tutto in modo più o meno anonimo, accessibile però a un limitato numero di ricercatori.

Un problema tutt’altro che secondario cui pose rimedio, nel marzo del 1989, lo scienziato britannico Tim Berners-Lee, ricercatore del CERN di Ginevra che presentò un progetto inerente la condivisione di informazioni del tutto indipendente dalla piattaforma informatica utilizzata. L’idea di Berners-Lee era di creare una sorta ‘ragnatela’ che permettesse di navigare tra i contenuti utilizzando dei collegamenti e usufruendo di embrionali motori di ricerca. Quel progetto segnò la nascita del World Wide Web (WWW) e dell’internet moderno, tanto che fu sempre lo stesso scienziato, un paio d’anni dopo, a creare il primo sito web. Cui, come ben sappiamo, ne seguirono nei decenni molte centinaia di miliardi di altri.

L’Internet Day, coniato ufficialmente nel 2005, mira pertanto a omaggiare quel pionieristico scambio di dati ma – alla luce delle molte implicazioni, anche di natura morale ed etica, che il Web contemporaneo porta con sé – vuole anche essere un invito a riflettere su come la Rete si sia evoluta negli anni e sui rischi che vi si possono trovare: dalle ‘fake news’ al cyber-bullismo, passando per il ‘deep web’

Gabriele Massaro

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